L'Islam e la civilizzazione occidentale>La civilizzazione occidentale agli occhi del mussulmano>L'amore per gli animali
Le dimostrazioni di affetto nei confronti dei cani e le esagerate forme di
riguardo loro rivolte assumono sovente, presso taluni occidentali, connotazioni
di indubbia stravaganza.
Uno studente iraniano di medicina, presso una università tedesca, ha
detto:
“Una volta informai il mio padrone di casa circa le patologie derivanti
dall’echinococco tenia del cane, il quale provoca nell’uomo la cisti
idatidea. Questi, dato che amava appassionatamente il suo cane – tanto
che lo abbracciava spesso, coprendolo di baci – non ha voluto credermi.
A quel punto, fui costretto a mostrargli i miei libri di medicina riguardanti
questo argomento. Dopo averli letti, egli, stupefatto, mi ha chiesto perché
gli stessi medici e universitari di medicina sono molto legati ai loro cani
e li tengono nelle loro case. Io gli ho risposto che molti, fra cui anche i
medici, non si preoccupano granché della loro salute e fanno ciò
che vogliono”
Citando una rivista statunitense, il bollettino dell’“Associazione
Iraniana per la protezione degli Animali”, nel periodo dello Scià,
scriveva: “Questa rivista chiede ai suoi lettori cinofili – per
lo più donne – di rispondere sinceramente alle seguenti domande:
Dopo la scelta e la classificazione delle settantacinquemila lettere pervenute, ecco i risultati:
Le cose si intendono spesso in modo strano: attribuire a un cane un rango spirituale
e piangere per la sua morte, ma, nello stesso tempo, non curarsi minimamente
della morte di migliaia di esseri umani che si ribellano per l’indipendenza
e per la libertà e che sono spietatamente massacrati sotto le bombe incendiarie.
Dormire con un cane nella propria camera, ma non permettere ai neri di frequentare
i locali pubblici.
Chiamare immediatamente il veterinario per curare un cane e non provare il minimo
turbamento nel veder morire migliaia di persone per malattia, per miseria, per
fame.
Negli Stati Uniti, una ditta ha recentemente messo in vendita una linea completa
di acqua di colonia per cani. Si vendono anche paste dentifricie create specificatamente
a tale scopo. Inoltre, tutti coloro che lo desiderano, potranno acquistare i
migliori prodotti per l’igiene canina. Un rapporto pubblicato sulla rivista
Time sull’eccessivo numero di cani nelle grandi città, dimostra
l’eccessivo attaccamento delle persone a questo animale:
“Talune grandi metropoli – in particolare, Londra, Tokyo e Città
del Messico – sono divenute letteralmente luoghi di abitazione per i cani,
i quali, a causa del loro numero, hanno reso penosa la vita degli abitanti,
anche in ragione della loro responsabilità nel processo di degradazione
dell’ambiente.
“Il numero dei bambini morsicati dai cani segue una curva ascendente.
Le grandi città, già rumorose, sono diventate ancora più
rumorose a causa dell’abbaiare dei cani. Se ne contano 280.000 a Tokyo,
300.000 a Los Angeles, 500.000 a New York, 700.000 a Londra, mentre a Città
del Messico ce ne sono oltre un milione. In maniera più ampia, si può
dire che i cani stanno per mettere il mondo in disordine”1
La rivista Animal, pubblicata in Francia, scrive:
“Negli Stati Uniti i proprietari dei cani spendono ogni anno trecento
milioni di dollari per l’acconciatura e per l’abbigliamento delle
loro bestie. In città come New York, San Francisco, Chicago, Los Angeles
ecc., ci sono saloni specializzati che si occupano esclusivamente di bellezza
canina; essi sono molto numerosi e quasi sempre pieni di clienti. Inoltre, per
conseguire un diploma di acconciatore canino, occorre sottoporsi a un apprendistato
compreso da sei mesi a un anno in scuole specializzate. In quasi tutte le grandi
città degli Stati Uniti, esistono da uno a quattro cimiteri per cani.
Il “commercio funebre” è in forte espansione, mentre i becchini
guadagnano ogni anno somme considerevoli sulle esequie dei cani deceduti”
Orbene, in questo medesimo paese dell’America, nel quale si spende tanto
denaro per abbellire i cani, ci sono milioni e milioni di disoccupati che soffrono
la fame e che sono pronti ad accettare non importa quale occasione di lavoro
per assicurarsi la sopravvivenza. La protezione degli animali è una buona
iniziativa, ma gli esseri umani abbandonati e sofferenti non sono forse degni
di ricevere almeno tanta affezione e tanta tenerezza quanto gli animali degli
uomini cosiddetti “civilizzati”?
Si rimane veramente stupiti da tanti contrasti! Nel nostro mondo, ogni giorno
migliaia di persone muoiono di fame, ma centinaia di milioni di dollari sono
spesi per i cani.
La considerazione delle immani contraddizioni e dell’egoismo dell’individuo
del XX secolo, ha condotto intellettuali realisti, quali il Dr. Carrel, a protestare
e a dichiarare al mondo civilizzato:
“Ricostruite il piano complessivo della civilizzazione umana, poiché
l’attuale civilizzazione ha privato l’uomo delle sue qualità
migliori”
1Ettelaat n. 13241