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La purità del corpo

È necessario evitare le cose dannose
La sacra religione islamica, attraverso una serie di norme pratiche, ha indicato chiaramente all’uomo che cosa deve fare se vuole mantenere sano il proprio corpo. Alcune di queste norme (che qui non è possibile menzionare in modo dettagliato) vietano all’uomo le cose dannose, quali bere sangue, mangiare la carne degli animali morti senza essere macellati secondo il rito islamico, mangiare la carne di certi animali, consumare cibi velenosi, bere alcolici, ingerire acque impure, mangiare all’eccesso e recare qualsiasi danno al corpo.

Il mantenimento della pulizia
La pulizia è uno dei piú importanti princípi dell’igiene. È per questo motivo che la sacra religione islamica ha dato a essa una grande importanza. Si può dire che tra tutte le religioni l’Islam è quella che ha dato maggiore importanza a tale argomento.
Il sommo Profeta ha detto: “La pulizia è parte della fede”. Questa frase è il piú grande elogio della pulizia.
Riguardo alla lavanda dell’intero corpo ci sono giunte numerose raccomandazioni dai nobili Imam. Il settimo Imam, a tal proposito, dice: “Fare un bagno un giorno sí e un giorno no, rende il corpo carnoso e robusto”.
Dice poi l’imam Alí: “Il bagno è un amato locale, in quanto in esso è possibile eliminare le impurità del corpo”.
L’Islam oltre a prescrivere in forma generale l’igiene lo fa anche in modo particolare, raccomandando ad esempio di tagliarsi le unghie delle mani e dei piedi, depilare i peli superflui del corpo, lavarsi le mani prima e dopo i pasti, pettinarsi i capelli, risciacquarsi la bocca, aspirare acqua col naso, pulire la casa, mantenere pulito davanti alla propria casa, vigilare la pulizia delle strade, pulire sotto gli alberi eccetera eccetera.
L’Islam ha prescritto degli atti di adorazione che devono essere eseguiti in istato di costante purità. Ad esempio, per le preghiere quotidiane è necessario purificare il corpo e i vestiti dalle impurità, eseguire l’abluzione [il wudú] un certo numero di volte al giorno ed effettuare, quando è necessario, la lavanda1 [il gusl]. Ora, considerando il fatto che la superficie della cute da lavare durante l’abluzione o la lavanda deve essere completamente raggiunta dall’acqua e, di conseguenza, non ricoperta da grasso e da sporcizia, si capisce come la pulizia del corpo sia stata, in questi casi, implicitamente richiesta dall’Islam.

La pulizia degli abiti
La benedetta Sura Almuddassir è una delle sure rivelate al sommo Profeta all’inizio della sua missione. Nel quarto versetto di questa sura Dio impartisce al Suo inviato questo ordine: “Purifica le tue vesti”2.
La purità degli abiti, nel particolare significato che assume nella giurisprudenza islamica, è necessaria durante la preghiera. È tuttavia meritorio mantenerli puliti dalle impurità e dalle sporcizie in qualsiasi stato. Il Profeta e ciascuno degli infallibili Imam hanno lasciato qualche raccomandazione in proposito.
Il sommo Profeta disse: “Bisogna curare la pulizia degli abiti che si indossano”.
Alí, il Principe dei Credenti, disse: “Lavare gli abiti elimina l’angoscia e la tristezza e fa sí che la preghiera venga accettata da Dio”.
Si tramanda che l’imam Assàdig e l’imam Alkàdim abbiano detto: “Avere dieci o venti camice, portarle e cambiarle non è uno spreco”.
Oltre alla pulizia del corpo e degli indumenti, il Musulmano deve anche vestire in modo elegante e presentarsi alla gente sotto le migliori apparenze. Il nobile Alí disse: “Indossa abiti pregiati e cura la tua immagine, ché Dio è bello e ama la bellezza; bisogna però in ogni caso rimanere nel lecito”. Proseguí poi recitando il seguente versetto coranico: “Di’: ‘Chi ha proibito gli ornamenti che Dio ha creato per i Suoi servi?’”3.

Sciacquare la bocca e spazzolare i denti
Quando si mangia, piccole parti di cibo si infiltrano tra i denti o si fissano sulla lingua e all’interno del cavo orale. In conseguenza di ciò la bocca diviene contaminata e assume un cattivo odore. Talvolta succede perfino che a causa di certe fermentazioni, di determinate reazioni chimiche che avvengono nei piccoli residui di cibo, vengano a prodursi sostanze tossiche che mescolandosi col cibo si introducono nello stomaco. Inoltre, il respiro di una persona il cui cavo orale presenta simili problemi vizia l’aria e, in tal modo, disturba le persone che gli si trovano vicino.
È per questo che la sacra legislazione islamica ha prescritto che ogni giorno (soprattutto prima delle abluzioni) i Musulmani si spazzolino i denti, si sciacquino la bocca con dell’acqua pulita e la puliscano da ogni genere di sporcizia. A tal proposito il sommo Profeta disse: “Se ciò non fosse stato un onere eccessivo per la mia comunità avrei fatto dello spazzolarsi i denti un obbligo”.
Disse altresí: “[L’arcangelo] Gabriele raccomandava sempre di spazzolarsi i denti; pensai persino che questo atto sarebbe divenuto obbligatorio”.

Il risciacquo delle fosse nasali
L’atmosfera dei luoghi nei quali risiede l’uomo è per lo piú polverosa e malsana ed è ovvio che respirare in una tale atmosfera danneggia l’apparato respiratorio. Per prevenire questa possibilità Dio, il Misericordioso, ha fatto crescere dei peli all’interno del naso che impediscono alla polvere di raggiungere i polmoni. Succede, comunque, che il pulviscolo, accumulatosi nel naso, impedisca a questi peli di funzionare come dovrebbero.
È per questa ragione che la sacra legislazione islamica ordina ai Musulmani di risciacquare le fosse nasali diverse volte al giorno (prima delle abluzioni) preservando in tal modo la buona salute del proprio apparato respiratorio.

1Lo stato di purità restituito dalla lavanda è richiesto anche durante il digiuno.

2Corano LXXIV: 4.

3Corano VII: 32.