L'Islam e la civilizzazione occidentale>La risposta dell'Islam ai problemi del mondo>La situazione della famiglia dal punto di vista dell'Islam
Le famiglie compongono la società, e quando in esse regnano l’affetto,
la concordia e la solidarietà, si viene a creare una organizzazione completa
e organica, alla luce di questa armonia. E’ su questa base che viene fondata
una società sana e potente mobilitata e diretta verso la felicità
collettiva.
Ma, quando queste piccole unità che formano la società sono soggette
al disordine e alla confusione, e quando perdono il loro equilibrio, la società
cessa di promuoversi.
L’uomo è stato creato con la volontà di sopravvivere. Egli
impiega tutte le sue forze in questo compito. Il miglior mezzo per raggiungere
questo obiettivo è riprodursi. Poiché il bambino costituisce una
parte dell’esistenza dell’individuo, la continuazione della sua
esistenza. Questo bisogno innato non può essere soddisfatto che assumendosi
delle responsabilità famigliari.
Una parte importante delle attività e degli sforzi economici impiegati
per sostenersi, hanno come causa l’interesse che si porta alla sussistenza
della famiglia.
I pareri sono suddivisi in ciò che concerne le origini della famiglia.
Per alcuni, la formazione di una famiglia è il solo mezzo per soddisfare
i bisogni sessuali. Altri, che non vedono che l’interesse materiale, gli
attribuiscono un aspetto economico. Essi pensano che il matrimonio sia una sorte
di commercio e di scambio fra due famiglie. Questi punti di vista stanno ben
lontano dalla verità della vita coniugale, che è una necessità
sociale avente come scopo la sopravvivenza della specie.
In generale, i sentimenti spirituali tra la donna e il marito rigettano completamente
la storia del fattore economico che risulta essere il più grande insulto
alla natura dell’uomo, e che però alcuni considerano come la sola
causa del bisogno della donna nell’uomo.
Dal punto di vista economico e materiale, sebbene l’uomo non abbia alcun
bisogno della donna, senza di lei egli manca della gioia e della felicità.
Sebbene le propensioni sessuali e le questioni materiali siano innegabili, lo
scopo principale della creazione dei due sessi rimane tutt’altro. Muller
Lir, sociologo tedesco, dichiara a proposito della vita coniugale: “Tre
fattori spingono la gente a sposarsi: i bisogni economici, la speranza di avere
dei bambini e l’amore. Sebbene questi fattori siano presenti in tutte
le società, la loro importanza varia a seconda dei periodi.
Nelle comunità primitive prevalevano i fattori economici, mentre nell’antichità
era la riproduzione e attualmente è l’amore che predomina”
L’Islam, incoraggiando le persone a sposarsi e a formare delle famiglie,
risponde affermativamente all’appello della natura e riconosce la vita
coniugale come unico mezzo di impedimento della degradazione dei costumi e di
fare dei bambini sani e belli per conservare la specie.
“Dio vi ha assegnato delle spose, e dalle vostre spose vi ha dato figli
e nipoti. E vi ha riservato delle buone cose” (Corano, 16, 72).
L’Islam, al fine di impedire ogni tipo di devianza sessuale presso i giovani
e di domare presso di loro la pressione dell’istinto sessuale, consiglia
ai responsabili delle famiglie di considerare il matrimonio per coloro che hanno
raggiunto la maturità.
Per l’Islam, la vita famigliare e l’applicazione dei regolamenti
del matrimonio sono il solo mezzo per impedire la corruzione e l’eccesso
sessuale, perché la società viva in pace.
Un giorno il Profeta dichiarò:
“O, musulmani! Le vostre figlie sono come un frutto maturo sull’albero
che, se non viene colto in tempo, marcirà. Così, se non sposerete
le vostre figlie e se i loro istinti non saranno soddisfatti, non potrete mai
impedire loro di cadere nella deviazione e nella corruzione, poiché sono
esseri umani con dei bisogni naturali”
Alì Ibni Asbat, un compagno del quinto Imam, gli scrisse in una lettera:
“Non trovo alcun giovane uomo degno delle mie figlie, che devo fare?”
