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Introduzione

Dio l'Altissimo con il Suo infinito potere, in assoluta autosufficienza, ha creato l'universo e lo ha colmato di innumerevoli benefici.
Tutte le creature, dal primo giorno della loro comparsa, vengono da Dio sostenute, guidate verso un ben determinato obiettivo e godono costantemente dei suoi benefici. Ci è sufficiente considerare le diverse fasi della nostra vita (dall'allattamento alla vecchiaia, passando per l'infanzia e la gioventú) per comprendere l'infinita cura e l'illimitata misericordia che il Signore ha riversato su di noi.
La persona dotata di sano intelletto, meditando su tale questione, comprenderà che Dio è piú misericordioso di qualsiasi altro essere nei confronti di ciascuna delle Sue creature. È per effetto di questa Sua immensa misericordia che Egli vuole costantemente il bene delle Sue creature e mai desidera il loro danno, la loro rovina.
L'uomo è una delle creature di Dio; noi sappiamo che se aspira alla felicità e alla beatitudine deve essere realista e retto. In altre parole, se l'uomo aspira alla felicità deve avere una fede fondata su saldi e corretti principi, un carattere integro e una buona condotta. Ci chiediamo però a questo punto come può l'uomo raggiungere una tale condizione?
È possibile che qualcuno arrivi alla conclusione che l'uomo tramite il proprio intelletto può distinguere il bene dal male, il vero dal falso e in tal modo raggiungere tale obbiettivo. Bisogna però sapere che l'intelletto da solo non ha il potere di fare ciò, non è in grado di guidare l'uomo al realismo e alla rettitudine. Tutti i vizi e le cattive azioni che tormentano ogni giorno le diverse società umane riguardano infatti uomini dotati di intelletto; esso per effetto di egoismo, avidità e passionalità rimane sopraffatto dai sentimenti, diventa succube delle passioni e di conseguenza essi si traviano, escono dal retto sentiero.
Si conclude quindi che è necessario che Dio l'Altissimo ci guidi verso la beatitudine, ci inviti alla salvezza con un mezzo che, a differenza dell'intelletto, non possa essere soggiogato dalle passioni e sia infallibile nella propria funzione di guida delle genti sul retto sentiero. Si dimostra che questo mezzo non può essere altro che la "missione profetica".