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La poligamia

Le leggi promulgate per l’ordine sociale saranno perfette, armoniche e benefiche quando saranno in armonia con i bisogni innati dell’uomo e le tradizioni della creazione, e potranno prevedere l’insieme dei bisogni umani, tenendo conto di ogni aspetto e forma di ogni società; giacché in caso contrario, non potrebbero durare, e verrebbero rigettate dalla società umana, che non potrebbe accettarle in maniera naturale.
Le leggi islamiche sono universali. L’Islam invita tutte le comunità a seguire per sempre queste tradizioni globali e questi principi di armonia. E’ per questo motivo che ha soddisfatto in ogni epoca i bisogni di differenti società e che gli alti e bassi della storia non hanno potuto e non potranno farlo scomparire. Esso non perderà il suo valore e la sua freschezza, finché l’uomo esisterà su questo pianeta.
Tra le armi di propaganda della Chiesa e dei cristiani utilizzate contro l’Islam, possiamo ricordare il problema della poligamia. La Chiesa, al fine di mantenere la propria situazione instabile, suggerisce alle genti ignoranti che la poligamia è una legge che opprime la donna, poiché gli uomini possono sposare delle donne quanto ne desiderano, senza che alcuna condizione sia loro imposta.
Nei tempi pre-islamici, la poligamia era corrente in diverse comunità. Presso alcune era anche segno di distinzione e di nobiltà.
Lo studio della storia dei Profeti e dei loro libri celesti testimonia che la poligamia veniva praticata anche presso le religioni precedenti l’Islam.
“In Cina, per esempio, secondo la legge del “Liki”, ogni uomo aveva il diritto di avere fino a centotrenta donne. Presso i giudei, l’uomo aveva il diritto a parecchie centinaia di donne”1
Ricordiamo in proposito che Ardeshir Babakan e Carlo Magno avevano ognuno quattrocento donne circa nei loro harem.
Il Vangelo non si oppone più a questo argomento, rispetto alla Torah che ha prescritto la poligamia, e conserva il silenzio. E’ per questo che veniva praticata nell’Europa cristiana, fino al tempo di Carlo Magno Imperatore d’Occidente nell’ottavo secolo dopo Cristo.
Ma è nel corso del regno di questo stesso Imperatore che la poligamia venne abolita dalla Chiesa, in tutto il mondo cristiano. Gli uomini che avevano parecchie donne furono dunque costretti a detenerne legittimamente una soltanto. E’ questa stessa proibizione che è all’origine della depravazione dei costumi presso i cristiani. Gli uomini che avevano una sola donna, cadevano sempre nella dissolutezza e nella corruzione.
La poligamia praticata dalle diverse tribù arabe, all’epoca del Jahiliyyah (l’ignoranza), era delle più rudi. L’uomo, senza tener conto delle sue condizioni finanziarie e dell’eguaglianza sposava più donne. Trovava naturale schernirne i legittimi diritti delle donne. La volontà assoluta degli uomini aveva loro reso dura la vita.
L’Islam pose un freno a questi eccessi, a questo disordine e a questa corruzione, accettando la poligamia sotto precise condizioni.
Secondo le necessità naturali della società e tenendo conto degli interessi dell’uomo e della donna, limitò il numero delle spose a quattro.
L’Islam non ha legalizzato la poligamia per soddisfare i desideri illimitati degli uomini. Ciò deve farsi in particolari condizioni.
Sappiamo che la poligamia, nell’Islam, non è un principio. Questa legge mira infatti a prevenire i molteplici pericoli che minacciano la società. Occorre a volte subire un danno per evitarne uno più grave.
Inoltre, la poligamia non è una obbligazione per i musulmani. Non è peccato avere una sola donna, anche se si possiedono i mezzi per sposarne di più e se si è capaci di trattarle tutte con equità.
Allo stesso modo l’Islam ha dato la libertà alle donne di non procedere a questa forma di matrimonio se esse non lo consentono. La poligamia nell’Islam non porta solamente attenzione all’onore della donna, ma al contrario, esse possono approfittarne in caso di necessità, per migliorare la loro situazione – se è cattiva – per non dover sopportare la solitudine e le privazioni.
