L'Islam e la civilizzazione occidentale>La civilizzazione occidentale agli occhi del mussulmano>Le fortune del Cristianesimo e i crimini della Chiesa
A causa dei processi di alterazione di cui sono state oggetto, le religioni
esistenti, divine o meno, non godono di grande fortuna nella presente epoca.
Infatti, esse tendono, giorno dopo giorno, verso il declino, mentre la sola
che abbia un rilievo paragonabile all’Islam è attualmente il cristianesimo,
il quale è in grande attività.
Il cristianesimo non deve la sua fortuna ad una particolare situazione; numerosi
fattori si sono aggiunti a favorirne lo sviluppo.
Poiché l’uomo si lascia facilmente suggestionare in ragione della
sua natura – la propaganda costituisce un elemento essenziale, capace
di favorire il raggio di estensione del campo d’influenza di una religione
e di condurre la pubblica opinione verso uno scopo prestabilito. Ciò
è avvenuto perché, dopo il Rinascimento, le autorità della
Chiesa hanno approfittato di tutta la loro potenza organizzativa al fine di
edificare una grande istituzione per la diffusione della fede cristiana.
Così, benché i popoli civilizzati, troppo presi dalla prassi consumistico-materialistica,
siano sempre stati tendenzialmente refrattari ai valori dello spirito, il flusso
della propaganda cristiana è in piena. Ciò non si verifica sicuramente
per noi musulmani, dato che non disponiamo di alcun mezzo per far conoscere
i nobili aspetti della nostra religione nel mondo occidentale.
La propaganda ha contribuito all’espansione dell’influenza del cristianesimo,
e ha favorito la penetrazione, nel cuore dell’Occidente, di un complesso
di credenze illogiche e di supposizioni irrazionali.
Ormai da molti secoli, i musulmani non fanno più uno sforzo degno di
questo nome per diffondere la parola dell’Islam. Essi sono avanzati speditamente
nei primi secoli, ma il loro movimento è stato bloccato da taluni loro
capi che mancavano di intuizione politica: così essi hanno finito per
dividere un fronte che sarebbe dovuto essere unico.
In tal modo, vittime dei loro fallimenti politici, i paesi islamici hanno perso,
a poco a poco, la loro potenza mondiale, per cadere alla fine, in una situazione
di divisione, sotto le grinfie del colonialismo occidentale.
Il cristianesimo, non essendo dotato di saldi principi, leggi e di un sistema
proprio alla gestione della società, e completamente povero da questo
punto di vista, non è potuto intervenire nelle questioni socio-politiche
e negli affari di Stato, fino al sesto secolo.
Pertanto, a partire dal 752 – anno in cui il re di Francia, fece dono
di una parte dei propri domini al papato – un’era maestosa si aprì
dinanzi all’impero cristiano.
L’apparato religioso divenne allora, una potente autorità economica
e finanziaria. Di conseguenza, degli scontri d’interesse si produssero
ben presto tra autorità ecclesiastiche e secolari, che avevano condotto,
da una parte e dall’altra, all’allargamento del campo della loro
influenza. La concorrenza s’intensificò fra Papi e imperatori cercando,
gli uni e gli altri, di governare l’Europa intera.
Pertanto i popoli, considerando la Chiesa come simbolo della spiritualità
cristiana, non tardarono a sostenerla con veemenza. La Chiesa vide la sua potenza
amplificarsi di giorno in giorno, fino alla stabilizzazione della sua sovranità
senza rivali sull’Europa. Prima dell’inizio di gravi disaccordi
religiosi, ogni città cristiana veniva amministrata da un vescovo. Dall’unione
di diverse città si costituiva una provincia retta da un vicario o arcivescovo.
Il Papa esercitava le funzioni di capo supremo della fede cristiana, intervenendo
in tutti gli affari religiosi, tra cui la nomina e la destinazione dei vescovi
e dei vicari.
