Indice Generale>Introduzione>La religione e la società>L’assetto sociale: una necessità
Poiché esiste commistione tra i risultati delle singole attività
degli individui della società e siccome tutti vogliono giovarsi di tali
risultati, sorgono inevitabilmente determinati conflitti d’interesse.
È infatti chiaro che, di solito, gli interessi materiali sono l’origine
dei diversi tipi di discordie e distruggono l’amore e la cordialità
tra la gente.
Onde preservare l’affiatamento e l’amore tra gli individui della
società è necessario instaurare una serie di norme la cui osservanza
impedisca ogni possibile disordine e degenerazione anarchica. In effetti, senza
un assetto la società umana cadrebbe in uno stato di disordine tale da
non poter durare nemmeno per un giorno. È poi naturale che tali norme
differiscano secondo il livello di civiltà o di barbarie proprie a ogni
popolo, a ogni nazione, varino secondo i diversi livelli di cultura delle società
e delle loro diverse organizzazioni di governo. Ma ripetiamo che in nessun caso
la società può fare a meno di una serie di usi, di costumi e di
norme rispettate da almeno la maggioranza dei suoi membri. Mai è esistita
nella storia dell’umanità una società assolutamente priva
di usi, costumi e norme comuni.
Libertà e assetto sociale
Poiché l’essere umano compie tutte le proprie azioni con il proprio
arbitrio e la propria elezione, si sente libero di agire e immagina questa sua
libertà d’azione come assoluta, libera da vincoli e condizioni.
Egli aspira a una libertà totale, rifugge da ogni genere di limitazione
ed è perciò insofferente a ogni proibizione, ad ogni privazione
a lui rivolte. Quando gli viene imposta una limitazione egli prova dentro di
sé un particolare affanno, uno speciale senso di abbattimento. È
per questo che le norme che regolano la società, per quanto poche siano,
siccome limitano in certa misura l’essere umano, sono sempre contrarie
alla sua liberale indole.
L’uomo comprende tuttavia che qualora non accettasse, allo scopo di preservare
la società e l’ordine esistente in essa, di cedere, di fronte alle
leggi, parte della propria libertà, questa cadrebbe in un disordine tale
da annientare del tutto la sua libertà e la sua tranquillità.
Egli sarebbe in tal caso libero di violare i diritti altrui, ma non avrebbe
alcuna garanzia della difesa dei suoi. Perciò l’uomo, allo scopo
di preservare parte della propria libertà, rinuncia a parte di essa e
rispetta le norme che regolano la società.