Indice Generale>Introduzione>La Religione>I princìpi
Se ci rivolgiamo alla nostra ragione, se ci affidiamo alla nostra coscienza, comprendiamo che quest'universo non può essere venuto ad esistere da sé e che il suo meraviglioso ordine non può compiersi senza l'opera di un ordinatore. Sicuramente vi è un creatore che, mercé la propria illimitata potenza e infinita conoscenza, ha dato origine a quest'immenso e magnifico universo e lo ha messo in movimento con un preciso ordine e secondo leggi costanti e invariabili. Nulla è stato creato invano e nessun essere può sfuggire alle divine leggi che governano l'universo.
La ProfeziaÈ forse possibile credere che il Signore, con tutta la misericordia e la sollecitudine che ha verso le sue creature, possa abbandonare a se stesso l'uomo, capolavoro della creazione? È possibile pensare che il Signore possa abbandonare gli individui della società umana ai propri intelletti, che sono per lo piú in preda alle passioni e, perciò, traviati ed erranti? La risposta a queste domande è fin troppo chiara: egli per mezzo d'infallibili messaggeri ha inviato agli uomini le Sue leggi, affinché applicandole possa raggiungere la beatitudine e la felicità.
L'AldilàNel corso della vita terrena i preziosi effetti e gli inestimabili vantaggi
della pratica delle norme religiose non si manifestano in modo completo; né
i probi raggiungono la loro reale ricompensa né i delinquenti e gli oppressori
sono completamente puniti. Da ciò deduciamo che esiste un altro mondo
ove tutte le azioni della gente sono attentamente vagliate al fine di ricompensare
i probi e punire gli empi.
La religione ispira agli uomini questi e altri1
princípi e li mette in guardia dall'ignoranza e dall'inconsapevolezza.
1Che verranno in seguito dettagliatamente esposti.