L’Imam rispose: “Non aspettarti di trovare dei giovani che ti convengano
interamente, poiché il Profeta ha detto: “Se dei giovani ragazzi
chiedono la mano delle vostre figlie e se sono, a livello religioso e morale,
soddisfacenti, donategliele loro, altrimenti, non sarete al riparo dalla devianza,
dalla corruzione e dalla ribellione dei vostri ragazzi”
L’Islam non pone dunque alcun ostacolo al matrimonio. Al contrario, sfrutta
questa forza naturale nell’interesse della società e per la vita
individuale. Oltre al fatto che accorda un’attenzione particolare alla
salute fisica dell’uomo nella vita coniugale, vuole assicurare, grazie
al matrimonio, una delle basi della felicità dell’uomo, per salvare
la serenità spirituale, morale e mentale.
In effetti, colui il cui spirito è nella confusione e che vive nell’inquietudine
e nell’angoscia non comprenderà mai il vero senso della felicità.
Dal punto di vista dell’Islam, il legame umano è un legame consacrato
dai cuori e un fattore di stabilità e di calma. Questo legame mira a
stabilire l’amicizia, la bontà e la misericordia.
“E uno dei Suoi segni è che Egli vi ha creati da voi stessi delle
spose, acciocché riposiate con loro, e ha posto fra di voi compassione
e amore. E certo in questo vi è un segno per gente che sa meditare”
(Corano, 30:21)
L’Islam, in vista di rinforzare le relazioni dei membri della famiglia
tra di loro, propone delle leggi generali e stabilisce minuziosamente un certo
ordine nella loro relazione.
Il matrimonio viene qualificato come “patto solido” (corano, 4:25)
che fa gioire i membri di una famiglia, di una solidarietà fisica e spirituale.
“L’uomo e la donna hanno dei diritti reciproci l’uno sull’altro”
(Corano, 2:228)
Nel campo del lavoro e della professione, le disposizioni naturali così
come la natura della donna e dell’uomo vengono presi in considerazione.
L’uomo deve provvedere al mantenimento della famiglia, e la donna deve,
al pari della sua funzione di educatrice, occuparsi di suo marito e dei bambini.
Senza alcun dubbio, ogni organismo ha bisogno di un garante e di un tutore.
L’uomo o la donna devono dunque assumersi la responsabilità. Vediamo
ora a chi conviene maggiormente il compito.
E’ stato provato che la donna viene piuttosto influenzata dai suoi sentimenti
e che essa è stata creata, psicologicamente, in maniera che i sentimenti
la travolgano di fronte alla logica. Essa è entusiasta e sentimentale,
mentre l’uomo a piuttosto a che fare con la ragione.
E’ per questo che l’Islam ha scelto l’uomo come capo della
famiglia; cosa che non è in contraddizione con la consultazione, la cooperazione
e l’intesa totale fra la coppia. Sebbene l’Islam riserva a lui la
carica di garante, l’uomo non deve abusare del suo potere.
“Comportatevi convenevolmente con le vostre donne” (Corano 4:19).
Egli è responsabile degli affari della famiglia.
Il Profeta dichiara:
“L’uomo è il guardiano della famiglia. La donna è
responsabile della propria casa, di suo marito e dei suoi bambini”
Il fatto che i legami coniugali siano ai nostri giorni così deboli, tanto
che si frantumano facilmente per i disaccordi, è che in tali matrimoni
i legami vengono stabiliti su di una serie di sogni, di pensieri infantili e
di immaginazioni vacue.
Numerosi sono quelli che trascurano i valori spirituali e calpestano la realtà.
L’Islam non assegna alcuna importanza alla ricchezza, alla reputazione,
alle apparenze e alle questioni materiali. Il matrimonio deve essere basato
sulla fede, la virtù e la misericordia.
La somma Guida dell’Islam ha dichiarato:
“Se qualcuno sposa una donna per la sua ricchezza, Dio l’abbandonerà.
Bisogna dunque scegliere una sposa credente e virtuosa”1
La tradizione islamica non riconosce “niente di più prezioso del
matrimonio”2
Essa biasima vivamente coloro che rifiutano di formare una famiglia, e condanna
ogni pretesto che conduce alla depravazione e alla deviazione dell’energia
sessuale.