Di fronte a questa situazione, i ‘vicari cristiani’ di Costantinopoli
concorsero presto all’idea di sottrarsi all’obbedienza del Papa
e di crearsi un patriarcato indipendente. Dopo parecchie querele con il Papa,
i vicari di Costantinopoli si separarono finalmente nel 1052, e il cristianesimo
fu così diviso in due branche: quello dell’Europa orientale obbediente
al Patriarca di Costantinopoli che si dice “Ortodosso”, e quello
dell’Europa occidentale esteso dalla Polonia alla Spagna, sottomesso al
Papa e chiamato “Cattolico”. Esaltando ognuno la propria linea,
queste due religioni non cessarono di scomunicarsi reciprocamente.
Verso gli inizi del XVI secolo, prese corpo in Europa un’altra religione
chiamata “Protestantesimo”, in opposizione al Papa, di Lutero e
dei suoi seguaci, per cui la venuta del Paradiso e la remissione dei peccati
erano cosa insensata. Essi volevano, dicevano loro, epurare la Chiesa e sradicarne
i dogmi viziosi.
La posizione assunta da Lutero contro il Papato e i riti della Chiesa gli procurò
molti seguaci in Europa. Quest’evoluzione divise la religione unica di
Gesù – che il saluto di Dio sia su di lui – in tre branche
incompatibili. Nel corso dei secoli XII e XIII, nonostante il potere supremo
del Papa sull’Europa cattolica, le eresie aumentarono fra i cristiani.
Temendo uno sviluppo delle idee rigettate dal Papa, il clero ecclesiastico,
fece pubblicare nel 1215, un editto, in virtù del quale venne costituta,
in tutte le città di Francia, d’Italia, Spagna, Germania, Polonia,
ecc. una giurisdizione ecclesiastica d’eccezione, nominata “Inquisizione”.
Ogni uomo eretico doveva comparire davanti a questo tribunale, per esservi giudicato
e castigato.
Questa maledetta organizzazione dotata di una diabolica potenza, devastò
ogni libero pensiero. La tirannia esercitata sulle opinioni era così
spaventosa che quando qualcuno veniva accusato di avere idee ostili a quelle
della Chiesa, doveva subire torture infernali.
Cosa curiosa, anche i morti non venivano risparmiati da questa crudeltà!
A volte venivano accusati di eresia e di apostasia e sottoposti a giudizio in
seguito, nella loro tomba!
Ecco come, nel suo “Storia della Civiltà”, Will Durant spiega
le formalità di un processo intentato nei tribunali dell’Inquisizione:
“L’Inquisizione aveva delle formalità, leggi e procedure
sue proprie”.
Prima dell’istituzione di una giurisdizione inquisitoriale attraverso
i paesi, “l’ordine della fede” si faceva sentire dall’alto
del pulpito delle Chiese. Si reclamava ai credenti di denunciare al tribunale
ogni atto, apostata o eretico che conoscessero. La delegazione, era un’azione
incoraggiata, a volte pagata. I delatori erano al riparo, e assicurati di restare
sconosciuti. Chiunque conoscesse un apostata ed evitasse di denunciarlo o lo
nascondesse presso di lui, veniva scomunicato e maledetto. A volte, anche i
morti potevano venire accusati di eresia! È allora che veniva loro confiscato
il patrimonio, per darne una parte, dal trenta al cinquanta per cento, al delatore,
mentre gli eredi legittimi si trovavano privati di questo patrimonio!
La tortura veniva inflitta in differenti forme. A volte si appendeva l’accusato,
con le mani legate dietro la schiena. A volte lo si attaccava in maniera che
non potesse più muoversi, instillandogli dell’acqua in gola fino
a soffocarlo. A volte, le corde con cui venivano legate le braccia e le gambe
venivano così fortemente strette che lo penetravano fino alle ossa”.1
Così, la Chiesa divenne talmente potente in Europa che più di
una decina di re e di grandi uomini di stato francesi e tedeschi, furono scomunicati
dal Papa. Alcuni altri furono obbligati a pentirsi dei loro errori. Per esempio,
l’imperatore tedesco, Enrico IV, non avendo obbedito all’ordine
del Papa Gregorio VII, fu scomunicato nel 1075, e, sebbene che si sforzasse
di recarsi, come penitente, davanti al Papa, questo lo fece attendere tre giorni
per riceverlo e per espiarlo”.2
Nel 1140, Luigi VII venne cacciato come eretico dal Papa Innocenzo II. Nel 1205,
la stessa sorte fu inflitta a Giovanni, re di Inghilterra, che aveva attaccato
i cardinali e il Papa Innocenzo III. Egli fu obbligato a decretare:
“Noi abbiamo saputo attraverso la Rivelazione, che dobbiamo consacrare
l’Inghilterra e l’Irlanda, al Padre, ai suoi apostoli ed al nostro
benefattore Papa Innocenzo e ai suoi successori cattolici.
