L'Islam e la civilizzazione occidentale>La civilizzazione occidentale agli occhi del mussulmano>La disgregazione dell'ordine famigliare
Il focolare famigliare, in cui si svolge la vita dell’uomo, costituisce
l’unità di base della società umana ed esige, prima di tutto,
affetto e tenerezza.
Sarà un buon rifugio sereno e confortevole solamente se solidi legami
d’amicizia e di fiducia reciproca uniscono i suoi membri. L’uomo
ha particolarmente bisogno di quiete e di calma interiore; più i legami
spirituali si consolidano tra i membri di una famiglia, più la felicità
estenderà le proprie ali. Prima della rivoluzione industriale, gli occidentali
conducevano una vita semplice e modesta. L’ambiente famigliare presentava
serenità e armonia. L’uomo, al fine di assicurare la sussistenza
della sua esistenza, lavorava fuori casa, e le attività della donna,
la quale si prodigava soprattutto nell’educazione dei bambini, non oltrepassavano
il limite dei confini domestici.
Uno dei primi impatti dello sviluppo industriale, il quale necessitava una moltiplicazione
della manodopera, fu che gli uomini, le donne e i bambini si videro trascinare
verso le fabbriche e le imprese private e pubbliche. Da qui un cambiamento totale
della situazione urbana che suscitava degli sforzi considerevoli per vivere
meglio o piuttosto per salvare le apparenze.
In seguito a questo cambiamento nel modo di vita, che causava un allontanamento
tra i membri di una famiglia, i legami coniugali iniziarono a divenire fragili
e diminuì l’affetto fra i famigliari. La donna palesò dei
dubbi nei riguardi del proprio attaccamento al focolare e nei confronti dei
propri bambini, e diventò talmente disinteressata che non riuscì
più ad attenere alle proprie responsabilità. Oramai, la donna
che compie due lavori contemporaneamente, l’uno come operaio o funzionario
e l’altro come sposa e madre di famiglia, non sarà più adatta
a compiere interamente i suoi impegni domestici. La costrizione di arrivare
in orario sul luogo di lavoro e di consacrarvi una buona parte del proprio tempo,
fa sì che rientrando a casa propria, ella non può che essere stanca
e scoraggiata. Inoltre l’apparizione del flagello distruttivo della società,
cioè il diritto a una libertà assoluta e illimitata, ha fatto
scomparire il pudore (principio fondamentale per la salvezza del focolare famigliare)
nella maggior parte delle famiglie, e ha comportato solo sfortune. Aggiungiamo
che molti valori che trovavano la loro origine nella religione, hanno perduto
il loro senso.
Oggi, nei Paesi ‘civilizzati’, l’accrescimento costante del
numero dei divorzi è diventato un grande problema sociale e ci si trova
davanti a una pericolosa situazione. La minima differenza di pareri tra gli
sposi provoca questioni interminabili e a causa del minimo malinteso, i fondamenti
di una famiglia vengono distrutti. Inoltre, quando il capriccio fa la sua comparsa
sulla porta di una vita famigliare, l’unione scompare per far posto alla
divisione e al disaccordo. Le origini di alcuni divorzi sono piccoli problemi,
facili da risolvere. Mostrare indulgenza e un poco di dedizione, riempirebbe
il fossato tra gli sposi e dissiperebbe ogni malinteso e disaccordo. La tolleranza
manifestata da uno dei due, non fa che consolidare i legami coniugali e approfondire
il loro legame e il loro affetto.
“Da qualche tempo sono stati fondati, in Germania, dei centri di orientamento
aventi il compito di consigliare le coppie, e di risolvere i loro problemi coniugali
al fine di evitare il divorzio.
Dottori e giuristi vi apportano i loro consigli, e i giornali hanno consacrato
rubriche in proposito. Dichiarano che la causa principale del tasso di crescita
di divorzi si trova in diretto rapporto con il tasso crescente di donne attive
(lavoratrici). In questo Paese, l’insufficienza del reddito della famiglie
ha costretto circa il 70% delle donne sposate a intraprendere un lavoro, al
fine di contribuire al peso del mantenimento. Il 60% delle donne ha dei bambini.
Sembra evidente che l’attività professionale da una parte e il
ruolo di casalinga e di madre dall’altra, non fanno che esercitare una
tale pressione sui nervi di queste donne, che l’esito non potrà
essere che di incessanti diatribe con i loro mariti o anche il divorzio”1
Tolstoj, il celebre scrittore russo, afferma: “Occorre ritrovare la causa
delle molteplicità di divorzi, nei tanti diritti e favori concessi alle
donne, considerando la loro eccessiva sensibilità e il loro umore instabile!
Sebbene altri fattori non trascurabili concorrono a questa causa, cioè
la demoralizzazione dovuta alla meccanizzazione dei processi produttivi, dell’uomo
e della donna, le continue frequentazioni dei due sessi, che comportano inevitabilmente
da una parte l’accrescimento dei rapporti illegittimi, e dall’altra
la discordia tra i congiunti; e infine l’attività professionale
della donna, ecc. …”
“Qualche anno fa un club newyorkese preparò delle statistiche sul
numero dei matrimoni e dei divorzi nelle due città di New York e di Washington.
