وَلَقَدْ عَلِمْتُمُ الَّذِينَ اعْتَدَوْا مِنْكُمْ فِي السَّبْتِ فَقُلْنَا لَهُمْ كُونُوا قِرَدَةً خَاسِئِينَ ﴿65﴾ فَجَعَلْنَاهَا نَكَالاً لِمَا بَيْنَ يَدَيْهَا وَمَا خَلْفَهَا وَمَوْعِظَةً لِلْمُتَّقِينَ ﴿66﴾
65. Avete invero saputo [il destino] di quelli di voi che trasgredirono di sabato, ai quali dicemmo: “Siate scimmie reiette!”
66. Ne facemmo [di quella punizione] una lezione per i presenti e per i posteri, e un insegnamento per i timorati [di Allah].
Anche questi due versetti mettono in evidenza lo spirito ribelle e incline al peccato e alle cose materiali dei giudei: «Avete invero saputo [il destino] di quelli di voi che trasgredirono di sabato, ai quali dicemmo: “Siate scimmie reiette!”. Ne facemmo [di quella punizione] una lezione per i presenti e per i posteri, e un insegnamento per i timorati [di Allah]»
I santi imam Baqir e Sadiq (pace su di loro), commentando il secondo dei due versetti in esame, dissero: “L’espressione ‘i presenti’ indica la generazione di quell’epoca, e ‘i posteri’ indica i mussulmani. In altre parole, quella non era una lezione solo per i figli d’Israele, ma è una [valida] lezione per tutti gli esseri umani [di tutte le epoche]”[1]
Ogni volta che un profeta inviato dal Signore Eccelso voleva dimostrare la natura divina della sua profezia, doveva compiere, col permesso di Allah, un miracolo. Il sacro Corano c’informa dei diversi e strabilianti miracoli che il Signore Eccelso diede al santo profeta Mosè per dimostrare alla gente la natura divina della sua sacra missione. Elenchiamo di seguito i miracoli del nobile Mosè: