L'Islam e la civilizzazione occidentale>La civilizzazione occidentale agli occhi del mussulmano>La civilizzazione occidentale
Il mondo in cui siamo cresciuti e in cui continuiamo a vivere ha, nel corso
del suo processo evolutivo, condotto l’uomo ad una fase di progresso veramente
straordinaria. L’uomo di oggi vive un periodo di grande rivoluzione intellettuale.
Ogni giorno prova a soddisfare sempre meglio i propri bisogni. Con il progresso
della produzione e della scienza l’uomo che, per colpa della sua impotenza,
conduceva un tempo un’esistenza troppo faticosa, raggiunge ora una migliore
condizione di vita. Grazie alla scienza, gran parte delle fatiche condotte un
tempo dall’uomo, è oggi posata sul dorso della macchina. È
così che l’uomo, sentendosi alleggerito, assapora una vita più
semplice, e, disponendo di strumenti scientifici, è più attivo,
e gode d’una maggior disponibilità per studiare i segreti dell’universo.
Senza dubbio le attività umane hanno assunto un’andatura vertiginosa.
Il tempo, una volta poco importante, essendo la giornata considerata come unità,
si misura ora in minuti e secondi. Grandi opere sono oggi realizzate in tempi
assai brevi. Attualmente, enormi piroscafi, capaci di solcare gli oceani, rimpiazzano
gli antichi velieri, e le auto moderne, le ferrovie e gli aerei di linea, sostituiscono
le bestie da soma per trasportare i viaggiatori e le merci. In poco tempo, si
percorre un’assai lunga distanza. Lo spirito dell’uomo non si limita
più allo studio della Terra, passa oltre, e cerca di conquistare altri
pianeti. Infine, il cielo e il fondo dei mari, ormai, sono per lui un campo
di gara. Vi era un tempo in cui l’uomo non aveva che ben poche conoscenze
di questo mondo senza confini. Oggi, con l’aiuto della scienza e grazie
alle sue ricerche assidue nei laboratori, ha saputo scoprire i misteri dell’universo,
brulicante d’esseri microscopici. Per studiare i fenomeni naturali, i
laboratori vengono dotati di ogni sorta di strumento: i microscopi elettronici
permettono di vedere i batteri. Così, le conquiste del mondo occidentale
hanno una grande importanza. Nessuno può negare tante agevolazioni nella
vita, tanti mezzi di produzione e l’aumento di ricchezze realizzate dalla
civilizzazione contemporanea. Il progresso è particolarmente spettacolare
e degno di grande considerazione, sul piano medico-igienico. La medicina, durante
il suo periodo oscuro, lasciava un buon numero di malati inguaribili. Appena
i nostri bimbi venivano al mondo erano attaccati da ogni sorta di virus. Alcuni
morivano, e altri, che la malattia paralizzava, sopravvivevano a una vita penosa
e sterile. Come dimenticare questi tristi ricordi di ieri? La vita dell’uomo
non ha cessato di cambiare da quando ha messo piede in questo mondo. Pertanto,
l’evoluzione dovuta al progresso della scienza e della tecnologia è
stata così rapida ai nostri tempi e così prodigiosa che s’è
potuto considerare la nostra epoca come quella della vittoria della scienza.
Aggiungiamo anche che, malgrado questo progresso sconvolgente, malgrado gli
sforzi che hanno adoperato i sapienti naturalisti per scoprire i segreti del
mondo dell’esistenza, l’abbecedario di questo universo misterioso
resta sempre difficile da leggere. Bisogna riconoscere, e non senza grande dispiacere,
che la civilizzazione occidentale, così ammirevole nella sua esteriorità,
soffre di insufficienze e di punti deboli, a fianco dei suoi lati positivi;
sebbene ognuno di noi debba vantare i meriti della scienza e della civilizzazione
moderna che hanno assicurato il benessere umano, non possiamo perdere di vista,
né l’annichilimento dei valori da cui dipende la felicità
dell’uomo né la decadenza morale uscita da questo modernismo. Il
progresso occidentale è al suo parossismo, è vero. Lo spirito
d’iniziativa dell’uomo ha conquistato vari domini e non senza gran
velocità. Ma la moralità fa l’oggetto del disprezzo, i buoni
valori spirituali non vengono tenuti in considerazione, e non cessano di abbassarsi
man mano che la scienza progredisce. Il fuoco della discordia si attizza sempre
più tra gli uomini. L’occidente ha divorziato con i valori spirituali.
