Riguardo all’eccellenza di questa sura esistono molte importanti tradizioni nelle fonti islamiche. Tabarsí nella sua opera Majma´u-l-bayàn narra la seguente tradizione del sommo Profeta: “Fu chiesto al Profeta: ‘Qual è la migliore sura del Corano?’. Egli rispose: ‘La Sura del Bovino’. Fu chiesto ancora: ‘Qual è il migliore versetto della Sura del Bovino?’. Rispose: ‘L’Ayatu-l-kursiyy [versetto 255]’”[1]
L’eccellenza di questa sura sembra essere dovuta alla sua universalità, mentre la superiorità dell’Ayatu-l-kursiyy è dovuta al suo singolare contenuto monoteistico, del quale, a Dio piacendo, parleremo piú avanti.
Bisogna fare attenzione che la superiorità di questa sura è relativa e riguarda un determinato aspetto. Altre sure del sacro Corano eccellono infatti sotto altri aspetti.
Il santo imam Alí Bin Al-husain (A) narrò la seguente tradizione del sommo profeta Muhammad (S): “Chiunque reciti quattro versetti dall’inizio della Sura del Bovino, l’Ayatu-l-kursiyy, due versetti dopo di essa [l’Ayatu-l-kursiyy] e tre versetti della fine di questa sura, non vedrà mai in se stesso, nella sua famiglia e nei propri beni ciò che detesta, non sarà avvicinato da Satana e non dimenticherà il Corano”[2]
Abu Bin Ka´b narra la seguente tradizione del sommo Profeta: “Chiunque reciti questa sura, riceverà infinita benedizione e grazia da Dio, avrà la ricompensa di chi, per un intero anno, combatte senza alcuna paura sul sentiero di Dio”. Dopodiché il santo Profeta aggiunse: “I musulmani devono recitare questa sura, devono conoscerla e metterla in pratica, affinché possano godere della grazia divina in questo mondo e nell’aldilà”[3]
In una tradizione dell’imam Sàdiq (A) leggiamo: “Chiunque reciti la Sura del Bovino e la Sura della Famiglia di Imràn, nel Giorno del Giudizio queste due sure, al pari di due nuvole, faranno ombra sopra di lui [lo proteggeranno dal fuoco dell’Inferno]”[4]
È qui necessario ricordare che i meriti e le ricompense che vengono promessi per la recitazione del Corano, delle sure e di alcuni particolari versetti, non riguardano la mera ripetizione delle parole riportate nel sacro Corano, ma spettano solo alla persona che recita i versetti del Verbo Divino per comprenderne il significato, meditare su di essi e metterli in pratica.
In effetti, ogni ricompensa promessa per la recitazione di una sura o un versetto, è adeguata al contenuto di quella sura o al significato di quel versetto. Ad esempio, riguardo alla ricompensa che merita la persona che legge la Sura della Luce, leggiamo che chiunque dimostri assiduità nel leggere questa sura, sarà protetto, assieme ai suoi figli, dalla dissolutezza e dall’adulterio. In effetti, la Sura della Luce contiene importanti prescrizioni riguardo la lotta contro le deviazioni sessuali e la dissolutezza: l’obbligo di affrettare il matrimonio per le persone non sposate, il precetto dell’hijàb, il divieto degli sguardi lascivi, l’illiceità di accusare ingiustamente di adulterio la gente, e la pena da infliggere agli adulteri.
È ovvio che se la gente ubbidisse ai precetti esposti in questa sura, nessuno commetterebbe mai peccato carnale. Se gli uomini mettessero in pratica gli insegnamenti dei summenzionati versetti della Sura del Bovino – che parlano tutti del monoteismo, della fede nell’occulto, della conoscenza di Dio e del resistere alle tentazioni di Satana – sicuramente riuscirebbero a purificare la propria fede, il proprio pensiero e la propria condotta.
Leggere il sacro Corano è, in ogni caso, un’azione meritoria, ma il vero merito e i positivi effetti di questa lettura si hanno quando essa diventa una premessa alla meditazione e alla pratica.