وَمَثَلُ الَّذِينَ كَفَرُواْ كَمَثَلِ الَّذِي يَنْعِقُ بِمَا لاَ يَسْمَعُ إِلاَّ دُعَاء وَنِدَاء صُمٌّ بُكْمٌ عُمْيٌ فَهُمْ لاَ يَعْقِلُونَ ﴿171﴾
171. [Chi invita] i miscredenti [alla verità] è come chi urla di fronte a ciò che non ode se non un [indistinto] richiamo, una [vaga] voce. [Essi sono] sordi, muti, ciechi, perciò non capiscono nulla.
In questo sacro versetto ci sono due similitudini:
2. il miscredente viene paragonato a una bestia che delle parole del pastore non comprende se non un vaga voce, un indistinto urlo. Troviamo questa similitudine anche in una tradizione del santo imam Baqir (A)[1].
Il sacro versetto ribadisce poi il concetto espresso nelle similitudini dicendo: “[Essi sono] sordi, muti, ciechi, perciò non capiscono nulla”