La macchina l’ha incatenato. Non vi è alcun dubbio che gli schiavi
della macchina non accederanno alla vera felicità. La maniera di vivere
che la scienza impone all’uomo gli assicura l’agiatezza, ma non
gli apporta felicità. La felicità deve essere cercata altrove.
La scienza non si riconnette nell’utile e nell’inutile né
nel bello e nel brutto, è semplicemente capace di distinguere il falso
dal vero. Secondo Bertrand Russel, l’ordine della vita umana che aveva
riposato sulla scienza, deve essere rovesciato. La civilizzazione ha offerto
numerosi vantaggi all’umanità, ma una noncuranza sfrenata li ha
seguiti, e non ha tardato a causare milioni di crimini dolorosi. Il fuoco dei
capricci ha spietatamente bruciato tutte le anime, e ha loro levato la pace
e la sicurezza. Lontano dall’essere una luce per illuminare la vita spirituale
dell’uomo, la scienza non ha fatto che offuscarla. Le macchine moderne,
l’aereo, i grandi complessi industriali, gli strumenti della chirurgia,
i mezzi agiati della vita, ecc., sono ben intesi come vantaggi apprezzabili
della civilizzazione moderna, ma le bombe distruttrici, i gas asfissianti, i
raggi mortali, i missili e i jets, ai quali si aggiungono ogni sorta di crimine
e di corruzione mortale, ne sono anche gli svantaggi. Nel mondo civilizzato,
la ragione serve gli interessi, non persegue che le idee che hanno qualche rapporto
con la materialità. Le virtù sono dunque totalmente scomparse,
i sublimi valori morali sono repressi, anzi morti, e questa ferita si avvera
incurabile. Sebbene il nostro luogo abituale di vita sia lontano dal campo dove
si realizzano le attività d’ordine scientifico, la civilizzazione
moderna vi si è ugualmente introdotta, esercitando una grande influenza
sui nostri costumi sociali e sulla nostra educazione. Oggi le frontiere non
sono più chiuse alle idee che vengono dall’esterno. I costumi,
le usanze, le abitudini penetrano, da un paese all’altro, come la scienza
e le grandi opinioni, e, sfortunatamente, la depravazione e l’abbassamento
della moralità si comunicano così rapidamente. Di conseguenza,
senza che il nostro progresso industriale e scientifico sia simile a quello
realizzato dai popoli occidentali, noi prendiamo esempio dei loro costumi, della
loro incoscienza e delle loro inclinazioni carnali. Per una società,
lo scacco più manifesto, è perdere la facoltà di distinguere
il bene dal male. Ahimè, gli alienati non vedono nella civilizzazione
moderna, che le sue apparenze ingannevoli; essi non vedono il male, né
la crisi morale di cui molto soffrono i nostri contemporanei, e come il mondo
civilizzato che scopre solo gli aspetti esteriori del suo progresso, queste
persone perdono la logica, dal momento in cui entrano a contatto con ambienti
occidentali e non si vergognano dell’immortalità che vi regna.