“Il matrimonio e la vita coniugale fanno parte dei miei principi. Coloro
che se ne astengono non fanno parte dei miei”3
Allo stesso modo ogni legame coniugale con persone sprovvedute della misericordia
e della virtù dell’animo, viene rigettato. I legami con le famiglie
prive di virtù e di insegnamenti morali e religiosi sono fortemente sconsigliati:
“Astenetevi dal sposarvi con i ‘fiori’ che crescono attorno
alle paludi sporche e inquinate”. Venne chiesto al Profeta in cosa consistevano
questi ‘fiori’. Egli rispose: “Una bella donna che è
stata cresciuta in una famiglia contaminata e libertina”4
Naturalmente tali spose, che non sono legate ad alcun principio religioso e
morale, non potranno assicurare la felicità della famiglia. Il frutto
di un tale matrimonio non sarà altro che dei bambini capricciosi, miserabili,
sprovveduti di calma e sicurezza.
L’Islam, che accorda una attenzione particolare alla morale, vuole impedire
totalmente l’apparizione di una generazione corrotta e depravata.
Se i giovani, quando scelgono le loro spose, agissero secondo i principi dell’Islam
e tenessero conto delle realtà in luogo delle apparenze, rimarrebbero
certamente al riapro dai malumori che rendono la vita dura alle persone capricciose.
Ai nostri giorni, alcuni giovani pensano che il miglior mezzo per scegliere
la donna ideale, sia la frequentazione e l’accoppiamento sperimentale;
mentre questo modo, oltre la corruzione e i danni che provoca, non permette
di conoscere le particolarità del congiunto. La conoscenza esige un lungo
periodo e una frequentazione a lungo termine. Non possiamo conoscere la vera
natura di una persona frequentandola in breve tempo. Le qualità e la
personalità di ogni individuo non si manifestano che negli avvenimenti
e nei diversi momenti della vita.
Come possiamo renderci conto delle caratteristiche di una persona, nei periodi
di conforto, di divertimento e di svago? Ciò non può essere. Non
è che nelle angosce e nella pressione che si manifesta il carattere di
una persona, la sua pazienza, la sua fermezza, la sua tolleranza…
Gli incontri nei cinema o nei parchi possono essere considerati come criteri,
perché due persone si conoscano reciprocamente, mentre entrambi si sforzano,
durante i primi incontri, di nascondere i propri difetti e ugualmente di comportarsi,
artificiosamente, secondo le buone maniere?
Dei giovani che si trovano nei più vivi periodi di reazioni istintive
e di crisi, possono forse, tramite la frequentazione, rendersi conto se non
vi sia alcun punto debole fra loro, dal punto di vista delle differenze psichiche,
in tali condizioni e in una tale età in cui il giovane non pensa a nient’altro
che a soddisfare i suoi bisogni sessuali e a realizzare i suoi sogni? I giovani
che scelgono i loro congiunti attraverso il sotterfugio di queste frequentazioni
e di questo metodo, saranno fino alla fine dei propri giorni, al riparo dalle
controversie e dalle questioni? Potranno gioire, in questo rapporto, di una
vita felice e confortevole, lontano da tutte le frustrazioni?
I fatti provano il contrario.
Numerosi matrimoni di questo genere, in cui ognuno si accorge a poco a poco
dei difetti dell’altro, mentre nelle prime tappe della loro conoscenza,
essi non se ne erano accorti.
Tutti i giovani devono sapere che tra due persone, l’adattamento spirituale
è molto difficile, quasi impossibile, in maniera che a livello apparente
la similitudine delle apparenze psichiche è poco probabile. Inoltre,
i sentimenti diversi a cui la donna è soggetta, la separano e la differenziano,
che lo voglia o no, da ciò che l’uomo pensa e intraprende.
Tenuto conto dell’importanza che accorda l’Islam al matrimonio,
esso permette a ogni individuo di vedere, prima delle nozze, l’apparenza
fisica del futuro congiunto, e di ragguagliarsi, nella misura possibile, presso
persone informate, del suo carattere psichico e morale.
La vera felicità si ottiene attraverso le qualità morali ed i
sacrifici dell’uomo e della donna. Sono queste indulgenze e questo senso
di sacrificio che proteggono le basi della famiglia dai turbamenti e dalla dissoluzione.
Oltre i regolamenti sociali e i diritti che l’Islam stabilisce per l’uomo
e per la donna, nell’ambiente famigliare, esso fissa equamente i doveri
e le responsabilità di ognuno.
