Indice Generale>Introduzione>La religione e la società>Libertà e assetto sociale
Poiché l’essere umano compie tutte le proprie azioni con il proprio
arbitrio e la propria elezione, si sente libero di agire e immagina questa sua
libertà d’azione come assoluta, libera da vincoli e condizioni.
Egli aspira a una libertà totale, rifugge da ogni genere di limitazione
ed è perciò insofferente a ogni proibizione, ad ogni privazione
a lui rivolte. Quando gli viene imposta una limitazione egli prova dentro di
sé un particolare affanno, uno speciale senso di abbattimento. È
per questo che le norme che regolano la società, per quanto poche siano,
siccome limitano in certa misura l’essere umano, sono sempre contrarie
alla sua liberale indole.
L’uomo comprende tuttavia che qualora non accettasse, allo scopo di preservare
la società e l’ordine esistente in essa, di cedere, di fronte alle
leggi, parte della propria libertà, questa cadrebbe in un disordine tale
da annientare del tutto la sua libertà e la sua tranquillità.
Egli sarebbe in tal caso libero di violare i diritti altrui, ma non avrebbe
alcuna garanzia della difesa dei suoi. Perciò l’uomo, allo scopo
di preservare parte della propria libertà, rinuncia a parte di essa e
rispetta le norme che regolano la società.