Indice Generale>I Principi>L'Imamato>L’imam Albàghir
Durante l’imamato dell’imam Muhammad Albàghir si erano create
delle condizioni favorevoli per la divulgazione delle scienze islamiche.
Per effetto delle pressioni esercitate dagli Ommaidi, le tradizioni relative
alla giurisprudenza dell’Ahlulbait erano andate perdute. Delle tradizioni
del sommo Profeta, che erano state tramandate dai suoi compagni, non ne erano
rimaste che cinquecento, mentre, per poter esporre i precetti dell’Islam
ne occorrono migliaia. Insomma, se è vero che per effetto della tragedia
di Karbalà e dei trentacinque anni di serio lavoro dell’imam Assajjàd
si era creata una numerosa comunità sciita, è altresí vero
che tale comunità aveva scarse conoscenze rispetto al diritto islamico.
Il regno degli Ommaidi, a causa dei loro contrasti interni, del loro stravizio
e dell’incapacità dei loro uomini di governo di dirigere la società,
andava sempre piú indebolendosi e i segni della sua decadenza si facevano
sempre piú evidenti. Il quinto Imam sfruttò questa occasione e
si dedicò a diffondere le scienze dell’Ahlulbait e la giurisprudenza
islamica, donando in tal modo alla società numerosi sapienti.