وَإِذْ وَاعَدْنَا مُوسَى أَرْبَعِينَ لَيْلَةً ثُمَّ اتَّخَذْتُمُ الْعِجْلَ مِنْ بَعْدِهِ وَأَنْتُمْ ظَالِمُونَ ﴿51﴾ ثمَّ عَفَوْنَا عَنْكُمْ مِنْ بَعْدِ ذَلِكَ لَعَلَّكُمْ تَشْكُرُونَ ﴿52﴾ وَإِذْ ءَاتَيْنَا مُوسَى الْكِتَابَ وَالْفُرْقَانَ لَعَلَّكُمْ تَهْتَدُونَ ﴿53﴾ وإِذْ قَالَ مُوسَى لِقَوْمِهِ يَاقَوْمِ إِنَّكُمْ ظَلَمْتُمْ أَنْفُسَكُمْ بِاتِّخَاذِكُمُ الْعِجْلَ فَتُوبُوا إِلَى بَارِئِكُمْ فَاقْتُلُوا أَنْفُسَكُمْ ذَلِكُمْ خَيْرٌ لَكُمْ عِنْدَ بَارِئِكُمْ فَتَابَ عَلَيْكُمْ إِنَّهُ هُوَ الْتَّوَّابُ الْرَّحِيمُ ﴿54﴾
51. E [ricordate] quando convenimmo con Mosč quaranta notti, e dopo [che] lui [vi lasciņ] prendeste [come divinitą] il vitello, comportandovi da iniqui.
52. Dopodiché vi perdonammo nella speranza che [Ci] ringraziaste.
53. E di quando demmo a Mosč il Libro e il Furgąn [ciņ che distingue il vero dal falso] nella speranza che trovaste la retta via.
54. E quando Mosč disse al suo popolo: “O popolo mio, avete fatto torto a voi stessi prendendovi [come divinitą] il vitello. Pentitevi allora e uccidetevi: ciņ č meglio per voi presso il vostro Creatore”. Allah vi ha quindi perdonati: in veritą, Egli č il Clementissimo, il Benevolo.
Il sacro Corano in questi quattro versetti narra un’altra parte della storia dei figli d’Israele, raccontando sconvolgenti vicende.
Questi versetti parlano della piś grande deviazione di tutta la storia giudea: essi, a un certo punto della propria esistenza, si allontanarono dalla fede monoteista, fabbricarono un vitello d’oro e iniziarono a adorarlo. Il sacro Corano ricorda loro questa somma deviazione dalla religione del Vero, per indurli ad accettare l’invito del sommo profeta Muhammad, ed evitare loro una nuova deviazione dalla veritą.
Ebbene, il sacro Verbo d’Allah dice: “E [ricordate] quando convenimmo con Mosč quaranta notti, e dopo [che] egli [vi lasciņ] prendeste [come divinitą] il vitello, comportandovi da iniqui”
Questa vicenda sarą spiegata dettagliatamente nel commento della settima sura del sacro Corano, dal versetto 142 in poi, e in quello della ventesima sura, dal versetto 86 in poi. Anticipiamo qui una breve e concisa narrazione dei fatti. Dopo la liberazione del popolo giudeo e la distruzione del potere faraonico, Mosč ricevette da Allah l’ordine di recarsi per un periodo di trenta notti al Monte Sinai, per ricevere le tavole della Torą. Allah, per mettere alla prova i giudei, prolungņ la permanenza di Mosč sul Sinai di altre dieci sere. Saameri, che apparteneva al popolo giudeo, ed era un uomo assai furbo e intrigante, approfittando della situazione, usando gli ori e i gioielli che erano rimasti ai giudei dall’epoca del Faraone, fabbricņ un vitello d’oro che emetteva un suono speciale, e invitņ i figli d’Israele a adorarlo. La maggior parte dei giudei accettarono il suo invito, lo seguirono, e iniziarono a adorare il Vitello d’Oro. Aronne, vicario e fratello di Mosč, e la minoranza dei giudei, rimasero fedeli alla religione monoteistica portata dal santo Mosč, e si rifiutarono di adorare il Vitello. Non riuscirono perņ a dissuadere gli altri giudei, che tentarono anche di uccidere il santo Aronne. Mosč, al ritorno dal Monte Sinai, venuto a conoscenza di quello che era accaduto, s’arrabbio fortemente e li biasimņ duramente. I deviati, accortisi della gravitą del peccato che avevano commesso, decisero di pentirsi, e, a tal proposito, Mosč, da parte del Signore Eccelso, propose loro il grande pentimento, del quale parlano i successivi versetti.
Nei versetti successivi, il Signore Eccelso dice: “Dopodiché vi perdonammo nella speranza che [Ci] ringraziaste. E di quando demmo a Mosč il Libro e il Furgąn [ciņ che distingue il vero dal falso] nella speranza che trovaste la retta via. E quando Mosč disse al suo popolo: “O popolo mio, avete fatto torto a voi stessi prendendovi [come divinitą] il vitello. Pentitevi allora e uccidetevi: ciņ č meglio per voi presso il vostro Creatore”. Allah vi ha quindi perdonati: in veritą, Egli č il Clementissimo, il Benevolo”
Bisogna sapere che quando il sacro Corano dice “…uccidetevi…”, vuole dire che i buoni credenti che si erano astenuti dall’adorare il Vitello d’Oro, avevano il dovere d’uccidere i giudei che avevano abbandonato la retta via per adorare il suddetto idolo.
Č infine bene meditare attentamente sulla frase “…avete fatto torto a voi stessi…”. L’Islam considera ogni peccato commesso dall’individuo, come un torto che egli fa a se stesso, in quanto l’effetto che ha il peccato sul peccatore č di disonorarlo dinanzi a Dio e alle Sue creature, e di allontanarlo dalla Sua grazia.