Se il numero degli uomini e delle donne che sono disposte al matrimonio è uguale, ogni uomo non ha diritto che ad una sola donna. La poligamia viene dunque annullata, a meno che le condizioni sociali particolari non la rendono necessaria. Giacché se questo equilibrio viene distrutto e il numero degli uomini disposti al matrimonio viene ridotto in rapporto a quello delle donne, quale sarà la sorte delle donne in più?
Essendo l’uomo il più esposto al pericolo, a causa della guerra, dei lavori pesanti, ecc., è più prossimo alla mortalità rispetto alla donna. Il numero di queste ultime risulta ben dunque superiore. E’ questo che mostrano le statistiche.
Secondo le statistiche, le donne sono nel mondo in maggioranza. Questo è legato a diversi fattori e fenomeni sociali che sono sempre esistiti. E’ una verità che nessuno può negare.
“In Francia, le statistiche mostrano che se cento ragazze vengono al mondo, centocinque maschi nascono nello stesso tempo. Ma il numero delle donne sorpassa però di un milione settecentosessantacinquemila quello degli uomini, sebbene la popolazione francese non oltrepassi i quaranta milioni.
Il motivo è che il sesso maschile resiste meno di quello femminile alle malattie; così il 5% fra loro muoiono prima dei 19 anni. Il numero di uomini diminuisce ancora, a partire dai 25 anni. A 65 anni non restano dunque che 750mila uomini per un milione e mezzo di donne”2
“Esistono attualmente negli Stati Uniti ventimila ragazze che non sono sposate, e che, non trovando marito, sono vittime della droga o di altri vizi”3
Il professor Peter Madawar, professore di zoologia e in analisi comparata all’Università di Londra, scrive a conferma della teoria sopra esposta:
“E’ per questo motivo e per altri, che il numero degli uomini diminuisce in rapporto a quello delle donne”4
La donna, risente del bisogno di avere un congiunto, di fare dei figli e di crescerli, bisogno che non può essere soddisfatto che attraverso la via di legami coniugali legittimi. Il conforto materiale non può da solo renderla felice.
Le agenzie di stampa sottolineano questo fatto, descrivendo le ragioni dell’aumento di numero delle donne nel mondo.
“La durata della vita delle donne è senza alcun dubbio superiore a quella degli uomini. Secondo le statistiche, esiste solamente un uomo vedovo contro venti donne vedove. Ma il numero delle donne nubili (che non hanno trovato marito) è molto elevato. A questo occorre aggiungere i divorzi.
E’ difficile per una donna, vivere nella solitudine. Poiché le donne sono in generale meno adatte a vivere da sole.
Si trovano sempre nell’attenzione di qualcuno che condivida la loro vita. Infatti è come se la loro vita si smaltisse in una sala d’attesa. Perché dunque le donne che vivono da sole, si privano in generale del piacere di mangiare un piatto minuziosamente preparato?
Giacché esse pensano che lavorare per loro stesse sia una cosa inutile, mentre lo farebbero volentieri per i loro mariti e i loro figli. Nove donne su dieci, tra le vedove o le nubili improvvisano il pasto che devono consumare. La maggior parte comincia e finisce la propria giornata con seccature e senza precisi scopi, poiché la frequentazione delle loro amiche, dei loro prossimi e delle donne che hanno una famiglia è per loro insopportabile”5
E’ per risolvere il problema della superiorità del numero delle donne (in rapporto agli uomini), che l’Islam propone la poligamia.
Così, anche se un uomo è già sposato, potrà sposare altre donne, al fine che queste ultime siano salvate dalla solitudine e dalle diverse privazioni.
Il desiderio sessuale e il potere di riproduzione sono circa permanenti presso l’uomo mentre generalmente, la donna non può rimanere incinta dopo i 50 anni.
Numerose sono le donne sterili i cui sposi non vogliono separarsi perché le amano. Ma d’altra parte essi si augurano di avere dei figli, che è cosa naturale. Il quotidiano “Ettelaat” pubblica un articolo intitolato Le tre spose di un uomo hanno accettato che egli si sposi per la quarta volta:
