L'Islam e la civilizzazione occidentale>La risposta dell'Islam ai problemi del mondo>L'Arte

L’Arte

Gustave Le Bon scrive:
“Solamente a vedere le moschee, le scuole o i palazzi dei musulmani, ci si accorge che nell’Islam la religione e la civilizzazione sono indissociabili. Il gusto artistico di ogni nazione si riconosce nel fatto che essi adattano rapidamente, ai loro bisogni, ciò che serve per mostrare il colore della propria spiritualità, come pure ogni altra forma.
Numerose testimonianze indicano che nessuno ha potuto superare i musulmani in questo campo. Basta osservare i loro vecchi edifici e costruzioni per rendersi conto del loro genio. Il miglior esempio viene dalla moschea di Cordova la cui architettura locale espone nuovi accorgimenti.
La cesellatura sul legno, avorio o conchiglia fa parte dei lavori che i musulmani hanno sviluppato moltissimo. Le antiche moschee, le belle porte, gli scranni intarsiati, i soffitti scolpiti, le finestre in forma di tulle ecc., sono tutti lasciti che ci sono rimasti dai musulmani, che oggi non possono essere realizzati senza dispensare considerevoli somme. Essi cesellavano l’avorio con cura, sono musulmani quelli che hanno realizzato la tavola della Chiesa di Sant’Isidoro di Léon e il forziere d’avorio del re di Siviglia, che risale all’XI secolo, così come la cassa di avorio della Chiesa di Baeux, realizzata nel XII secolo e probabilmente trasportata dall’Egitto dagli Europei, al tempo delle Crociate. Quest’oggetto d’avorio è arricchito con argento e oro.
Ciò che è sorprendente e che prova la loro perspicacia e il loro gusto tecnico, è che essi realizzavano tutti questi lavori minuziosi con attrezzi molto semplici e nello stesso tempo molto dolci. I bijoux e la gioielleria che troviamo attualmente a Damasco o al Cairo non sono minimamente comparabili a quelli dell’epoca dei Califfi, si può pure affermare che non v’è nessun artigiano europeo contemporaneo che possa, con l’aiuto di vecchi utensili, cesellare il legno o decorare un vaso o incastonare un braccialetto, come facevano gli artigiani orientali.
I musulmani possedevano nella stessa maniera la perfezione nella fabbricazione e nell’utilizzo delle ceramiche, in maniera tale che nessuno ha ancora potuto eguagliarli.
Fu all’inizio del X secolo cristiano che, in Andalusia, i musulmani iniziarono a utilizzare le ceramiche smaltate. Essi avevano costruito per questo degli ateliers che esportavano nel mondo intero le loro ceramiche. Le ceramiche smaltate del XIII secolo che sono state utilizzate nel palazzo di Al-hamra sono senza equivalenti: esse brillano come pietre preziose. Sono state levigate a ferro e brillano come le ceramiche italiane, conosciute più tardi sotto il nome di maioliche. Infatti è dai musulmani che gli italiani hanno appreso la fabbricazione delle ceramiche. Uno dei capolavori della ceramica musulmana è il celebre vaso del palazzo di Al-hamra, che misura un metro e mezzo e in cui sono state utilizzate delle meraviglie”1
Il dottor Max Mirhov scrive:
“Attualmente, le ricche conoscenze scientifiche si rivelano poco a poco e vengono utilizzate da tutti. Certo, ciò che è stato recentemente scoperto ha rivelato assai sulla storia della scienza del mondo islamico, ma queste scoperte rimangono però insufficienti. Il mondo si renderà conto troppo tardi dell’importanza della scienza dei musulmani.
Ma è questa luce che ci ha guidato nell’oscurità e diretto fin là. Possiamo ugualmente sostenere che ci ha sempre accompagnato”2
Molti storici e sapienti europei e statunitensi hanno riportato delle proposte interessanti sulla profonda influenza delle diverse scienze islamiche sul progresso scientifico dell’occidente.