Oramai, consideriamo i paesi sopraccitati, come affidati al Papa che ci ha designato
come reggenti.
Abbiamo deciso di fare regalo, alla Chiesa Romana, ogni anno in due termini
indicati dell’equivalente di 1000 libbre d’argento.
Chi dei nostri successori si opporrà alle disposizioni adottate in questo
decreto, sarà privato del diritto di regolarità”.3
Marcel Kash scrive:
“Cinque milioni di uomini furono in questo periodo, inviati alla forca
o rinchiusi in prigioni nere e umide fino alla fine della loro vita per deroga
all’ordine del Papa. Dal 1481 al 1499, in un lasso di 18 anni, su ordine
del tribunale d’Inquisizione, 1020 uomini furono bruciati vivi, 6860 uomini
furono spaccati alla lunga, e 97023 persone furono torturate crudelmente”.4
Solo il numero di saggi e pensatori bruciati vivi nel medioevo dai tribunali
dell’Inquisizione, arriva a 350.5
Il celebre scrittore e poeta francese, Victor Hugo, critica severamente questi
tribunali:
“La Chiesa fece scoppiare la pelle a Pernilli, perché aveva detto
che le stelle non cadono dal loro posto!
Condannò 27 volte alla prigione ed alla tortura Kampland per aver detto
che esistono innumerevoli altri mondi, ed aver fatto illusione, in termini enigmatici,
ai misteri della creazione!
La Chiesa è quella stessa che suppliziò Harway perché egli
aveva dimostrato che nelle vene dell’uomo scorre una materia fluida: il
sangue!
Gettò in prigione Galileo per aver parlato, a differenza della Bibbia,
del movimento terrestre.
“Mise sottochiave Cristoforo Colombo, per aver scoperto una terra la cui
esistenza non era provata nella Bibbia da San Paolo; passando questa scoperta
come ostile alla fede cattolica.
La Chiesa non esitò anche a scomunicare Pascal in nome della fede, Montaigne
in nome della morale e Muller in nome della fede e della morale nello stesso
tempo”.6
Il fanatismo, l’odio nutrito dal Papa e dai ministri di culto, arrivò
fino a scatenare, contro i mussulmani, atroci guerre, nominate Crociate: mostruose
carneficine riprese otto volte, tra il 1095 e il 1270.
Prima dell’inizio delle guerre, un congresso di cardinali e di ministri
venne costituito dal Papa Urbano II, in cui ordinò a tutti i preti di
incoraggiare le masse ad entrare in guerra contro i mussulmani.
Su questo, la prima armata, in cui si contavano più di un milione d’uomini,
si mise in marcia per la conquista di Bayt-ul-Muqaddas (Gerusalemme). Precipitandosi
come un fiume in piena verso l’Asia, questa massa umana saccheggiò
i beni della gente ovunque arrivava. Incendiava tutto, gettava a mare uomini,
e tagliava la testa a tutti, militari o civili, uomini, donne, bambini, ecc…
Dopo tre anni di guerra, Bayt-ul-Muqaddas fu conquistata, esattamente nel mese
di luglio, nel 1099, mentre non restava più nulla di questo grande esercito,
che una ventina di migliaia d’uomini. Il Cristianesimo pagò cara
questa guerra, in cui ebbe più di un milione di morti lasciati sul luogo
dei combattimenti, o uccisi dal colera, dalla peste, ecc…
Poiché i nostri lettori si facciano un’idea della ferocia che mostrò
quest’esercito religioso, citiamo ciò che ha detto a questo proposito
il celebre storico francese, Gustave Le Bon:
“La crudeltà dei crociati nelle loro spedizioni, li ha classifìcati
tra i popoli più selvaggi. Ai loro occhi, militari o civili, donne, bambini
e vecchi erano lo stesso…”7
Il monaco Robert descrive così gli avvenimenti ai quali assistette in
persona:
“Le nostre truppe non cessavano di spostarsi da un luogo all’altro,
si tenevano in agguato sulle piazze, sui tetti e per le strade. Con atroce crudeltà
si divertivano a massacrare giovani, vecchi e bambini. Per accelerare i loro
compiti appendevano alla medesima corda più persone!
