Indice Generale>L'Etica>Il dovere dell'uomo verso Dio>L’ubbidienza a Dio
Dopo la conoscenza di Dio, il nostro secondo dovere consiste nel prestarGli
ubbidienza.
Conoscendo il Signore Onnipotente, prendiamo infatti coscienza del fatto che
la beatitudine, che costituisce l’unico nostro obiettivo, risiede nell’applicazione
del programma di vita che Dio, il Misericordioso, ci ha comunicato attraverso
i Suoi inviati. L’ubbidienza agli ordini divini costituisce dunque il
fondamentale dovere dell’uomo, nei confronti del quale tutti gli altri
appaiono secondari.
Dice Dio l’Altissimo: “Il tuo Signore ha decretato che
non adoriate che Lui”1.
Dice altresí: “O figli di Adamo, non vi avevo forse ordinato
di non ubbidire a Satana, vostro palese nemico, e di ubbidire solamente a Me,
in quanto questo è il retto sentiero”2.
È quindi nostro dovere riconoscere la nostra umile condizione di creature,
la nostra totale dipendenza da Dio, tenere continuamente in considerazione l’infinita
magnificenza e l’assoluta maestà del Signore Altissimo e, ricordando
sempre che Egli, con la Sua assoluta onniscienza, ci circonda costantemente,
ubbidire ai Suoi ordini.
Dobbiamo altresí adorare unicamente Dio, l’Eccelso, e, come ordinatoci
da Lui, non obbedire che al nobile Profeta e agli Imam: “Obbedite
a Dio, al Profeta e a coloro tra di voi che detengono l’autorità [gli
Imam]”3.
Naturalmente l’ubbidienza a Dio, al Profeta e agli Imam comporta il totale
rispetto verso tutto ciò che concerne Dio. Dobbiamo ad esempio menzionare
il sacro nome di Dio, i nomi dei Profeti e quelli degli Imam con rispetto e
riverenza. Allo stesso modo, si debbono onorare il Libro di Dio (il nobile
Corano), la sacra Ka’bah, le moschee e i sacri mausolei dei Profeti e
degli Imam: “Colui che rispetta e riverisce i segni di Dio, manifesta
il suo timor di Dio interiore”4.
1Corano XVII: 23.
2Corano XXXVI: 60 e 61.
3Corano IV: 59.
4Corano XXII: 32.