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La chimica

Jabir Ibni Hayan, discepolo dell’Imam Sadiq (che la pace di Dio sia su di lui) era una delle personalità più grandemente dotate nel campo della chimica.
Max Mirhov lo descrive così:
“Jabir era riconosciuto nel mondo come il padre della celebre alchimia araba. Noi siamo attualmente in possesso di un centinaio di sue opere dalle quali risulta evidente l’influenza sulla storia dell’alchimia europea”1
Feu Allameh Seyyed Hebteddin Shahrestani scrive:
“Ho visto cinquanta vecchi manoscritti di Jabir, nei quali, ogni volta che egli tratta un soggetto scientifico, c’è uno specifico riferimento all’Imam Sadiq”. Egli aggiunge:
“Fino ad oggi sono stati pubblicati cinquecento libri di Jabir, dei quali la maggior parte si trova nelle biblioteche di Parigi e di Berlino. Gli scienziati europei lo hanno soprannominato il maestro della saggezza e non smettono mai di elogiarlo. Essi affermano unanimemente che diciannove fra gli elementi chimici sono riconducibili a un solo elemento, ossia a quello dell’elettricità e del fuoco, il quale è contenuto nella più piccola particella della materia. Definizione che concorda perfettamente con quella dell’elettrone nell’atomo”2
Il dottor Gustave Le Bon, da parte sua, scrive:
“I musulmani hanno scoperto una serie di prodotti che sono frequentemente utilizzati in chimica e nell’industria. Benché gli scienziati musulmani conoscessero questa scienza, occorre tuttavia rammaricarsi che molti dei loro scritti si siano persi. Si può verificare nelle formule chimiche citate e nei libri che ci sono pervenuti, fino a che punto fosse grande il loro sapere. La loro abilità nella fabbricazione dei colori, nell’astrazione dei metalli, nell’acciaieria o nella conciatura ci prova che essi impiegavano la chimica anche nell’arte e nei mestieri.
Non è vero, come si apprende nei libri di chimica, che Lavoisier sia stato il fondatore di questa scienza, poiché nessuna scienza ‘appare’ all’improvviso. Se le importanti scoperte e i laboratori dei musulmani non fossero esistiti mille anni prima, Lavoisier non avrebbe potuto fare alcun passo avanti”3
Georges Zeydan scrive:
“Senza alcun dubbio, sono stati i musulmani che, grazie alle loro sperimentazioni e alle loro operazioni, hanno fondato la nuova scienza chimica. Sono stati loro che hanno scoperto molti dei composti chimici, scoperte sulle quali si fonda la nuova chimica. Gli scienziati sono unanimemente d’accordo nell’affermare che sono stati i musulmani a scoprire l’acido citrico, l’acido solforico, l’acido nitro, l’idroclorito di potassio, l’alcool, la soda, l’acido borico e l’ammoniaca.
“Inoltre, i chimici musulmani hanno scoperto cose che ci sono pervenute senza sapere come”4
Sir Edward scrive nel libro La Storia della Chimica:
“All’epoca dei califfi abbassidi, l’alchimia ha fatto progressi considerevoli. Essi si servivano della distillazione, della vaporizzazione e della sublimazione. Essi sono stati i primi a conoscere il Sodio, il Carbone, il Carbonato di Potassio, il cloruro di ammonio, il solfato di potassio, l’alluminio, il solfato di ferro, il borato di sodio, il solfuro di mercurio, che essi utilizzavano frequentemente”5
Il dottor Mirhov scrive a proposito di Razi, brillante personalità della chimica:
“Il suo celebre libro Il Manuale dell’Alchimia è stato recentemente rinvenuto nella biblioteca di un principe indiano. Razi vi ha classificato i diversi prodotti, indicando le proprietà chimiche di ciascuno”6
Will Durant scrive:
“Si può dire che la chimica in quanto scienza, è una delle innovazioni dei musulmani, poiché questi ultimi hanno aggiunto ai lavori dei Greci che consistevano, come sappiamo, in sperimentazioni e in teorie piuttosto vaghe, l’osservazione minuziosa, l’analisi scientifica e l’attenzione accordata alle registrazioni dei risultati.
Essi hanno analizzato molte sostanze, specialmente le pietre, hanno distinto fra le basi e gli acidi, hanno proceduto a ricerche su centinaia di medicamenti e ne hanno fabbricati centinaia di altri. Essi sono pervenuti dalla teoria della pietra filosofale alla chimica vera. E’ grazie ai numerosi libri degli scienziati musulmani tradotti in latino, alcuni dei quali a tutt’oggi sconosciuti, che la chimica si è sviluppata in Europa”7

1Il patrimonio dell’Islam p. 112

2Al-Dalà’il wal-Masàil

3Civilizzazione islamica e araba p. 612

4Storia della civiltà islamica tomo 1 p. 279

5La gloria dei mussulmani in Spagna p. 181

6Il patrimonio dell’Islam p.12

7Storia della civiltà, W. Durant, tomo11 p.155