“Ieri pomeriggio, un uomo si è recato con le sue tre spose al tribunale della famiglia della città di Rashat, dove ha chiesto ai responsabili di concedergli di sposare una quarta donna. Cosa impressionante è che le prime tre erano d’accordo. Quest’uomo ha spiegato al tribunale che le sue tre donne erano tutte sterili ma che non voleva divorziare poiché esse l’aiutavano nel lavoro della fattoria. Egli aveva l’intenzione di sposare una ragazza che gli facesse avere dei figli. Quest’ultima dichiarò da parte sua al nostro giornalista a Rashat: “Il mio futuro marito è uno dei migliori uomini del nostro comune. Vi sono in questo paese duemila donne mentre il numero degli uomini non è che di quattrocento, di cui la metà sono adolescenti dai dieci ai sedici anni. Vuol dire che presso di noi, ogni donna ha diritto a un quinto di un uomo. Non vi è dunque nulla di sconvolgente al fatto che io divenga la sua quarta moglie”6
Non sarebbe ingiusta, questa legge che priverebbe l’uomo del piacere di avere dei bambini?
In ciò che concerne il numero elevato delle donne in rapporto agli uomini, come la legge dovrà risolvere una tale situazione sociale? Che cosa c’è di più giusto da proporre oltre la poligamia, per stabilire questo equilibrio?
Nel caso in cui suo marito fosse colpito da una malattia incurabile, una donna può indirizzarsi al giudice islamico, che obbligherà il marito a divorziare. Se quest’ultimo si rifiutasse, il giudice ha il potere di annullare il matrimonio. Ma in caso contrario, non sarebbe meglio che vedere sofferente una donna sotto la nostra tutela e prendere un’altra donna (poligamia) piuttosto che divorziare e rigettarla in una società in cui non ha nessun riparo?
Non sarebbe ingiusto abbandonare una donna che ha vissuto una parte della sua vita con suo marito e che ha condiviso gioia e dolori, semplicemente perché è stata colpita da una grave malattia, mentre ha bisogno di cure e compassione? Come reagirebbe la ragione umana?
Perché gli uomini che possiedono i mezzi finanziari, e che sono capaci di stabilire la giustizia tra le loro donne, non dovrebbero avere il diritto di sposare donne povere e prenderle sotto la propria tutela, al fine di migliorare le loro condizioni di vita? La poligamia è un mezzo che propone l’Islam per preservare la società dalla corruzione e per proteggere i costumi.
“Dopo la seconda guerra mondiale, durante la quale sono stati uccisi milioni di uomini, l’Associazione delle Vedove ha chiesto al governo di legalizzare la poligamia in Germania, al fine di rispondere alle esigenze naturali e legittime delle donne, cioè di avere un marito e dei bambini. La Chiesa si è opposta, e noi tutti sappiamo che ciò ha condotto alla depravazione dei costumi in tutta l’Europa”7
“La solitudine angoscia le ragazze di vent’anni e ancor più le donne di trenta e quaranta. Anche la libertà attuale non ha potuto diminuire, presso le donne, il desiderio di sposarsi. Gli occhi di Eva rimirano sempre Adamo. Ma nonostante tutte le possibilità di cui le donne usufruiscono per lavorare e progredire in Germania, le figlie di Eva ricercano nel matrimonio la sicurezza e la protezione.
Mentre le ragazze dai venti ai venticinque anni incontrano meno difficoltà a trovare un marito, le donne di trenta e quarant’anni hanno più problemi. Ciò diviene quasi impossibile all’età di cinquanta. Secondo le statistiche ufficiali, il 50% delle donne di trentadue anni e il 20% delle donne di quaranta avrebbero la possibilità di sposarsi, mentre il 5% solamente delle cinquantenni potrebbero avere tale spirito di speranza.
Di conseguenza, in Germania, sei milioni di donne, di più di quaranta anni, non hanno attualmente marito.
Al contrario, gli uomini celibi della stessa età sono piuttosto rari. Ve ne sono 1/3 di milione in confronto ai sei milioni di donne, cioè un uomo ogni quattro donne.
Dato che il 13% di questi uomini sono pensionati, e che il 97% di queste donne desiderano sposarsi, questa condizione è abbastanza squilibrata.
E poiché le possibilità di matrimonio con uomini più giovani sono limitate e ciò non può dunque risolvere il problema di sei milioni di nubili tedesche, molte fra loro hanno dovuto emigrare. Il 50% circa dei tedeschi che emigrano sono donne che sperano di sposarsi”8
Solo la poligamia può risolvere questo problema e porre fine a questa situazione deplorevole delle donne e impedire che gli uomini cadano nella devianza sessuale.