Erano dei predatori che non si trattenevano dallo squartare il ventre della
gente che, dalla paura, aveva inghiottito i loro preziosi! Un capo dell’esercito,
Boimone, fece massacrare uomini, donne, invalidi e infermi che si erano riuniti
attorno al suo palazzo per lamentarsi. I giovani, li inviò ad Antakich
perché li si vendesse”.8 In un elenco
reso al Papa, il comandante in capo di quest’armata sanguinaria, che si
diceva santo, Godefroy de Bouillon, ha scritto ciò che segue: “Per
darvi un’idea del modo in cui noi trattammo i nostri nemici (i mussulmani)
a Bayt-ul-Muqaddas, bisogna dire che le nostre truppe galoppando nel tempio
di Salomone, avevano il sangue che colava fino alle ginocchia delle loro cavalcature”.9
Ritorniamo ai crimini dei cristiani contro i grandi pensatori del Medio Evo.
Spossati dalla pressione e dalle torture che esercitavano su di loro i tribunali
dell’inquisizione, i dotti europei avviarono una lotta ininterrotta per
liberarsi da quest’oppressione. Nonostante la censura esercitata dalle
autorità della Chiesa sull’opinione pubblica, questa lotta divenne
sempre più intensa; le scienze naturali non cessarono di svilupparsi
e i padri costretti ad arretrare, lasciarono la via libera ai difensori della
scienza.
Tutte queste brutalità, questi crimini, infami per le dignità
ecclesiastiche, condussero molti pensatori ad aborrire la religione, a considerarla
un dogma nemico della scienza, e fonte di superstizioni. La ferocia dei tribunali
d’inquisizione portò discredito alle religioni celesti. D’altra
parte, l’intransigenza della Chiesa verso i “diseredati”,
provocò, in Russia, una viva reazione che favorì largamente il
movimento comunista al suo insediamento. I dirigenti di questo movimento, avviarono
una lotta serrata contro la religione, che ai loro occhi, non poteva che servire
da pretesto ai capitalisti per sfruttare la classe operaia. A questo proposito
Fredov scrive quanto segue: “Nella Russia zarista, la Chiesa possedeva
beni incalcolabili. I suoi domini privati s’estendevano su milioni d’ettari,
i suoi depositi presso le banche arrivavano a centinaia di milioni di rubli
d’oro. Traeva profitto da vasti pascoli. Il commercio, l’industria
e la pesca le procuravano guadagni considerevoli. In quanto capitalista, proprietaria
terriera, e banchiere per eccellenza nella Russia zarista, la Chiesa non cessava
di sfruttare spietatamente i contadini, e, siccome ostacolava i progetti e i
tentativi che potevano migliorare le loro condizioni di lavoro e di vita, un
odio ragionevole scaturì verso i servitori della Chiesa, o come li definivano
loro stessi i “difensori della schiavitù vestiti da preti”.10
Ora, questo stesso cristianesimo, fiero di così brillanti antecedenti,
simbolo di reazione, dispone oggi d’ogni mezzo per consolidarsi.
Non perdiamo di vista il fatto che la Chiesa cattolica, lei sola, detiene attualmente
quattromila missioni religiose incaricate di propagare la fede cristiana ovunque
nel mondo. I missionari, disponenti di un gran budget, si spostano da un luogo
all’altro senza dimenticare i luoghi più sconosciuti del Congo,
i villaggi Tibetani, e le contrade abitate dagli africani. Solo la Chiesa d’Inghilterra
beneficerà ogni anno di un budget equivalente a nove miliardi di rials
iraniani!
Compareremo, non senza rammarico, questa cifra con la somma delle spese destinate
alla diffusione dell’Islam.