I responsabili del club si accorsero che negli ultimi cinquant’anni gli
artisti di queste due grandi città, che costituirono d’altronde
un numero considerevole, avevano raggiunto la percentuale più elevata
tra tutti i divorziati. I risultati ottenuti condussero i responsabili del club
a procedere a un’altra indagine dello stesso genere a Hollywood per quanto
riguardava i sessant’anni precedenti. Qui il numero dei divorzi fu così
considerevole, quasi vertiginoso, che rinunciarono a renderlo pubblico”2
“Secondo un rapporto pubblicato dalla stampa inglese, l’anno precedente
l’Inghilterra avrebbe battuto tutti i record di divorzi nel mondo; e metà
di questi divorzi avrebbe avuto come causa l’infedeltà”3
Considerando la molteplicità dei divorzi negli Stati Uniti uno scrittore
afferma:
“Se si suppone in media un caso di divorzio su cento milioni, dal 1881
al 1890 ci si stupirà forse di vedere che questa cifra viene moltiplicata
dieci volte durante gli anni dal 1940 al 1949. Cosa che significa un caso di
divorzio ogni quattro matrimoni.
“Nel 1956, in California, per 87542 matrimoni, vi furono 42471 casi di
divorzio, cioè un divorzio ogni due matrimoni”4
La rivista Wake, pubblicata negli Stati Uniti scrive: “Durante gli ultimi
dieci, il tasso dei divorzi in Svezia è aumentato del 10%, e negli ultimi
cinquant’anni, ha avuto una crescita del 1000%”5
Nel 1890, i tribunali francesi si sono pronunciati per 9875 casi di divorzio
di cui settemila su richiesta dei congiunti; e questa proporzione di più
del 70% si è senza dubbio accresciuta attualmente…
Il nuovo problema che, dopo la prima e soprattutto la seconda guerra mondiale,
ha suscitato la diminuzione del numero dei matrimoni, è senza dubbio
la corruzione morale, a cui la giovane generazione si è data a libero
corso. Questa gioventù corrotta, noncurante e libertina ha partecipato
ugualmente all’innalzamento del numero dei divorzi. Dopo aver comparato
le statistiche sul rimaritarsi delle donne divorziate, nel corso dei diversi
anni, De Plessis dimostra che il numero dei nuovi matrimoni è considerevolmente
accresciuto e aggiunge:
“La crescita relativa del numero delle donne che si sono risposate in
rapporto a quelle che si sposano per la prima volta rileva senza dubbio la copiosità
dei divorzi dopo la guerra del 1914-18”6
“L’anno scorso, trentamila casi di divorzio si sono verificati in
Francia: data la costante crescita di questa cifra, la Federazione delle famiglie
francesi ha avuto l’iniziativa di reclamare al governo di rimettere in
vigore la Legge del 1941, abolita nel 1945. Secondo i termini di questa Legge,
durante i primi tre anni di matrimonio, il divorzio viene assolutamente vietato,
a qualunque costo. La medesima Legge viene ugualmente applicata in Inghilterra,
salvo in due casi: violenza e sevizie estreme da parte del marito; infedeltà
e corruzione eccessiva da parte della donna”7
“La maggior parte delle donne americane divorzia dopo due, otto, o ventisei
mesi di vita comune, e ogni anno, centocinquantamila bambini diventano così
vittime del divorzio. Seguendo un’altra stima, negli Stati Uniti vivono
attualmente tre milioni di bambini i cui genitori si sono divisi per differenti
ragioni”8
Citando spaventose statistiche sul numero dei divorzi nel proprio Paese, lo
scrittore statunitense Losson afferma: “Chiunque abbia una certa concezione
umanitaria, soffre senza dubbio di una tale situazione critica e desidera portarvi
rimedio. E’ da sottolineare, aggiunge, che l’80% dei divorzi hanno
luogo dietro richiesta delle donne, ed è là che dobbiamo cercare
la causa della crescita di questo flagello sociale per mettervi un freno”
Sfortunatamente anche nel nostro Paese il numero dei divorzi ha avuto una crescita
vertiginosa, in particolare tra le classi che seguono incondizionatamente il
modello di vita occidentale.
“Durante gli ultimi dieci anni nella sola città di Tehran, vi sono
stati più di un milione di casi di divorzio, giunti in seguito a diatribe
derivate dalle spese eccessive della toilette femminile. Certamente il numero
di questi divorzi è ben più elevato che la cifra sopracitata mutuata
dai giornali”9
“Secondo le statistiche ufficiali, nel 1339 [1960 dell’era cristiana]
vi sono stati a Tehran 15335 matrimoni e 4839 casi di divorzio: circa un divorzio
ogni tre matrimoni”10
Da come i giornalisti si sono informati presso i servizi dello stato civile,
il 66% di questi divorzi ha avuto luogo dietro richiesta delle donne occidentalizzate
e degli artisti. Ora, questa crescita del tasso di divorzio è un segnale
del grande pericolo in corso. Se la nostra società non ritrova le proprie
solide tradizioni e convinzioni islamiche [ricordiamoci che questo saggio è
stato scritto prima della Rivoluzione islamica] con l’espansione della
prostituzione e del modernismo distruttore, il tasso di divorzio continuerà
senza alcun dubbio a crescere in tutte le nostre città, e l’ordine
famigliare crollerà su un gran numero di faccende in cui i capricci e
le tentazioni devastanti hanno trovato il loro posto.
1Keyhan n. 6926
2Divorzio e modernismo p. 94-95
3Keyhan (1960)
4Keyhan (1960)
5Sociologia p. 295
6Divorzio e modernismo p. 92
7Kandahina, XXV anno, n. 103
8Ettelaat Hafteghi n. 1206
9Ettelaat Hafteghi n. 1206
10Quotidiano Donya