Indice Generale>I Principi>L'Imamato>Il dodicesimo Imam
Il dispotico governo del Califfo, all’epoca dell’imam Al’askarí,
aveva deciso di eliminare con qualsiasi mezzo possibile il successore di questo
nobile imam e porre in tal modo fine all’imamato e, di conseguenza, alla
dottrina sciita. L’undicesimo imam venne perciò messo sotto sorveglianza
anche sotto questo aspetto. Fu questo il motivo per il quale si mantenne il
silenzio sulla nascita del dodicesimo Imam.
Sino all’età di sei anni venne tenuto nascosto e solamente un limitato
numero di Sciiti poteva vederlo. Dopo il martirio del suo nobile padre entro,
per ordine di Dio, in uno stato di occultamento, chiamato Occultamento Minore,
che duro alcuni anni. Rispondeva alle domande degli Sciiti e risolveva i loro
problemi tramite quattro vicari, personalmente nominati da lui, che uno dopo
l’altro ebbero l’onore di sostituirlo.
A questo primo occultamento ne seguí un altro, chiamato Occultamento
Maggiore; esso dura ormai da circa quattordici secoli. Egli permarrà
in questo stato fino a quando, per ordine divino, non riapparirà per
colmare la terra di giustizia ed equità, dopo che si sarà riempita
di violenza e oppressione.
Sono state tramandate numerose tradizioni (risalenti al sommo Profeta e ai nobili
Imam) a proposito di questo santo imam, del suo occultamento e della sua futura
manifestazione. Simili tradizioni sono state tramandate sia dai Sunniti che
dagli Sciiti.
Un gran numero di eminenti sciiti, quando ancora l’undicesimo imam era
in vita, lo incontrarono e, dal suo nobile padre, appresero che sarebbe diventato
imam dopo di lui. Del resto l’umanità non può assolutamente
rimanere senza la religione di Dio e un imam che la difenda e la custodisca
(lo abbiamo visto sia nel capitolo dedicato alla profezia che all’inizio
del presente capitolo).