Perché l’Occidente che pretende di esser giusto nei confronti delle donne e che pretende di aver dato loro la libertà totale, ha rizzato un ostacolo davanti alle loro esigenze legittime e al miglioramento della loro condizione famigliare al fine che esse si carichino del loro principale dovere, che è di fare e crescere figli?
Perché non permette a un uomo e a una donna che lo vogliano, di sposarsi e di formare una famiglia (cosa completamente legittima)? Quale deve essere la sorte delle donne nubili? Bisogna privarle per sempre del focolare famigliare e della soddisfazione dei loro istinti? La poligamia, autorizzata dall’Islam nell’interesse della società, è forse nociva per le donne? Accorda loro la libertà o la limita? E’ alla coscienza del lettore che lasciamo la risposta.
Il fatto che una donna accetti di condividere la propria vita coniugale con una o parecchie altre donne è la miglior prova che ella preferisce questa situazione alla solitudine; infatti è l’uomo che sposando più donne, si addossa una maggiore responsabilità e si complica la vita.
Una signora, dottoressa in diritto, riconosce sinceramente:
“Nessuna sposa, che sia la prima, la seconda o…verrà lesa a causa della poligamia. Al contrario, è senza alcun dubbio agli uomini che questo nuocerà, poiché il peso della loro responsabilità non farà che aumentare. Ogni uomo che sposa una donna è responsabile legalmente, moralmente e legittimamente. Deve provvedere ai suoi bisogni fino alla fine dei suoi giorni. Egli è ugualmente responsabile della sua salute, e deve proteggerla contro ogni pericolo.
E se egli trascura i propri doveri, la Legge lo punirà e lo condannerà ad assumersi le proprie responsabilità. Egli dovrà sempre render conto al Signore. A mio parere sono gli uomini che hanno consigliato alle donne di criticare la poligamia, al fine di ostacolare il matrimonio. Così, essi possono avere relazioni illegittime con loro ed evitare tutte le responsabilità che implicano i legami coniugali.
Così, se l’uomo ha due donne, nessuna perderà nulla a livello di relazioni sessuali. In ciò che concerne il livello spirituale e psicologico, sicuramente gli uomini non hanno suggerito alle donne che la poligamia comporta malevoli conseguenze psicologiche per loro. In altri tempi, la poligamia era assai corrente e due o tre donne vivevano assieme nella medesima casa, legittimamente, senza che nessuna fosse malcontenta. Ma attualmente, a causa delle suggestioni mascoline, le donne si inquietano solo a pensarvi, mentre se questa irrequietudine fosse reale e naturale, la poligamia non avrebbe potuto essere praticata, anche in tempi antichi”9
Si, l’Occidente consiglia la libertà attraverso la scostumatezza ma ha ostacolato la esigenze naturali e legittime degli uomini. Al contrario l’Islam accorda loro una ragionevole libertà e rigetta la libertà malvagia, che si scontra con gli interessi dell’individuo e della società.
Dato che l’Islam rivolge una particolare attenzione alla giustizia, autorizza la poligamia a patto che questa giustizia venga rispettata. Il diritto islamico ha fissato numerosi regolamenti in ciò che concerne la stabilizzazione dell’equità tra le spose. I diritti concernenti il matrimonio assicurano nel miglior modo l’indipendenza e l’uguaglianza delle donne di un unico marito.
Numerose sono le donne che consentono che il loro marito sposi altre donne, cosa che prova che la poligamia è conforme alla natura degli esseri umani. Se questo fosse un caso, le donne non avrebbero mai accettato di sposarsi con un uomo che ha altre spose. Se alcune donne rifiutano il fatto che il loro marito si sposi un’altra donna, è perché hanno paura che il loro uomo non rispetti i principi e i regolamenti coniugali, correttamente e integralmente, e che i loro diritti siano così scherniti.
L’Islam dice:
“Tra le donne che vi sono lecite, prendetene in spose due, tre, quattro e se voi credete di non essere giusto, una soltanto…” (Corano, 4:3)
Così, sono l’ingiustizia e la violenza di certi uomini che sono alla fonte di numerose controversie in seno alla famiglia. E’ perché essi trascurano la giustizia e le loro responsabilità legittime e morali verso le loro donne; essi trasformano il focolare famigliare, che dovrebbe essere colmo di affetto e bontà, in un inferno. In merito, occorre studiare il pensiero e i precetti dell’Islam, senza tener conto degli atti di questo genere di musulmani, al fine di distinguerne la reale identità.