Peggio ancora, davanti all’apparente magnificenza della civilizzazione
occidentale, rimangono così abbagliati che la minima differenza tra i
loro abituali costumi e le usanze occidentali, ai loro occhi è come una
disfatta umiliante. Al posto di cercare di sapere come gli occidentali hanno
assicurato i loro progressi, rientrano nel proprio paese, contratti da mille
corruzioni morali. Quest’alienazione di se stessi, vizio manifesto che
mette in evidenza la mancanza di personalità e d’indipendenza di
pensiero, provando quel poco di conoscenza che si ha della ricchezza e della
bellezza della propria cultura religiosa e nazionale, non tarda a deviarli dalle
loro credenze religiose. Non giungendo ad elaborare un’analisi giusta
e imparziale delle cose, essi pervengono fino a negare la verità. I popoli
europei sono riusciti a fondare questa civilizzazione così abbagliante
senza rinunciare alle loro usanze ed ai propri costumi. Alla stessa maniera,
il Giappone, conservando ugualmente bene le proprie usanze e le sue peculiarità
nazionali, ha potuto aprirsi alla via del progresso, che ha percorso a grandi
passi, superando così un numero di paesi tra i più avanzati. In
solamente sessant’anni di sforzi che ha intrapreso, questo paese è
pervenuto a sottrarsi dalla sfera dell’arretratezza. Non ha mai aderito
all’occidentalismo, mai si è permesso di imitare l’occidente
ad occhi chiusi. Ben al contrario, ha sempre avuto la cura di conservare tali
e quali le sue tradizioni millenarie; e ancora oggi resta fedele, come in altri
tempi, alla sua vecchia religione, il buddismo: una religione, d’altronde,
la cui mancanza di gravità non viene ignorata da nessuno spirito saggio.
Ora, questi falsi intellettuali (i nostri), sprovvisti di una piattaforma ideologica
ben precisa, incapaci di analizzare le questioni sociali più evidenti,
e di comprendere le prescrizioni divine più semplici, s’inchinano,
non senza umiltà, davanti ad ogni critica malvagia fatta contro le verità
religiose, e lo fanno con l’intenzione di apparire degli intellettuali.
Piombati nel loro sonno dell’incuria, queste persone non potranno riflettere
liberamente sui fatti; la verità sfugge loro in mancanza di compiere
uno sforzo mentale sufficiente. Occorre sottolineare che lo sviluppo del pensiero
umano nei diversi domini della sua vita materiale, e il considerevole progresso
compiuto in questi, sono dovuti agli sforzi instancabili degli esperti sapienti
che, attraverso i loro studi scientifici nei laboratori, cercano di appropriarsi
delle forze della natura. Come possiamo dunque dire che l’uomo non ha
seguito che i suoi capricci, poiché egli ha acceduto a delle scienze
ed industrie così prodigiosamente sbocciate? Ma gli sviluppi morali e
le scienze materiali non si compiono sempre nella medesima direzione, il progresso
delle une, può comportare il regresso delle altre. Qualche tempo fa,
in un colloquio sulle questioni scientifiche, un professore venuto a Teheran
da una celebre università europea disse:
“L’Occidente ha bisogno della spiritualità dell’Oriente
che è ben più ricco rispetto al primo. Se gli orientali traggono
profitto dalla scienza e dall’industria occidentale, è nella spiritualità
orientale che gli occidentali devono ritrovare i buoni valori morali. Le società
umane hanno bisogno di seguire dei principi, altri rispetto a quelli nati dal
progresso industriale e tecnologico. Se l’ordine socio-politico attuale
scarta l’uomo dalla filosofia principale dalla propria esistenza, e se
la vita, spossessata della causa comune a tutti gli uomini, viene condotta secondo
il solo compito di assicurasi i mezzi di sussistenza, violenza senza pietà
dominerà la vita di tutte le masse umane. Sfortunatamente, l’umanità
passa oggi il suo periodo d’infanzia e manca di maturità per preparare
