Dio ha dettato una serie di norme che, se rispettate, assicurano la beatitudine in questo mondo e nell’Aldilà.
Le norme della legislazione islamica sono moltissime; le piú importanti di esse riguardano i cosiddetti Rami della Religione: la preghiera, il digiuno, la zakàh (decima islamica), la khums, il pellegrinaggio, la jihàd, l’ordinare il bene e il vietare il male.
Daremo ora una breve spiegazione riguardo ad alcune delle norme della legislazione islamica.
Dio ha ispirato tutte le leggi e le norme al nobile profeta Muhammad (B), il quale le ha integralmente comunicate alla gente e le ha lasciate in custodia agli infallibili Imam; essi a loro volta, nella misura in cui hanno potuto, le hanno diffuse e comunicate alla gente, la quale, generazione dopo generazione, le ha tramandate sotto forma di hadith. Questi hadith sono oggi fedelmente registrati e conservati nelle autentiche raccolte di hadith.
Oggi noi non abbiamo purtroppo modo di ricevere le norme della legislazione islamica direttamente dal dodicesimo Imam; siamo perciò costretti a rivolgerci al Corano e agli hadith del Profeta e degli Imam e dedurre da essi i nostri compiti e doveri.
Comprendere gli hadith e i versetti del Corano, distinguere un hadith autentico da uno falso ed eseguire le altre analisi necessarie alla deduzione delle norme della legislazione dagli hadith e dal Corano, è un’opera assai difficile, che richiede anni e anni di studio e duro lavoro.
Le persone che hanno perfetta conoscenza delle materie necessarie alla deduzione delle norme della legislazione islamica e che sono in grado di comprendere gli hadith ed interpretare i versetti del Corano sono gli specialisti ai quali si rivolgono le persone non specializzate in questo campo per conoscere i loro compiti e doveri religiosi. Tali persone sono solitamente chiamate “mujtahid”.
Bisogna però fare attenzione che non ci si può rivolgere a un mujtahid qualsiasi, bensí bisogna seguire le istruzioni di un mujtahid: maschio, adulto, capace d’intendere e volere, sciita duodecimano, figlio legittimo, vivo, equo, non bramoso delle cose del mondo e piú abile di tutti i mujtahid della propria epoca nel dedurre le norme divine dalle relative fonti.