Fino ad oggi il Vangelo è stato trattato in più di un migliaio
di lingue, e, negli Stati Uniti, tre case editrici tra le altre, ne hanno pubblicato,
nel 1937, circa 24 milioni di copie. Il Vaticano pubblica un quotidiano con
una tiratura di trecentomila copie chiamato ‘Osservatore Romano’,
senza contare i circa cinquanta altri periodici che vengono posti in vendita
all’inizio di ogni settimana o mese. Più di 32 mila scuole primarie
e secondarie, università e ospedali sono state fondate dalla Chiesa fino
ad oggi. Quattro potenti emittenti radiofoniche propagano la fede cristiana
al mondo, tra cui la città del Vaticano e la capitale dell’Etiopia
Addis Abeba.
Un altro aspetto della propaganda della Chiesa è di costruire fino al
possibile, edifici consacrati al culto della fede cristiana: basiliche, cattedrali,
templi, ecc…
Da parte sua, la Chiesa protestante è ricorsa anch’essa ad attività
spettacolari. In merito il Reader Digest scrive:
“La percezione della decima Tithin, imposta prelevata un tempo su certe
derrate dalla Chiesa, è stata rimessa in vigore, fatto che ha insufflato
una nuova anima nel corpo del protestantesimo americano, e l’ha resuscitato
tanto sul piano materiale tanto su quello morale.
Dal 1950, questa sorta d’attività rinnovate, almeno in una decina
di parrocchie, hanno prodotto buoni risultati. Le organizzazioni religiose hanno
duplicato le loro opere comuni; hanno rinforzato la Chiesa e hanno rinvigorito
le missioni tanto internamente quanto all’esterno del paese. E i fedeli
hanno velocemente riconosciuto come fosse felice e fruttuosa l’idea di
resuscitare questa tradizione di lunga data”.
Il Cristianesimo non teme né il Giudaismo, né l’Induismo,
né il Buddismo e li considera come appartenenti ad etnie chiuse. La sola
religione che teme è l’Islam che è dotato di un’ideologia
viva.
In un discorso inaugurante il Consiglio dei Cardinali11
in Vaticano, il Papa ha affermato:
“Il pericolo che l’Islam fa planare in Africa, sulla cattolicità
e sul mondo occidentale in generale, è più terribile del pericolo
comunista in questo stesso continente”.12
Sebbene la propaganda fatta dai mussulmani al mondo per divulgare la nostra
dottrina si riduce a zero non resta meno vero che la fede muhammadiana, ricca
di contenuto, non cessi di svilupparsi, soprattutto nel continente africano.
L’Islam è il miglior rifugio per i neri tirannizzati, e vi è
là un pericolo che la Chiesa non può prendere alla leggera.
Secondo il rapporto pubblicato da due istituti belgi di ricerche, agli inizi
del XX secolo, vi erano solo quattromila mussulmani in una regione congolese;
oggi, il numero dei mussulmani che vivono nelle sole città di Maniema,
Kivo e Stanleyville, arriva a 236.000.
Citando Marcel Carder, esperto europeo in materia dell’Islam, la rivista
parigina Preuve scrive: “Essendo originariamente la religione dei principi,
l’Islam è divenuto attualmente quella delle masse popolari, che
si muovono a guisa di un impetuoso torrente, per giungere ad una vita migliore
e più calma. Il fatto che l’Islam sormonti attualmente il continente
africano, dal nord al sud, e vi avanzi a passo risoluto e senza tregua è
confermato da incontestabili statistiche”.
Un'altra rivista francese Rive de Paris che, dopo il computo dei mussulmani,
dei cristiani e degli idolatri in Africa, ha provato la superiorità numerica
dei mussulmani nel continente nero, scrive:
“In generale, metà degli africani neri ha aderito all’Islam;
questo si propaga con una rapidità enorme, e ogni anno, in media, si
convertono circa 500 mila africani. Questa prosperità dell’Islam
in Africa non rileva affatto l’influenza esercitata un tempo sugli spiriti,
ma è nata da condizioni dell’epoca contemporanea, che s’impongono
negli ultimi cent’anni.