A livello morale, grazie a una serie di ricchi insegnamenti, l’Islam guida
le famiglie verso la vera felicità.
Il nobile Profeta dichiara: “I migliori uomini, tra noi, Ummah, sono quelli
che sono tolleranti nei riguardi delle loro famiglie e che sono benevoli con
queste”5
“Il migliore fra di voi è colui che è buono verso la sua
famiglia. Io mi comporto meglio di voi tutti con la mia”6
“La jihad della donna è di tenere bene la casa e suo marito”170
Uno dei fattori importanti che, nelle condizioni attuali ha provocato un ribasso
del livello dei matrimoni e che impedisce ai giovani stessi di pensare a formare
una famiglia, sono le spese troppo copiose delle inutili formalità.
Queste inutili restrizioni sociali e senza fondamenti che ostacolano la formazione
della famiglia, sono contrarie agli obiettivi dell’Islam.
Il celebre sociologo Will Durant scrive:
“Essendo dato che il matrimonio non si effettua in maniera corretta nella
nuova società, poiché viene basato sui rapporti sessuali e non
sul sentimento, esso si frantuma molto presto.
Tra le cose che appaiono nello stesso tempo come lo svolgimento delle tradizioni,
dei costumi e degli ordini sociali, possiamo citare il fatto che nelle nostre
grandi città, il principio della famiglia si deteriora. Il matrimonio,
che modera lo spirito dell’uomo a una sola donna, ha perso la sua importanza
e le vite coniugali, non si basano che sulle passioni.
Sebbene in tutto questo, è piuttosto l’uomo che beneficia di questa
libertà, pure la donna approva questo genere di rapporto, poiché
lo considera meglio che restare nel suo angolo, senza compagno né confidente.
Sì, in un prossimo futuro, importanti spaccature appariranno nella vita
coniugale. Con la crescita dei divorzi, l’uomo e la donna, entrambi vittime,
semineranno gli squilibri nelle città. Così, il sistema coniugale
prenderà tutta una nuova forma”7
Esaminando parallelamente le realtà, lo spirito e la storia della nostra
religione, ci si accorgerà che la civilizzazione occidentale non ha aggiunto
niente al movimento rivoluzionario dell’Islam nel campo della libertà
della donna.
L’Occidente vuole cambiare questa libertà in disordine.
Dal punto di vista dell’Islam, l’uomo e la donna sono stati creati
per raggiungere un rango supremo e la perfezione spirituale. Contrariamente
a ciò che sostengono i libri giudeo-cristiani falsificati: “Tra
mille uomini uno solo è amato da Dio, ma tra le donne nessuna”173,
l’Islam annuncia formalmente che l’uomo e la donna non hanno alcun
vantaggio uno sull’altro: contano solamente la misericordia e le buone
azioni. Nel giorno del giudizio, riceveranno ognuno il frutto di ciò
che hanno fatto. In breve, il perdono e la ricompensa sono stati annunciati
a entrambi (Corano, 27:99).
Nei sistemi islamici, l’uomo e la donna si completano.
“Il Signore rispose dunque al loro appello: in realtà, non lascerò
perdere alcuna opera di voi che operate, uomini o donne, poiché gli uni
valgono come gli altri” (Corano, 3:194).
Numerose sono le donne che, essendo virtuose e ragionevoli, hanno raggiunto
gli alti gradi dell’umanità e l’apice della beatitudine.
Al contrario, molti uomini sono caduti al più basso grado della miseria,
poiché avevano seguito le loro passioni e trascurato ciò che la
ragione loro dettava.
Dopo la comparsa dell’Islam, i diritti delle donne sono aumentati a tal
punto che esse possono intervenire negli affari governativi. Il seguente passo,
tramandato dai sapienti sciiti e sunniti, ne è una prova:
“Un giorno, il secondo Califfo, Umar, si rivolse dall’alto del pulpito
alla popolazione: ‘Se qualcuno accorda a una donna una dote più
alta della somma stabilita dalla tradizione, cinquecento dirhams, io ne rimetterò
il sovrappiù al tesoro pubblico’”
Una donna fra i presenti protestò: ‘Quest’ordine è
in contraddizione con il precetto divino che sostiene: “Se voi avete donato
a una donna una somma elevata come dote, non ne riprendete niente” (Corano,
4:20). Come potete dunque decretare un ordine contro la Legge Divina che permette
di donare piú della dote tradizionale?’
