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Introduzione

L’essere umano, qualunque metodo segua, qualsiasi sentiero percorra, in realtà non desidera che la propria felicità, il proprio successo. Dal momento che la conoscenza della felicità e della beatitudine di una creatura è subordinata alla conoscenza della creatura stessa, deduciamo che per conoscere la propria felicità è necessario prima conoscere sé stessi. Fino a quando non conosceremo noi stessi, non potremo conoscere i nostri reali bisogni, nella soddisfazione dei quali risiede la nostra la nostra beatitudine.
La conoscenza di sé è dunque il dovere piú impellente dell’uomo; solo conoscendo sé stesso egli comprenderà in che cosa consiste realmente la propria beatitudine, la propria felicità e potrà cosí, servendosi dei mezzi che ha a disposizione, soddisfare le sue reali esigenze ed evitare di sprecare la propria vita, bene prezioso e irripetibile.
Il sommo Profeta dice: “Colui che conosce sé stesso ha conosciuto il suo Signore”.
Alí, il Principe dei Credenti, dice: “Colui che conosce sé stesso giunge al piú alto grado di conoscenza”.
Dopo aver conosciuto sé stesso, l’uomo si accorge che il suo piú grande dovere consiste nel rispettare profondamente e non offendere la luminosa essenza della propria umanità e nello sforzarsi di curare la propria purità interiore e pulizia esteriore. In tal modo egli potrà avere una soave e piacevole vita eterna.
L’imam Alí dice: “Chi rispetta sé stesso giudica le passioni come cose vili e insignificanti”.
L’essere umano è composto dallo spirito e dal corpo. Avere cura e vigilare sulla buona salute di entrambi è parte integrante dei suoi doveri. Ogni Musulmano è tenuto a osservare le norme che l’Islam ha fissato riguardo alla purità dello spirito e del corpo.