Indice Generale>Introduzione>L'importanza della religione e i vantaggi offerti da essa>I vantaggi della religione
Da quanto sinora detto si è compreso che la religione esercita una
profonda influenza riformatrice sull’individuo e sulla società,
tanto che essa può essere tranquillamente considerata l’unica via
di salvezza dell’uomo, l’unico modo che egli ha a disposizione per
raggiungere la beatitudine.
In effetti, gli individui di una società non vincolata alla religione
perdono il proprio realismo, la propria attitudine a pensare e a ragionare,
vanificano i giorni della propria preziosa vita nello smarrimento, nella superficialità,
nell’incoscienza e ignorano ciò che dice il loro intelletto. Essi
si riducono insomma a vivere al pari di sciocchi animali e cadono inevitabilmente
nell’immoralità e nel vizio, perdendo del tutto quelle caratteristiche
proprie dell’essere umano. Gli individui di una tale società non
solo non raggiungeranno il loro finale grado di perfezione e l’eterna
beatitudine, ma subiranno anche, nella loro breve e fugace vita di questo mondo,
le nefaste conseguenze e gli spiacevoli effetti delle proprie turpi azioni;
alla fine vedranno le conseguenze della propria incoscienza, comprenderanno
in modo assai chiaro che l’unica via che porta alla beatitudine è
quella della religione, della fede in Dio e, alla fine, si pentiranno della
loro indegna condotta. Dio l’Altissimo nel Corano dice: “Chi
si tiene lontano dal male e dal peccato è salvo. Chi invece compie il
male e pecca non raggiungerà la salvezza [e brucerà nel fuoco
dell’Inferno]”.1
Sí, la beatitudine dell’uomo, la felicità dell’individuo
e della società, dipendono dal rispetto dei precetti religiosi e ciò
che conta è la sostanza dei fatti, la pratica, non le apparenze, le parole.
Chi si ritiene musulmano e attende con animo cupo, vile carattere e cattiva
condotta l’angelo della beatitudine è esattamente come il malato
che ignora la ricetta che ha preso dal medico e pretende pure di guarire. Certamente
con una tale mentalità non raggiungerà mai il suo scopo. A tal
proposito Dio l’Altissimo nel Corano dice: “Tra i Musulmani,
gli Ebrei, i Sabei2 e i Cristiani,
quelli che hanno realmente creduto in Dio e nel Giorno del Giudizio e che hanno
operato rettamente, avranno presso Dio una generosa ricompensa”.3
In conformità a questo versetto, taluni potrebbero ritenere che gli individui
che hanno creduto in Dio e nel Giorno del Giudizio e hanno agito rettamente
saranno salvi anche pur non avendo riconosciuto per tali tutti o parte dei Profeti.
È perciò necessario ricordare che i versetti 150 e 151 della “Sura
delle Donne” dichiarano miscredenti le persone che non riconoscono tutti
i Profeti o anche alcuni di essi: “Coloro che negano Dio e i Suoi
Profeti, intendono creare divisione tra Dio e i Suoi profeti, dicono: ‘Crediamo
in alcuni e neghiamo altri’ e intendono seguire una via intermedia, questi,
sono in verità i miscredenti [al pari dei Giudei che hanno negato Gesú
e Muhammad, e i Cristiani che hanno negato Muhammad]”.4
Perciò soltanto coloro che avranno creduto in tutti i Profeti e avranno
operato rettamente potranno trarre beneficio della propria fede.
1Corano XCI : 9 e 10.
2Gli Zoroastriani che si avvicinano alla religione degli Ebrei e che scelgono un credo risultante dalla commistione di quello zoroastriano e quello ebreo, vengono detti Sabei.
3Corano II: 62.
4Corano IV: 150 e 151.