Umar, che si rese conto del proprio errore, disse: ‘Un uomo si è
sbagliato e una donna ha parlato con verità’”
Quando si compara questo avvenimento e quelli dello stesso genere della situazione
miserabile per le donne, nei tempi pre-islamici, ci si accorge facilmente a
qual punto l’Islam considera importante la personalità e l’indipendenza
delle donne; una donna protesta contro la decisione del Califfo e l’obbliga
a proclamare in pubblico il suo errore e a rinunciare alla propria decisione.
Sì, è l’Islam che ha sradicato all’uomo il suo statuto
di padrone della donna e che ha salvato la donna dalla schiavitù e dalla
cattiveria, per elevarla a dei gradi superiori e per stabilire infine la sua
eguaglianza con l’uomo, a livello umano.
La donna e l’uomo sono considerati come uguali nella misura in cui questa
uguaglianza non sia in contraddizione con la loro natura. Ma là dove
la differenza tra i due sessi è naturale, l’Islam riconosce anche
questa differenza.
Il sommo Profeta dichiarò:
“Una donna il cui matrimonio è stato semplice e la somma esatta
poco elevata, conduce alla felicità e alla prosperità”
Senza alcun dubbio, in caso di controversie in seno alla famiglia, la donna
la cui somma esatta risulta essere più elevata si mostrerà più
dura e meno intransigente, cosa che può distruggere la famiglia. E’
chiaro che tali matrimoni hanno poche speranze di riuscire. “Un giorno,
alcuni compagni del Profeta si erano recati presso di lui. Soudain, una giovane
donna entrò e dopo aver salutato l’assemblea dichiarò: ‘O
nobile Messaggero, desidero sposarmi con un giovane uomo’. Il Profeta
si rivolse ai presenti e chiese: ‘Chi è pronto a prendere questa
giovane donna come sposa?’. Uno fra loro rispose che era d’accordo.
Il Profeta gli chiese a quanto fissava la somma esatta. ‘Io non ho niente’
rispose l’altro. Il Profeta rifiutò.
La donna ripeté la sua domanda. Un giovane uomo si presentò, il
quale non aveva né alcun bene né ricchezze. Il Messaggero gli
chiese se sapeva leggere il Corano. La risposta fu affermativa. Allora il Profeta
gli concesse la mano di questa donna a condizione che le insegnasse il Corano”
I problemi finanziari non vengono dunque considerati per l’Islam come
ostacoli al matrimonio.
“Unite in matrimonio quelli che onesti fra di voi son celibi. Se son poveri,
certamente Dio li arricchirà della sua grazia” (Corano, 24:32)
Senza alcun dubbio, il bisogno obbliga l’uomo a lavorare e quando questi
ha assunto la responsabilità della sua famiglia, per pervenire ai propri
bisogni e a quelli della sua famiglia, egli li aggiungerà ai suoi sforzi
e alla sua attività. Il matrimonio può dunque essere considerato
in questo modo come un fattore di progresso nella vita. Ma nei paesi civilizzati
dell’Occidente, è la dissolutezza sessuale che disinteressa i giovani
dalla vita coniugale.
La propagazione e la diversificazione dei mezzi della scostumatezza e la libertà
illimitata hanno cambiato il corso della vita dei giovani, il livello della
deviazione è salito tra loro molto rapidamente. Il ribasso del livello
dei matrimoni così come la crescita delle turbolenze famigliari e dei
divorzi provano che le basi della vita famigliare si sono sgretolate in Occidente.
Nel 586 d. C., in seguito a dei dibattiti sul caso della donna, l’episcopato
francese decretò: “La donna è un essere umano, ma ella è
stata creata per servire l’uomo”
Non molto tempo fa, le leggi dei paesi europei civilizzati privavano ancora
le donne di ogni diritto di proprietà.
“Secondo la legge promulgata in Inghilterra, verso il 1850, le donne non
venivano considerate come cittadini e non avevano alcun diritto di proprietà.