il cammino della sua salvezza. L’uomo non è all’altezza di
approfittare dei tesori nascosti in seno alla natura, persino dei propri capitali
essenziali. La società umana segue oggi l’esempio di questi infanti
che si lasciano andare alle passioni fertili. La logica e la ragione hanno ceduto
il posto ai sentimenti. L’anima umana si è fatta prigioniera della
superstizione e, sotto forma del culto delle scienze materiali, del fanatismo
cieco, praticato dai popoli civilizzati. Dopo tante esperienze dolorose acquisite
nella sua nuova vita di dissolutezza, l’umanità si accorge ora
che la sola risoluzione da prendere sia di rimettersi sulla buona strada, sulla
la via della salvezza, sia di perdersi totalmente. Il celebre sociologo contemporaneo,
Pitiri A. Sorokin afferma: “La civilizzazione occidentale è in
preda ad una crisi inusitata; è gravemente malata tanto nel suo corpo
che nel suo spirito; possiamo appena trovarvi un organo o un nervo che funziona
bene. Pertanto siamo, oggi dopo dieci secoli, teoricamente e praticamente testimoni
dell’agonia della splendida civilizzazione materiale. I bagliori tremolanti
del sole declinante di questa civilizzazione sono sempre più deboli;
quindi, malgrado tutti gli incubi , i fantasmi e gli allarmi inquietanti in
questa notte spaventosa di agonia del regno del materialismo, noi presentiamo
l’alba di una nuova civilizzazione probabilmente spirituale, l’inizio
di un’era feconda, che si prepara a dare il benvenuto agli uomini della
generazione futura”.1
La ragione impedisce di adottare ad occhi chiusi i costumi, le usanze, e le
differenti forme di vita degli altri. Atteggiandosi a semplici pappagalli, non
si è nient’altro che un essere incatenato e insufficiente. L’iniziativa
personale è la fonte dell’indipendenza; ma l’imitazione non
fa che distruggere quest’indipendenza. Il fatto di togliere un’idea
ad altri, e modificarla per rimetterla quindi al mondo della scienza, senza
mai agire in imitazione, è ugualmente apprezzabile. La mancanza di un
ordine preciso nei nostri pensieri, l’assenza di regole nelle nostre attitudini,
lo stato arretrato in cui ci troviamo, tutto ciò è dovuto al fatto
che imitiamo gli altri senza riflettere. Ed è un pericolo che si aggrava,
al punto che noi ci allontaniamo dalla nostra tradizione per avvicinarci maggiormente
ai costumi occidentali. Un grande pensatore mussulmano afferma:
“Noi non dobbiamo discostarci da questa civilizzazione moderna e dal progresso,
poiché ne facciamo parte. Per meglio dire, noi altri, mussulmani, abbiamo
contribuito largamente nell’ordine morale, intellettuale, artistico, all’edificazione
di questa civiltà. Siamo noi che abbiamo offerto alla società
umana, il nostro patrimonio, le basi di quest’edificio sono state gettate
dai nostri sapienti.
Ma ahimè noi consideriamo poco i nostri vecchi valori e il nostro diritto
di superiorità spirituale. Non vedremo il ruolo essenziale del nostro
raggiante passato se non quando avremo sbarazzato il nostro spirito da questa
schiavitù radicata, e saremo rientrati in possesso di un’opinione
pura, degna degli uomini liberi. Il male di cui noi soffriamo così amaramente
viene dalla nostra abitudine umiliante di sollecitare: le braccia incrociate,
ci teniamo schiavi davanti all’occidente.
Non sarebbe meglio se ci rivolgessimo ad esso e alle false idee che ci ha inculcato,
obbligandolo a seguirci?
Distinguiamo dunque il vero senso della civilizzazione. Una buona interpretazione
data dal fatto che dobbiamo rifiutarci di lasciar smarrire le nostre azioni
privilegiate e il nostro apporto alla scienza, nostra gloria del passato; al
contrario dobbiamo impegnarci a salvaguardare le nostre tradizioni e la nostra
ancestrale visione del mondo, adattato alle esperienze della vita moderna.
