إِنَّمَا حَرَّمَ عَلَيْكُمُ الْمَيْتَةَ وَالدَّمَ وَلَحْمَ الْخِنزِيرِ وَمَا أُهِلَّ بِهِ لِغَيْرِ اللّهِ فَمَنِ اضْطُرَّ غَيْرَ بَاغٍ وَلاَ عَادٍ فَلا إِثْمَ عَلَيْهِ إِنَّ اللّهَ غَفُورٌ رَّحِيمٌ ﴿173﴾
173. In verità, [Allah] v’ha proibito le bestie morte [senza essere state macellate], il sangue, la carne di maiale e ciò [la bestia] su cui sia stato invocato altro nome che quello di Allah [al momento d’essere macellata]. E chi sarà costretto [a cibarsi di tali cose], se non lo farà per disubbidienza e non supererà i limiti, non farà peccato: in verità, Allah è clemente e benevolo.
Questo versetto espone alcune delle cose delle quali è proibito cibarsi.
A tal proposito, in un hadith del santo imam Sadiq (A), leggiamo: “La carne delle bestie morte indebolisce il corpo, interrompe la generazione, ed è causa di morte improvvisa. Cibarsi di sangue rende invece crudeli”[1]
Secondo le norme dell’igiene, la carne di maiale è il veicolo di contagio di due specie di parassiti, la tenia e la trichina. In alcuni paesi dell’Europa orientale è stato proibito il consumo di carne di maiale.
In alcune delle precedenti religioni rivelate, come ad esempio nel giudaismo, la carne di maiale è proibita. Nel Vangelo il peccatore viene paragonato al maiale.
Bisogna tuttavia fare attenzione che chi è minacciato dalla fame, al fine di sottrarsi alla morte, può cibarsi, nella quantità strettamente necessaria, di cose proibite. Questa licenza deriva dall’infinita misericordia che il Signore Eccelso ha nei confronti delle Sue creature. Il tafsir Nuru-th-thaqalayn narra la seguente tradizione del santo imam Sadiq (A): “Chi è costretto a cibarsi di maytah[2], sangue, carne di maiale, e non lo fa, perdendo cosí la vita, ebbene, una simile persona è miscredente”[3]