Indice Generale>I Principi>L'esistenza, l'unicità e gli attributi di Dio>Effetti che hanno questo tipo di ricerche sulla vita dell’uomo
Se l’uomo riesce a trovare la giusta risposta agli interrogativi (che
si pone a causa del suo innato istinto di ricerca della verità) inerenti
all’esistenza di un creatore per l’universo e per il suo strabiliante
ordine, se riesce a dimostrare l’esistenza dell’imperitura causa
dell’esistenza dell’universo e del suo stupefacente ordine, ha in
realtà collegato ogni cosa all’invincibile volontà (basata
su un infinito potere e un illimitato sapere) di tale causa.
In conseguenza di ciò, una sorta di conforto, di speranza invade l’intero
suo essere; di fronte alle difficoltà della vita, ai problemi che non
riesce in alcun modo a risolvere non cade mai in istato d’assoluta disperazione,
poiché sa che ogni causa (per quanto potente sia) è dominata da
Dio l’Altissimo e che ogni cosa soggiace alla Sua volontà.
Colui che è dotato di tale consapevolezza non si sottomette mai in modo
assoluto a nulla all’infuori di Dio; quando la sorte gli sorride, non
diventa superbo, non dimentica la sua reale condizione né quella del
mondo. Egli sa infatti che le cause esteriori [con le quali ha ogni giorno a
che fare] non sono indipendenti, bensí procedono secondo gli ordini che
ricevono da parte del Signore Eccelso. Un tale individuo comprende che non deve
prostrarsi se non dinanzi a Dio l’Altissimo e non deve sottomettersi in
modo incondizionato se non ai Suoi ordini.
Al contrario, chi non riesce a raggiungere una tale consapevolezza non potrà
mai avere la serenità, il realismo, l’elevato temperamento e l’innato
coraggio di chi invece è riuscito a raggiungerla.
È proprio questa inconsapevolezza che di giorno in giorno fa aumentare,
nelle nazioni in cui predomina la tendenza ad apprezzare e ricercare solo i
beni e i piaceri materiali, il numero dei suicidi. Coloro infatti che non considerano
che le cause e i mezzi materiali, alla minima difficoltà disperano di
riacquistare la propria felicità e [in molti casi] pongono fine alla
propria vita.
Di contro, coloro che sono pervenuti a una prospettiva divina del mondo, anche
quando si trovano in punto di morte, non si fanno prendere dalla disperazione
e trovano conforto e fiducia in Dio l’Onnipotente, l’Onnisciente.
Il nobile imam Husain, nelle ultime ore della sua vita, nelle quali veniva colpito
da ogni lato dalle spade nemiche, diceva: “La sola cosa che mi
rende facile [da sopportare] questa spiacevole disgrazia, è vedere che
Dio osserva costantemente le mie azioni”.
Il nobile Corano, a tal proposito, dice: “Coloro che considerano
Dio come il loro creatore, ammettono la Sua divinità e poi si attengono
a ciò, non saranno mai presi da timore e da tristezza”1.
In un altro versetto leggiamo poi: “[...essi sono] coloro che
hanno creduto e i cui cuori si placano al ricordo di Dio. Badate! I cuori si
placano soltanto col ricordo di Dio”2.
1Corano XLVI: 13.
2Corano XIII: 28.