Nel 1950, quattro diplomati dell’università egiziana Al-Azhar,
intrapresero la fondazione, nella città di Mabaku, di una scuola d’alti
studi islamici. Questa scuola fu calorosamente accolta dal popolo, ma il governo
francese non tardò a chiuderne le porte”.
Un professore dell’Università di Napoli, il dottor Vaccica Vaglieri
scrive:
“Come si giustifica il fatto che malgrado la grande libertà di
cui godono i non mussulmani nei paesi islamici e il fatto che questi paesi non
approfittano di alcuna organizzazione propriamente detta di propaganda, questa
religione non cessa di svilupparsi nei continenti afro-asiatici?
Non è certamente più la spada dei conquistatori mussulmani che
spiana la strada all’Islam, al contrario, anche nelle regioni in cui un
governo non islamico ha rimpiazzato un regime mussulmano, i potenti apparati
di propaganda a disposizione del potere, non arrivano ad allontanare il popolo
dell’Islam.
Qual è dunque la forza miracolosa di questa religione? Di quale strana
pasta è fatta, questa religione così potente da soddisfare gli
spiriti?
Come giunge a penetrare le profondità dell’anima umana, perché
questa esaudisca bene il suo appello alla verità ed alla giustizia?”
I cristiani ricorrono a qualsiasi mezzo per distruggere i mussulmani, il grande
maestro Mohammad Ghotbe afferma:
“Il direttore cristiano di una delle compagnie inglesi di navigazione
marittima nella sua sede del sud dell’Africa, fece fatica a sopportare
i suoi lavoratori mussulmani africani. Per infastidirli, ebbe la bell’idea
di pagare una parte del salario dei suoi operai con bottiglie di bevande alcoliche!
Questi mussulmani, che, seguendo l’ordine dell’Islam, non potevano
né berle né venderle, rompevano le bottiglie e perdevano così
gran parte di ciò che guadagnavano. Fino a quando un giurista mussulmano,
messo al corrente di tutto, li consigliò di rifiutare questo genere di
pagamento, così raro in tutto il mondo, e di sporgere querela se la compagnia
non avesse risposto alla loro richiesta.
Ma sapete come andò a finire? Gli operai mussulmani furono tutti messi
alla porta!”
Ecco ciò che chiamiamo “Umanità”!
Pertanto, vasti orizzonti si aprono attualmente in Africa, all’attività
d’organi di propaganda islamica. Se questi ultimi si mettessero seriamente
in marcia, le masse africane non tarderebbero a convertirsi, anima e corpo,
all’Islam.
L’Africa, attualmente, ha sete di un culto capace di armonizzare gli aspetti
morali e materiali della vita dei suoi abitanti. Una religione che faccia regnare
l’uguaglianza nella società, e che chiami il popolo alla pace e
alla verità.
Senza alcun dubbio il cristianesimo nello stato in cui si trova, è incapace
di ricoprire una tale responsabilità. La Chiesa stessa non fa che seminare
discordia. La maniera in cui tratta i neri è inumana. In Africa, impedisce
ai neri di riunirsi in uno stesso luogo con i bianchi per pregare Dio! In un
giornale parigino il defunto leader congolese, Patrice Lumumba scrisse una volta:
“Non ho mai capito il perché nelle scuole s’insegnavano a
rispettare i principi della fede cristiana, mentre al di fuori dell’ambiente
scolastico noi vediamo gli europei violare perfino i principi della morale umana.
Gli insegnamenti che ci hanno impartito a scuola non si accordavano affatto
con l’attitudine degli europei verso i neri”.
Ancor più che lo splendore dell’Islam nel continente africano,
sono le adesioni massicce dei neri americani all’Islam che inquietano
i missionari cristiani negli Stati Uniti. È per questo che usano tutti
i mezzi per smantellare le loro organizzazioni. A dispiacere vi sono giornali
americani che si astengono dall’attaccare i neri.
Ugualmente, nel Congresso, alcuni senatori americani avendo giustificato anzitutto
i neri mussulmani, chiesero al presidente degli Stati Uniti di dissociare le
organizzazioni dei mussulmani neri americani e di interdire le loro attività.
