Indice Generale>I Principi>L'Imamato>Causa principale del contrasto tra gli Imam e i governi della loro epoca
I diversi governi che nel mondo islamico presero uno dopo l'altro il posto
di quello del sommo Profeta e assunsero tutti il nome di "governo islamico",
erano tutti in fondamentale contrasto con i membri dell'Ahlulbait. Tale contrasto
traeva origine da un inestinguibile causa che ci proponiamo ora di analizzare.
Il sommo Profeta aveva fatto ai Musulmani delle raccomandazioni riguardo alla
sua nobile figlia e agli Imam e li aveva informati delle loro virtú e
delle loro doti (le piú importanti delle quali consistevano nella perfetta
conoscenza del Corano e dei precetti divini); di conseguenza, era necessario
che ciascuno degli elementi della comunità islamica li rispettasse e
li riverisse. Quest'ultima però non diede a tali raccomandazioni, a tali
parole del Profeta l'importanza che meritavano.
L'Inviato di Dio nel giorno in cui rese pubblica la propria missione invitò
i suoi parenti all'Islam e presentò loro Alí in qualità
di suo successore, cosa che fece in diverse altre occasioni anche negli ultimi
giorni della sua vita (tra le quali ricordiamo quella famosa di Gadír
Khum). I Musulmani però, dopo la morte del santo Profeta, scelsero altri
successori, privando cosí gli Imam del loro legittimo diritto alla successione.
Avvenne cosí che i regimi al potere considerassero sempre i membri dell'Ahlubait
del Profeta come pericolosi rivali, temendoli e impiegando tutti i mezzi possibili
per eliminarli.
Tuttavia, ciò che li opponeva fondamentalmente ai regimi che usurpavano
il loro legittimo potere era un altro fattore (il problema della successione
era un aspetto secondario di questo fondamentale fattore): i membri dell'Ahlubait
del Profeta consideravano il rispetto della condotta e del metodo di vita dell'Inviato
di Dio un dovere per il popolo islamico e ritenevano i governi in carica responsabili
della custodia e dell'esecuzione dei celesti precetti dell'Islam, mentre i governi
islamici che vennero al potere dopo la morte del Profeta, come dimostra il loro
comportamento, non ci tenevano molto a eseguire integralmente i precetti islamici
e a seguire e adottare l'esemplare condotta del sommo Profeta.
Dio l'Altissimo in diversi versetti del Corano vieta al nobile Profeta e alla
comunità islamica di modificare e cambiare i precetti divini, mettendoli
persino in guardia dal dimostrare la minima propensione per tutto ciò
che è contrario alle norme e alle leggi religiose. Il sommo Profeta,
basandosi su queste stesse leggi, aveva adottato una condotta tale che nell'eseguire
i comandamenti divini non si faceva influenzare dalle diverse persone, dai diversi
luoghi e dai differenti periodi: li eseguiva precisamente come Dio li aveva
rivelati.
L'osservanza dei precetti divini era un dovere per tutti, anche per lo stesso
Profeta. La legislazione religiosa doveva essere eseguita, senza eccezioni,
nei confronti di chiunque e valeva in ogni caso e in ogni luogo.
Era grazie a tale parità e giustizia che il Profeta era riuscito a eliminare
tra la gente qualsiasi discriminazione. Egli stesso, che, per ordine divino,
era il capo assoluto della comunità e doveva essere ubbidito incondizionatamente,
non aveva il benché minimo privilegio rispetto al resto della gente,
sia nella sua vita pubblica sia in quella privata.
Viveva e governava in modo molto semplice, senza pompa né fasto. Non
si vantava mai della propria eccellenza e della propria posizione e non faceva
mai mostra del suo potere e della sua grandezza. Si comportava insomma in modo
tale che fosse impossibile distinguerlo dal resto della gente.
Durante il suo governo nessuna delle differenti categorie sociali cercava, servendosi
della propria posizione, di prevalere sulle altre: le donne e gli uomini, i
nobili e i vili, i ricchi e i poveri, i potenti e i deboli, i cittadini e i
paesani, gli schiavi e i liberi, i neri e i bianchi erano tutti su uno stesso
piano e nessuno era gravato in misura superiore ai propri doveri religiosi.
La gente era libera dal doversi chinare dinanzi ai potenti della società
ed era al sicuro dalla prepotenza degli oppressori.
