Indice Generale>Introduzione>L'importanza della religione e i vantaggi offerti da essa>È forse necessario che l' uomo segua una religione?
Esiste forse qualche relazione di dipendenza tra la vita degli uomini e la
religione, la fede in Dio? Non può forse la società umana proseguire
la sua esistenza senza religione e fede in Dio? Non è forse vero che
è chiamato religioso chi afferma l'esistenza di una divinità per
l'universo ed esegue particolari pratiche al fine di soddisfare la sua volontà?
Qualcuno potrebbe pensare che se nella società i doveri di ogni individuo
sono precisamente determinati conformemente alle leggi inventate dall'uomo e
ognuno si sforza di compiere il proprio dovere, le leggi umane possono sostituire
quelle divine e la religione diviene cosí superflua. Esaminando un minimo
i precetti e le norme dell'Islam si giunge però alla conclusione opposta.
La religione islamica non si occupa infatti soltanto delle questioni inerenti
al culto, ma stabilisce anche per tutte le questioni individuali e sociali dell'uomo,
leggi e norme perfette. Certo, l'Islam analizza in modo strabiliante lo sterminato
mondo umano, disponendo per ogni azione (individuale o sociale che sia) dell'uomo
adeguate norme. Insomma, questa straordinaria religione con i suoi celesti precetti
garantisce, sotto ogni aspetto e nel massimo grado possibile, la beatitudine
e la felicità dell'umanità.
Ogni persona dotata di giustizia ammetterà quindi che le leggi create
dal limitato pensiero e dalle relativamente scarse conoscenze dell'uomo non
possono rivaleggiare con le norme e i precetti dell'Islam.
Dio l'Altissimo descrive nel generoso Corano la religione islamica nel modo
ora esposto; per convincersene si mediti sul contenuto dei seguenti versetti
coranici:
La religione alla quale tutti i profeti hanno invitato la gente consiste sostanzialmente nell'adorare Dio e nel sottomettersi ai suoi precetti. I sapienti delle religioni passate, nonostante fossero in grado di distinguere il vero dal falso, a causa del loro fanatismo e della loro ostilità, non si sottomisero alla verità, andando ciascuno per una via diversa; fu in tal modo che comparvero le diverse religioni. In realtà essi hanno rinnegato i segni di Dio ed Egli presto li punirà per le loro blasfeme azioni.
Tale versetto vuole esprimere che il musulmano è tenuto a rispettare tutti i patti stretti con Dio o con gli uomini e che non ha il diritto di violarli.
Tale versetto vuole affermare che il Musulmano, per il progresso della propria religione, deve discutere con gli altri conformemente al loro grado di comprensione e in modo che sia loro utile e se non riesce a ricondurre qualcuno sul retto sentiero con l'argomentazione logica, deve servirsi del “giadàl" [discussione dialettica], che è uno dei metodi per provare una tesi.
Questo versetto c'insegna che nella società islamica per rimuovere le controversie non v'è altro mezzo che il Corano e le parole del Profeta; ogni controversia deve essere risolta con l'ausilio di queste due fonti. Se poi a volte vediamo un vero Musulmano risolvere una controversia mediante l'uso dell'intelletto, dobbiamo sapere che egli lo fa perché il Corano ha accettato i giudizi del sano intelletto.
Poiché essere cortesi, benevoli e consultarsi reciprocamente sulle varie questioni sono cose che creano affetto e amore tra le persone, poiché gli individui di una comunità devono essere affezionati alla propria guida, affinché il Profeta possa influire sulle persone, Dio gli ordina di essere bonario e di consultarsi con loro. Tuttavia, siccome è possibile che la gente sbagli, il Signore gli ordina anche di essere, dopo aver consultato i suoi, autonomo nelle proprie decisioni e di rimettersi, in ogni cosa che fa, a Dio, poiché nessuno può contrastare la volontà divina. Dio l'Altissimo nello stesso modo nel quale ha presentato l'Islam presenta la religione giudaica e quella cristiana, i cui rispettivi libri ispirati sono la Torà e il Vangelo, che contengono precetti e norme di carattere sociale. Dice infatti nel Corano:
Da quanto è stato finora detto, diviene chiaro che, secondo il Corano, la religione è il metodo di vita dal quale l'uomo [se vuole raggiungere la sua reale beatitudine, la propria vera felicità] non può sfuggire; si è inoltre compreso che la differenza esistente tra la religione e la legislazione sociale è che la prima proviene da Dio l'Altissimo, mentre la seconda è frutto del pensiero umano. In altre parole, la religione collega la vita sociale della gente coll'adorazione di Dio, con la sottomissione a Dio, mentre nelle legislazioni sociali non viene data alcun'importanza a questa relazione.
1Corano III: 19.
2Corano III: 85.
3Corano II: 208.
4Corano XVI: 91.
5Corano XVI: 125.
6Corano VII: 204.
7Corano IV: 59.
8Corano III: 159.
9Corano V: 43.
10Corano V: 44.
11Corano V: 46.
12Corano V: 47.
13Corano V: 48.