Pertanto, tutti questi sforzi utilizzati per dissuadere i neri mussulmani dalle
loro rivendicazioni sono votati al fallimento, le loro organizzazioni diventano
sempre più potenti e le loro attività s’intensificano. In
27 stati americani hanno insediato più di 70 centri d’attività,
e hanno creato a Chicago e Detroit due centri culturali islamici. Hanno costruito
numerose moschee, e pubblicano un quotidiano chiamato “Parole di Mohammad”.
In alcune città americane organizzano manifestazioni in cui portano cartelli
sui quali si legge:
“Non v’è altra divinità all’infuori d’Allah.
Mohammad è il suo Messaggero”.
I neri mussulmani praticano i loro doveri religiosi con la con la più
grande fedeltà. Le loro donne portano il velo. Per fare le loro spese
si rivolgono volentieri a forni e ai magazzini in cui i proprietari sono mussulmani.
Essi s’interessano grandemente ad apprendere la lingua araba ed incoraggiano
i loro bambini a fare altrettanto, poiché è la lingua del Corano.
I missionari cristiani insediati in Africa non si curano affatto di civilizzare
i neri e di formarli moralmente! Cercano al contrario di farne gente docile
alla Chiesa e al governo. È una realtà attestata dal maestro Westermann
che si esplica come segue:
“Quando un nero aderisce all’Islam, egli si eleva ad un rango superiore,
trova una migliore confidenza in sé, prende conoscenza della sua situazione,
si sente un individuo come gli altri e si considera come uguale agli europei
con cui è chiamato ad intrattenere relazioni ragionevoli. Il nero che
viveva poco tempo fa miseramente nelle bidonvilles e tra i rifiuti, trova ora
grazie all’Islam, una personalità che anche gli europei rispettano.
Cosa che non è assolutamente il caso del nero che adotta la fede cristiana
e che è messo da parte, dato che noi cristiani non amiamo mescolarci
con i neri che non sono ancora iniziati alla nostra civilizzazione e non vogliamo
più fare sforzi per insegnargliela. Abbiamo sottovalutato la civilizzazione
dei neri e non abbiamo fatto quasi nulla per evolverla. Questi stessi neri che
disprezziamo tanto, l’Islam li rispetta e li fa godere di tutti i diritti
d’uguaglianza con i bianchi; mentre noi facciamo fatica ad accettare questi
diritti anche ai neri europei e civilizzati!
Sì, per molti europei, un nero è un nero, che sia cristiano o
ateo. Il nero cristiano che vive in Europa viene trattato come il nero non religioso
che vive tra le spazzature, è perché questi fra loro che si sono
nuovamente convertiti al cristianesimo, si rendono conto della superiorità
dei neri mussulmani e diffondono l’Islam.
“I neri cristiani africani, non avendo la speranza di vedersi uguali nei
diritti con i loro confratelli europei preferiscono adottare le credenze islamiche.
È così che l’Islam è riconosciuta essere l’unica
religione del continente africano”.13
1Will Durant, Storia della civiltà, tomo 18, p. 351
2Albert Mallet, Storia, tomo 3, p. 247
3Storia dell’evoluzione sociale, tomo 2
4Storia dell’evoluzione sociale, tomo 2
5Enciclopedia del XX secolo, tomo VI, p. 598
6Storia della libertà del pensiero, p. 147
7Citazione tradotta dal persiano
8Civilizzazione islamica e araba p. 407
9Albert Wallet, Storia, tomo 3, p. 226
10Dal libro: Religione in URSS p.7
11Congregazione dal carattere internazionale in cui si riuniscono una volta ogni cent’anni gli alti dignitari del clero cattolico da tutti i luoghi del mondo. Vengono prese in esame grandi questioni riguardanti la fede. Nell’ultimo consiglio, tenuto in Vaticano, si sono contati circa settemila prelati di differenti chiese del mondo. La condotta del consiglio, suddivisa in tre sessioni di due mesi, dura un anno. E secondo le fonti ufficiali, il budget destinato a quest’incontro ammonta a 650 milioni di lire italiane circa.
12Dal quotidiano: Swedenschezeitung
13La colonizzazione e le Missioni Cristiane