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La propaganda dei cristiani contro l’Islam

Gli ecclesiastici temono l’influenza spirituale dell’Islam sull’opinione generale. Per intaccarne il credito universale, essi ricorrono a una propaganda chiassosa, e non rifuggono dal volgere ogni sorta di calunnie contro i musulmani.
A dire il vero, essi cercano, non importa con quale mezzo, di eclissare questo brillante sole di verità, soffocando l’autentica voce di questa nobile religione.
In occasione di un servizio giornalistico riguardante le moschee e le preghiere dei musulmani nello Yemen, un annunciatore della televisione tedesca ha detto: “Questa religione ha impedito agli Yemeniti di progredire. Essa li ha fatti ritardare di 200 anni rispetto all’evoluzione della civilizzazione industriale del mondo. Fare in modo che essi vivano nelle condizioni dell’uomo primitivo e che siano in ritardo rispetto alle idee dei loro tempi, ecco il programma che l’Islam ha offerto loro. Il fatto che essi siano così lontani dalle esigenze del mondo moderno deriva verosimilmente dalla loro passione rivolta all’osservanza dei comandamenti religiosi!”.
Potete immaginare l’effetto di questa propaganda velenosa, accortamente predisposta, sullo spirito di un europeo che non conosca minimamente i precetti islamici. Quale potrebbe essere il suo giudizio, se non distorto, sull’Islam? Non significa forse commettere un crimine contro il genere umano, alterare così spudoratamente la verità?
Se è vero che il ritardato sviluppo della vita materiale di cui soffrirebbe il popolo dello Yemen deriva dalle sue credenze religiose, perché dunque il Sud dell’Italia, dove c’è il Papa, versa storicamente e cronicamente in una situazione di strutturale arretratezza rispetto al Nord dell’Italia?
Perché gli abitanti di queste zone hanno alimentato per decenni un vasto movimento emigratorio, adattandosi a sopportare lavori molto pesanti per garantirsi i mezzi vitali di sussistenza?
Perché la Grecia, questo paese europeo e non musulmano, versa in una situazione di maggiore arretratezza rispetto alla maggioranza dei paesi islamici?
Questo paese, un tempo così prospero, è scivolato nell’abisso della decadenza dal giorno in cui ha adottato la fede cristiana, oltre ad essere stato oggetto di conquista da parte dell’Impero Ottomano.
Perché certuni paesi asiatici non-musulmani vivono in condizioni ben più difficili e più deplorevoli che non i paesi islamici?
In Bosnia, ad esempio, i musulmani sono superiori ai cattolici e agli ortodossi, mentre la grande maggioranza dei musulmani russi vive in condizioni migliori rispetto ai cristiani che vivono nelle vicinanze. In Cina, i musulmani sono più apprezzati che non i buddisti. Gli arabi che vivono nell’isola di Singapore sono più ricchi rispetto agli altri abitanti di quest’isola, ivi compresi anche gli inglesi.
La gran parte degli apparati propagandistici degli occidentali falsificano la verità e suggeriscono un’idea erronea dell’Islam alle persone che non hanno la minima conoscenza dei principi di questa religione. Il grande scrittore e pensatore Mohammad Qutub scrive: “Io ho discusso per molte ore con un inviato dell’Onu in Egitto, a proposito dell’Islam. Quest’intellettuale occidentale mi ha detto: “Io sono convinto, grazie alle vostre parole, della verità dell’Islam, ma d’altra parte, che cosa dovrei fare? Non posso certo rinunciare ai vantaggi che mi offre la società moderna. Io sono troppo appassionato per poter rinunciare a un superbo aereo e non viaggiare con esso!”. “Che cosa v’impedisce – gli dico non senza stupore – di beneficiare della civilizzazione moderna?”. “Ma il vostro Islam – ribatte lui – non esige forse che le persone conducano una vita da beduini, lontano dalle città, utilizzando utensili primitivi?”1
Io mi sono trovato una volta in Germania in un albergo il cui direttore aveva compiuto gli studi superiori in Francia e in Inghilterra. Egli conosceva anche la lingua araba.
“Io sono monoteista – mi disse – e conosco il mio Dio unico in quanto ho una fede assoluta. Ma questo Dio che è presentato ai loro fedeli dalle dottrine religiose, le quali spingono a adorarlo, è per me inaccettabile, illogico e contrario alla natura umana.
Quindi – egli aggiunge con rimpianto – bisogna edificare il monoteismo su nuove basi, allontanandolo dalle idee oscure ed erronee della gente. Occorre che il livello della conoscenza umana si elevi fino alla percezione dell’unicità in tutta la sua estensione”.
Questo individuo ignorava tutto della concezione monoteistica islamica, oltre alla differenza fondamentale che esiste a tale riguardo fra il Santo Corano e la Bibbia falsificata. Egli credeva che il Corano sostenesse quanto affermato nei due Testamenti, ovvero che Dio potesse incarnarsi! Io gli ho inviato quindi uno scritto redatto in lingua tedesca, riguardante i principi della religione islamica, chiedendogli di leggerlo con attenzione.
È vero che una religione che si adatti alle inclinazioni innate dell’uomo si espande facilmente e rapidamente, tuttavia, assicurarne la diffusione universale dipende soprattutto da una sana propaganda che deve assisterla, considerando altresì l’ambiente socio-culturale al quale ci si rivolge.
Nel mondo moderno, nel quale la crisi morale non cessa di identificarsi, si presenta all’Islam un’occasione molto favorevole per conquistare i cuori nei paesi industrializzati.
Per far conoscere la salvezza connessa a questa religione sacra, evidenziando altresì i tratti che la caratterizzano, le circostanze sono oggi assai opportune, e il successo garantito!

1L’Islam e gli squilibri della classe intellettuale p. 298