Un professore dell’Università di Cambridge, John Brendtrend, scrive:
“Quando la maggior parte dell’Europa era immersa materialmente e spiritualmente nella miseria, i musulmani della Spagna avevano già fondato una grande civiltà, dotata di un’economia tra le più ordinate.
I musulmani di Spagna hanno ricoperto un ruolo determinante nel progresso e nello sviluppo dell’industria, della scienza, della filosofia e della poesia, in maniera tale che nel XIII secolo, essi influenzavano i più grandi sapienti e pensatori come Tommaso d’Aquino e Dante. Bisogna dunque considerare la Spagna come la porta-bandiera della civilizzazione europea”3
Il sapiente Anglais Chamber sostiene:
“Non si potrà mai descrivere abbastanza bene a qual punto i musulmani hanno fatto evolvere, presso di noi, i costumi umani e come hanno aiutato il progresso e l’educazione degli europei.
“Se i musulmani guidati da Tariq Ibni Ziad non si fossero insediati, nel 711 dell’era cristiana, sulle coste dello stretto di Gibilterra, e partendo da là, non si fossero riversati in Europa, noi altri europei saremmo assai lontani dal nostro attuale progresso”4
L’inglese Bogold dichiara:
“Le università di Baghdad e d’Andalusia accoglievano anche, con molto rispetto, gli studenti stranieri ebrei e cristiani. Le loro spese erano a carico del governo. Centinaia di giovani europei beneficiavano di questa libertà e dell’aiuto dei musulmani e qui perseguirono i loro studi”
Il celebre cronista americano Drober scrive:
“I sapienti musulmani conoscevano la maggior parte delle scienze vecchie e nuove. Essi padroneggiavano perfettamente la meccanica, l’idrostatica e la dinamica. Risolvevano senza alcuna difficoltà i problemi della chimica, della fisica ed erano assai abili nei campi della distillazione, della raffinazione e della sublimazione.
Le università islamiche insegnavano scienze quali la fisica, la chimica, l’astronomia, l’agronomia, l’assistenza sociale e l’etica. Nessuna università ha contato, come l’università islamica, seimila studenti”
Philippe Héti dichiara:
“A Cordova, vi erano miglia e miglia di strade lastricate, le case ai lati erano illuminate, mentre Londra e Parigi gioivano, solamente sette secoli dopo, di tale privilegio.
Qualche secolo più tardi, a Parigi, se qualcuno osava uscire da casa propria in un giorno di pioggia, sprofondava nel fango fino alla caviglia. Quando l’università di Oxford dichiarava ancora che il bagno è un costume idolatro, generazioni successive di sapienti a Cordova, si bagnavano in bagni lussuosi”5
Nel suo libro La struttura dell’uomo, Brolth scrive:
“Ciò che la nostra scienza deve a quella araba, non sono le repentine scoperte e il nuovo pensiero. E’ ben di più ciò che si possa immaginare. Poiché la nostra scienza deve la sua intera esistenza alla scienza araba.
Ciò che noi chiamiamo scienza, in Europa, proviene dai nuovi metodi di esperienza, di osservazione e di misura. Le matematiche si sono evolute a un grado tale che la Grecia non ha mai conosciuto. Sì, questa consistenza e questi metodi scientifici ci sono stati offerti dagli Arabi”6
Come è possibile che noi altri musulmani viviamo in tali condizioni, quando siamo gli eredi della brillante e gloriosa civiltà islamica? Perché siamo decaduti dal nostro rango di guide del mondo? Come la nostra civiltà, la nostra scienza e la nostra presenza politica sono state indebolite e la nostra evoluzione si è arrestata? Perché gli occidentali ci hanno rimpiazzato in tale maniera che noi abbiamo ora bisogno della loro tecnologia e dei loro prodotti industriali?
Perché i musulmani, con un passato così brillante, a Est così come ad Ovest, devono vivere oggi una tale umiliazione?