Se l’uomo rifiuta di pagare le spese di sussistenza alla sua donna e non rispetta l’equità nei suoi legami coniugali, e, infine, si sottrae alle proprie responsabilità, sarà perseguito e dovrà passare a giudizio.
Non occorre dunque che l’avversione apparga in seno al focolaio famigliare.
Il Corano dice:
“Non lasciate la donna come in sospeso. Non abbandonatela in un mondo tra la vita e la morte” (Corano, 4:122)
Al tempo del Profeta coloro che avevano quattro donne dovevano, secondo questo decreto, accontentarsi di una sola se erano incapaci di stabilire uguaglianza tra di loro. In ogni caso, anche se potevano, non avevano il diritto di sposarne più di quattro. E’ così che l’Islam impedì l’abuso della poligamia, la scostumatezza, il libertinaggio e la violazione dei diritti della donna.
“Uno dei compagni del Profeta, Moadh Ibn Djabal, aveva due spose, che morirono insieme, a causa della peste. Moadh voleva rispettare l’eguaglianza tra loro, così tirò a sorte, per sapere quale doveva essere sepolta prima”10
Tra i dotti occidentali, ve ne sono alcuni che hanno studiato la poligamia con realismo e sincerità. Hanno concluso che è una necessità sociale.
Il celebre filosofo tedesco Arthur Schopenhauer scrive nella sua opera sulle donne:
“Presso un popolo in cui la poligamia è legalizzata, vi sono molte possibilità che la maggior parte delle donne abbiano un marito e dei bambini; cioè che le loro esigenze psichiche e istintive vengano soddisfatte. Ma in Europa, dove la Chiesa ce lo impedisce, le donne sposate sono più numerose di quelle nubili. Quante donne e ragazze hanno dovuto soffrire amaramente l’assenza di un marito e dei bambini e quante fra loro, sotto la pressione degli istinti sessuali e di altre obbligazioni, hanno dovuto macchiarsi.
A pensarci bene non comprendo perché un uomo, la cui donna sia sterile o colpita da una malattia cronica, non possa avere il diritto di sposarne un’altra?
E’ la Chiesa che deve rispondere a questa situazione, ma ne è sfortunatamente incapace. Una buona legge è una legge, che una volta applicata, porti la felicità e non la privazione e i complessi. Malvagia sarebbe una legge che ci privasse della nostra libertà, in questo vasto campo in cui noi viviamo e che propagherebbe la corruzione dei costumi e la depravazione.”
L’inglese Anny Besant, a capo di un movimento mistico dichiara:
“L’Occidente pretende di non aver accettato la poligamia, ma la verità è che essa vi si pratica bella e buona, senza assumersi nessuna responsabilità, ciò vuol dire che l’uomo, una volta assolti i propri desideri, può lasciare la sua compagna. Quest’ultima non avrà nient’altro da fare oltre che andare lungo una strada, poiché il suo primo amante non è minimamente responsabile. E’ una pessima situazione, in rapporto a quella di una donna, sposa legittima e madre di famiglia, e che gode della protezione del proprio marito.
Quando vediamo migliaia di donne infelici che durante la notte passeggiano per le strade dell’Occidente, diciamo che gli occidentali farebbero meglio a tacere invece di criticare la poligamia islamica. Una donna che, grazie alla poligamia, ha un marito e dei bambini legittimi gode indissolubilmente di una miglior condizione rispetto alle donne che vagabondano per le strade, probabilmente con un figlio illegittimo e quando nessuna legge le protegga e che esse siano vittime dei capricci degli uomini”
Il dottor Gustave Le Bon scrive:
“Nessun costume orientale è mai stato così mal rappresentato in Europa come la poligamia, e le opinioni non sono mai state così erronee.
Sono sconvolto e non vedo in cosa la poligamia legittima orientale sia inferiore alla poligamia ipocrita dell’occidentale. Penso ugualmente che la poligamia legittima sia migliore e più conveniente”11

1I diritti della donna nell’Islam e in Europa p. 215

2Ettelaat 11-9-35 (1956)

3Khandaniha n. 71 14° anno

4Keyhan 3-12-38 (1959)

5Ettelaat n.12239

6Ettelaat n.1316, 20-11-48 (1969)

7Ettelaat 29-8-40 (1961)

8Ettelaat 3-3-49 (1970)

9Il matrimonio dell’Islam p. 150-152

10Majmà al-bayan, tomo 3, p. 121

11Civilizzazione islamica e araba p. 526