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Gli attributi del profeta

Da quanto precede risulta che è necessario che il Signore Onnipotente istruisca alcuni dei Suoi servi sui princípi e le leggi che garantiscono la beatitudine umana e li invii agli uomini come Suoi messaggeri.
L'uomo incaricato di trasmettere i messaggi divini è chiamato "profeta" o "inviato di Dio" e l'insieme dei messaggi divini trasmessi da esso agli uomini prende il nome di "religione".
Da quanto è stato detto in precedenza è inoltre facile dedurre che il profeta deve:

  1. Essere immune dall'errore nell'esecuzione della propria missione, affinché possa trasmettere agli uomini la rivelazione, senza il minimo errore. In caso contrario, la guida divina risulterebbe inefficace e la "Legge della Guida Universale", implicitamente citata in precedenza, perderebbe la sua generalità, il che, in base a quanto è stato in precedenza detto, è assurdo. A tal proposito, il Corano dice: "Il Conoscitore dell'Occulto non lo manifesta ad alcuno, salvo che a colui che sceglie come messaggero. Egli lo fa sorvegliare affinché i messaggi divini vengano trasmessi alla gente senza il minimo errore, cosí come gli sono stati rivelati"1.
  2. Essere immune dal peccato, in quanto la minima trasgressione annullerebbe la sua credibilità e renderebbe di conseguenza inefficace la sua missione. La gente non dà infatti alcun valore alle parole dell'individuo i cui atti contraddicono le sue parole; la sua cattiva condotta viene persino presa come evidente prova della sua falsità. Si può riassumere quanto è stato detto finora riguardo agli attributi del profeta dicendo che affinché la trasmissione dei messaggi divini avvenga in modo corretto e risulti efficace è necessario che il profeta sia immune dall'errore e dal peccato.
  3. Possedere tutte le virtú morali, come il pudore, il coraggio, la giustizia, eccetera eccetera. Infatti, chi è immune da ogni sorta di peccato e osserva integralmente la religione di Dio non può avere alcun vizio.

1Corano LXXII: 26, 27 e 28.