La comunità araba, lontano da ogni ordine sociale e la cui totalità del potenziale veniva sperperata in vani conflitti e diatribe, è pervenuta in poco tempo, grazie all’Islam, a un’unione di eccezionale grandezza ed è divenuta rapidamente, sovrana delle più grandi nazioni e dei più potenti governi.
L’organizzazione di una nazione potente esige delle basi solide, dei principi, dei costumi e una morale, tutti perfetti, perché possa sopravvivere ed evolversi.
Non è tramite le armi che l’Islam ha dato forza al popolo. Ha iniziato a rinforzare il suo pensiero per poi dirigerlo sul retto cammino della Verità ed espandere nella società lo spirito di giustizia, fraternità e amicizia.
La storia mostra molto bene che i musulmani, ogni volta che si allontanavano dagli insegnamenti celesti, cadevano nella miseria. I musulmani che nel passato avevano fondato questa gloriosa civiltà, erano senza alcun dubbio più vicini di noi all’Islam. Non è forse lo squilibrio tra la scienza e il pensiero, la materia e lo spirito che ha provocato il declino della civiltà islamica? Lo stendardo dell’attività, dell’assiduità della jihad è caduto dalle mani dei musulmani e sono gli occidentali che se ne sono impadroniti e che si sono quindi evoluti, al punto che il loro pensiero, la loro scienza e la loro civiltà hanno influenzato nei nostri giorni il mondo intero.
La condizione dei musulmani è stata ugualmente capovolta in ciò che concerne la virtù e la morale.
Se i musulmani non si fossero talmente allontanati dall’Islam puro e vero, non vi sarebbe stata questa profonda frattura nei loro ranghi. Essi avrebbero potuto conquistare il mondo intero, per farvi regnare la loro nobile religione.
Locasse, uno dei compagni di Napoleone a Sant’Elena, dichiara:
“Quando Napoleone soggiornava in Egitto si domandava, con stupore, come il Profeta dell’Islam e gli uomini della storia islamica siano arrivati a penetrare così facilmente in territori stranieri, che hanno poi dominato. E’ per questo stesso motivo che l’Imperatore adottò un giudizio ottimista dell’Islam dichiarando: “Mi convertirò all’Islam!”
Oggi l’ordine islamico è stato messo da parte sulla scena socio-politica, dal quadro della legislazione dei governi cosiddetti islamici e dalla vita dei musulmani.
Dal punto di vista dei principi e delle origini, la reale comunità islamica è molto diversa dalla società attuale, giacché ogni società sottoposta alle leggi non islamiche non può essere musulmana.
La comunità dei musulmani è attualmente sprovvista del pensiero e della morale islamica. Alcune branche della civiltà non son state basate sul metodo che conviene. Non rimane più alcun legame tra l’Islam e la pratica. Sono dunque i musulmani e non l’Islam, che sono responsabili di questo declino e di questo insuccesso.
I musulmani dei nostri giorni, al fine di compensare il loro ritardo e di procedere a delle riforme fondamentali, devono tener conto delle condizioni del loro messaggio spirituale e materiale per pervenire a un risultato. Finché i musulmani non ritorneranno alle limpidi origini della civiltà islamica e alla fonte dei preziosi insegnamenti di questa religione, non potranno raggiungere la grandezza e la potenza di un tempo e resteranno lontano, dietro il convoglio dell’umanità. I musulmani devono rinforzare il loro legame con il pensiero islamico e rispettare il patto che hanno stretto con Dio e con loro stessi. E’ così che essi potranno raggiungere nuovamente questa grandezza e questa nobiltà.

1Civilizzazione islamica e araba

2Il patrimonio dell’Islam p. 100, 134

3Il patrimonio dell’Islam p. 152

4Futuh al-‘arab wa kunuz al-adab p. 26

5Storia araba, tomo 1 ,p. 673

6Making of humanity