Con un minimo di attenzione comprendiamo (soprattutto considerando le esperienze
che abbiamo fatto da dopo la morte del Profeta fino ai nostri giorni) che il
sommo Profeta, con la sua retta e perfetta condotta, non mirava che a eseguire
in modo equanime tra la gente i celesti precetti islamici e a preservare le
leggi islamiche dalle modificazioni e dalle falsificazioni.
I governi islamici che vennero dopo il Profeta, non conformarono però
il loro metodo a quello di questo nobile messaggero di Dio, scelsero bensí
un metodo completamente diverso dal suo. Di conseguenza, accadde che:
1) la società islamica, si divise nettamente in due classi, una potentissima
e l'altra assai debole; i beni, la vita e l'onore di una parte della società
divennero in tal modo preda delle passioni e della concupiscenza di un altro
gruppo di persone.
2) I governi in carica modificarono gradualmente le leggi islamiche e, prendendo
a pretesto ora i bisogni della società islamica, ora le necessità
di difesa della posizione dello stato e della politica del governo, si astenerono
dall'agire in base ad esse. Questa inosservanza raggiunse proporzioni tali che
le persone che avevano il dovere di dirigere e mandare avanti gli enti che componevano
lo stato islamico non sentivano piú il benché minimo senso di
responsabilità riguardo all'osservanza e all'esecuzione delle leggi islamiche.
Si capisce qual è la fine che fanno di solito le leggi e le norme pubbliche
quando non esiste un adeguato preposto alla loro esecuzione.
Da quanto è stato finora detto, abbiamo compreso che i regimi contemporanei
dell'Ahlubait del Profeta, adattandosi alle circostanze, modificarono i precetti
dell'Islam e per questo motivo la loro condotta fu completamente diversa da
quella del sommo Profeta, mentre i membri dell'Ahlubait del Messaggero di Dio,
conformemente al comandamento coranico, consideravano costantemente necessario
il rispetto delle norme dettate dall'esemplare condotta del Profeta.
Fu a causa di questa fondamentale divergenza che i potenti regimi dell'epoca
fecero tutto quello che poterono per danneggiare i nobili componenti dell'Ahlubait
del Profeta, usarono ogni mezzo possibile pur di riuscire a spegnere la loro
luce.
Essi a loro volta, nonostante gli innumerevoli problemi che avevano costantemente
di fronte e gli ostinati e nefasti nemici che li contrastavano, conformemente
a quanto era stato loro ordinato da Dio, si impegnarono nell'opera di invito
della gente verso le verità religiose, sforzandosi di divulgarle; non
trascurarono poi di educare le persone probe.
Per convincersene basta consultare la storia e considerare il grande numero
di Sciiti esistenti all'epoca del califfato di Alí, Principe dei Credenti.
Questa folta popolazione si era formata nei venticinque anni del ritiro di questo
nobile imam. Allo stesso modo, l'enorme quantità di Sciiti esistenti
all'epoca dell'imam Albàghir era stata in precedenza formata e educata
segretamente [nelle piú difficili condizioni] dall'imam Assajjàd.
Le centinaia di migliaia di Sciiti, amici dell'Ahlulbait e devoti seguaci dell'imam
Arridà, trassero vantaggio dalle verità divulgate (persino dagli
oscuri angoli delle prigioni) dal nobile imam Músa figlio dell'imam Ja'far
Assàdig.
Insomma, fu per effetto di un'assidua opera d'insegnamento e educazione attuata
dall'Ahlulbait del Profeta che la comunità sciita (che il giorno della
morte del sommo Messaggero di Dio era composta da un esiguo numero di persone)
raggiunse, verso la fine dell'epoca degli Imam, dimensioni impressionanti.
Come abbiamo visto, i membri dell'Ahlubait del Profeta hanno passato il periodo
della loro vita in condizione d'oppressione e di prigionia. Essi hanno eseguito
i compiti affidatigli da Dio facendo taghíyyah e in condizioni assai
difficili. Solamente quattro di loro, per un brevissimo periodo, hanno potuto
vivere e operare liberamente, senza aver bisogno di fare taghíyyah.
Affinché quanto abbiamo detto riguardo ai componenti dell'Ahlubait del
Profeta appaia piú chiaro, nei prossimi paragrafi daremo una breve illustrazione
della loro biografia.