Anche gli abiti non appartenevano loro. Secondo l’ordine decretato in
Inghilterra da Enrico VIII, le donne non avevano il diritto di leggere i libri
santi”8
Nel 1882, una legge venne promulgata in Gran Bretagna secondo cui un privilegio
senza precedenti fu accordato alle donne: acquistarono il diritto di spendere
il denaro che guadagnavano a loro modo. Non erano più obbligate a darlo
ai loro mariti. Mentre l’Islam ha concesso circa da quattordici secoli
l’indipendenza economica e ogni sorta di diritti di proprietà alla
donna, senza che l’uomo possa intervenire. Esso ha donato alla donna il
diritto di possedere i beni che ottiene tramite il commercio, il lavoro, ecc.
… o che riceve in dono, senza aver bisogno dell’autorizzazione di
suo marito o di chicchessia. E’ uno dei punti di cui l’Islam va
fiero.
“Agli uomini la parte che si guadagneranno, e alle donne la loro parte
guadagnata” (Corano, 4:32).
Oltre al diritto alla proprietà, l’Islam assicura alla donna l’indipendenza,
la libertà e il rispetto nel matrimonio, che è il più importante
avvenimento della sua vita. Esso le dona questo diritto in maniera assoluta
e in questo ella può scegliere il proprio uomo.
Questi diritti e questi privilegi, che gli europei non hanno ottenuto che recentemente,
secondo la necessità e tramite delle pressioni, l’Islam li ha concessi
già da parecchi secoli, senza che gli venisse imposto.
Non vi è dunque alcun problema, concernente l’onore e la vita della
donna, che l’Islam non abbia risolto nel migliore dei modi.
L’Islam è il sistema che lotta contro la povertà e l’ingiustizia
e che divide equamente le ricchezze, tra le diverse classi sociali.
Non permette che l’ingiustizia sociale schiacci l’uomo sotto il
peso della tortura, della provazione e della frustrazione e che lo possano,
riscoprendone i suoi complessi interiori, condurre a sfogarsi sulla sua donna
e sui suoi bambini, e che la donna, dalla paura di essere ridotta alla miseria,
eviti di rivendicare i propri diritti.
La situazione della donna nel mondo civilizzato si è aggravata, poiché
ella viene qui considerata come un mezzo di soddisfazione degli istinti animali
dell’uomo.
Le si utilizza per le pubblicità, per vendere dei prodotti, o come distrazione,
al cinema e alla televisione. La sua virtù e la sua saggezza non contano.
La maggior parte delle donne virtuose e sapienti vengono ignorate. Il rispetto,
la celebrità e i grandi benefici appartengono alle donne che si considerano
delle artiste, mentre esse non sono mai state alle origini di qualunque opera
essa sia. Esse commettono in nome dell’arte tutto ciò che è
contro la virtù, la misericordia e l’onore.
Ecco le lamentele di un dotto americano a proposito dei capricci e delle deviazioni
della società attuale, della trivialità del suo ambiente:
“Nel mondo di oggi, una donna che si mostra nuda in pubblico, guadagna
un milione di dollari. Un uomo che può ucciderne un altro con un solo
pugno, ne guadagna mezzo. Ma se qualcuno sbiancasse i suoi capelli per salvare
milioni di esseri umani, gli tocca a malapena qualcosa per vivere”
Il professor Albert Canely, professore di psicologia, scrive in un articolo
molto interessante:
“Quando nel 1919, le donne combattenti inglesi lottavano per ottenere
il diritto d’accedere in parlamento, non avevano paura né della
morte né della prigione. Nessuno avrebbe potuto immaginare che questa
libertà che esse rivendicavano degenerasse a tal punto, mezzo secolo
più tardi tra le mani dei loro piccoli figli, e che esse avrebbero scosso
completamente la personalità e il rango sociale della donna.
Se queste combattenti fossero ancora vive, avrebbero probabilmente organizzato
degli incontri e delle manifestazioni per privare le donne di questa libertà,
poiché questa esperienza di cinquant’anni ha dimostrato che ottenendo
una tale libertà, le donne hanno sacrificato il rispetto e la situazione
che avevano in precedenza”9
1Samuel King, sociologia, p. 232
2Wasàil tomo 14 cap 23 p. 39
3Wasàil tomo 14 cap 28 p. 51
4Wasàil tomo 14 p. 31
5Wasàil tomo 14 p. 3
6Safineh al-bihar tomo 1 p. 561
7Wasàil, Kitab al-nikah tomo 14 p. 29
8Makarim al-akhlaq p. 248
9Man la yahkhuruh al-faqih p. 425