VERSETTO 57

وَظَلَّلْنَا عَلَيْكُمُ  الْغَمَامَ وَأَنْزَلْنَا عَلَيْكُمُ الْمَنَّ وَالسَّلْوَى كُلُوا مِنْ طَيِّبَاتِ مَا رَزَقْنَاكُمْ وَمَا ظَلَمُونَا وَلَكِنْ كَانُوا أَنْفُسَهُم يَظْلِمُونَ ﴿57

57.     E stendemmo su di voi l’ombra delle nuvole, facemmo discendere su voi la manna e le quaglie [e dicemmo]: “Mangiate delle buone cose che vi abbiamo destinato”. Ed essi non fecero torto a Noi, facevano bensí ingiustizia a sé stessi.

COMMENTO

GLI ALTRI DONI FATTI DA ALLAH AI GIUDEI

Da quanto è possibile dedurre dai versetti numero 20, 21 e 22 della quinta sura del sacro Corano, dopo la liberazione dei giudei, Allah ordinò loro di dirigersi verso la santa terra di Palestina, e di stabilirsi in essa. Tuttavia, i figli d’Israele disubbidirono e dissero che finché gli iniqui (gli Amaaliqah) che abitavano quella santa terra non l’avessero lasciata, essi non v’avrebbero messo piede[1]. Essi ebbero addirittura il coraggio di dire al santo Mosè: “Vai tu con il tuo Signore, e [insieme] combattete [contro di loro]. Noi resteremo qui seduti [in attesa]”[2]

Mosè rimase profondamente addolorato da queste parole, e invocò il Signore Eccelso, il Quale decretò, per i figli d’Israele, una permanenza di quarant’anni, in istato di smarrimento, nell’arido deserto del Sinai.

Un gruppo di giudei si pentirono profondamente del proprio comportamento, e invocarono il perdono d’Allah, il Quale concesse nuovamente i Suoi doni al popolo di Mosè: “E stendemmo su di voi l’ombra delle nuvole, facemmo discendere su voi la manna e le quaglie [e dicemmo]: ‘Mangiate delle buone cose che vi abbiamo destinato’”

Ma nemmeno questa volta i giudei si dimostrarono grati nei confronti del Signore Eccelso. Questa ingratitudine non danneggiava Mosè e il suo Signore, recava bensí danno solo a loro stessi: “Ed essi non fecero torto a Noi, facevano bensí ingiustizia a sé stessi”

 



[1] Corano V: 24.

[2] Corano V: 24.