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La cognizione di Dio

Il dovere che abbiamo nei confronti di Dio l’Altissimo è il piú importante dei nostri doveri e dev’essere perciò compiuto con impegno, serietà, devozione e retta intenzione.
Il primo dovere dell’uomo è conoscere il suo creatore, in quanto nello stesso modo in cui l’esistenza di Dio l’Altissimo è l’origine dell’esistenza di ogni Sua creatura, è la causa di ogni fenomeno, la conoscenza della Sua pura e perfetta esistenza è la luce di ogni cuore alla ricerca della verità. Al contrario, la noncuranza di questa innegabile verità è l’origine di ogni sorta di ignoranza, inconsideratezza e di oblio dei propri doveri. Colui che si disinteressa della conoscenza del sommo Vero e annienta in tal modo la chiara luce della propria coscienza, non potrà in alcun modo conseguire la reale beatitudine umana.
Constatiamo che coloro che non amano conoscere Dio e non danno alcuna importanza a questa verità nella loro vita, non hanno un minimo di spiritualità umana e non conoscono altra logica all’infuori di quella degli erbivori e delle belve: “Stai lontano da coloro che non amano ricordare Dio e che non desiderano che la vita di questo mondo. Questo è il limite d’ogni loro conoscenza”1.
Si deve rammentare che per l’uomo, che è realista ed è dotato dell’innata capacità di argomentare, la conoscenza di Dio è un fatto inevitabile. L’innata intelligenza umana è infatti in grado di scorgere ovunque i segni rivelatori dell’esistenza, della sapienza e della potenza del Signore dell’Universo. Perciò quando si parla di “conoscenza di Dio” non si intende affermare che l’uomo deve creare in sé tale cognizione, si vuole bensí dire che egli non deve rimanere indifferente di fronte a essa, deve esaudire la propria coscienza che lo invita costantemente a Dio e deve, approfondendola, eliminare dal suo cuore ogni dubbio ed esitazione inerente a essa.

1Corano LIII: 29 e 30.