Inoltre prendiamo in prestito dalle altre società e senza riflettere,
le apparenze ingannatrici della civilizzazione che sono evidentemente conformi
solamente alla loro maniera di vita. La civilizzazione si accorda perfettamente
bene con l’ideale umano, nella sua prima interpretazione; ma nella seconda,
che è quella malvagia, essa non è buona che per le scimmie imitatrici”.2
Sebbene il materialismo brutale imperversi tra i popoli civilizzati, e l’europeo
cerchi solo di condurre una esistenza di carne, non è meno vero che alcuni
rimangono fedeli alle loro credenze religiose in queste società. Questa
gente, ha un attaccamento tutto particolare al cristianesimo, questa religione
falsificata, intricata d’ogni sorta di superstizione, che non è
più in grado di soddisfare i loro bisogni morali e spirituali. È
pertanto curioso che una religione possa governare il mondo civilizzato. Le
domeniche sono dei giorni di festa. Si sentono le chiese suonare le campane.
Gente d’ogni classe sociale si riunisce in esse per ascoltare, compostamente,
le parole del prete. La televisione emette programmi d’argomento religioso.
I credenti sono in genere preoccupati di portare in chiesa i loro neonati per
farli battezzare dal prete che recita loro all’orecchio delle preghiere
liturgiche: i dignitari ecclesiastici vengono rispettati da tutto il popolo;
viene dato loro l’epiteto di “padri spirituali” della società.
Per assicurare le grosse spese delle organizzazioni religiose, il governo preferisce
percepire delle imposte. Bene o male i cittadini devono pagare queste imposte,
che vanno messe a disposizione della Chiesa; ed è così che l’apparecchio
ecclesiastico del Cristo viene finanziato in buona e dovuta forma. I giornali
e la stampa in generale sono sotto il controllo di un comitato chiamato “Comitato
della Stampa”, e il cui ruolo principale è assunto dalla Chiesa.
Senza citare il fatto che il clero sorveglia anche l’elaborazione dei
programmi d’insegnamento destinati all’uso delle scuole primarie
e dei licei. Fino al loro nono anno di studi, gli allievi delle scuole devono
recarsi in chiesa tutte le domeniche, per assistere ad un corso di insegnamento
religioso preparato esclusivamente per loro. Una cosa curiosa da notare, è
che i bambini, innocenti come sono, devono presentarsi in un confessionale,
davanti al prete confessore, a cui devono fare la confessione dei loro peccati,
senza averne un’idea precisa. Le opere cinematografiche vengono controllate
anzitutto da un comitato composto da membri del clero, da medici, sociologi,
economisti e psicologi, che li esaminano in tutti i loro lati religiosi, psicologici,
socio-economici eccetera; così esse non avranno il diritto di passare
allo schermo, se respinte.
Ho dovuto farmi curare una volta in un ospedale diretto sotto l’egida
del clero cattolico.3
Ho ricevuto delle cure mediche particolari essendo un religioso mussulmano.
In ogni camera in cui venivano messi a letto i malati, vi era una statua di
Gesù e quadri raffiguranti la Vergine Maria, che il saluto di Dio sia
su di loro. Tutte le sere, all’ora di chiusura dei lavori all’ospedale,
si pregava per la salute dei malati! A volte, vedevo anche che si accendevano
nelle sale dell’ospedale dei ceri, davanti alla statua di Gesù.
Attenzione prego! Accendere un cero di fianco una statua, in pieno giorno, e
in uno stabile in cui si fanno lavori d’ordine scientifico. Vogliate comparare
quest’ambiente con il nostro. I nostri giovani intellettuali disdegnano
colui che fa la stessa cosa, la notte, nel mausoleo di un discendente dei nostri
Imam, e l’accusano di reazione e d’oscurantismo. Non dimentico il
giorno in cui una trasfusione sanguigna mi è stata prescritta sempre
nello stesso ospedale: mi hanno domandato prima se l’Islam mi permettesse
di ricevere il sangue di un non mussulmano, per agire secondo le mie credenze.
In una società civilizzata, la libertà ha dei limiti; tutti conoscono
le sue possibilità, senza abusarne.
1Dio dei due Kaaba p. 19
2L’Islam e gli altri p. 42
3È questione dello scrittore stesso