Indice Generale>Le norme>Questioni varie>Del risanare le terre inutilizzabili
L’Islam considera il risanamento di una terra inutilizzabile (sia che
si tratti di una prateria o di un canneto, sia che si tratti di un terreno
che è sempre stato inutilizzabile sia che, una volta risanato, a causa
del completo spopolamento della zona, sia rimasto abbandonato degradandosi
al punto di divenire completamente inutilizzabile) una buona azione. Colui
che la compie oltre a divenire proprietario del terreno che ha risanato (essa è infatti
una delle cause dell’acquisto di proprietà) riceverà anche,
nel Giorno del Giudizio, una ricompensa da Dio.
Il nobile Profeta disse: “Chiunque risana una terra inutilizzabile
ne acquista la proprietà”. L’imam Assàdig disse: “Le
persone che hanno risanato una terra hanno diritto di priorità ed essa
appartiene a loro”.
Nell’Islam le terre inutilizzabili appartengono a Dio, al sommo Profeta
e agli Imam (appartengono cioè al governo islamico) e fanno parte dei
cosiddetti anfàl.
Un terreno inutilizzabile può essere risanato e divenire proprietà di
colui che lo ha risanato1:
Si faccia attenzione che un terreno è da considerarsi risanato quando
viene di solito giudicato tale dalla gente. Cosí se si lavora su un
terreno in modo tale che la gente vedendolo di solito lo giudica risanato,
esso deve essere considerato tale.
I giacimenti superficiali che chiunque, senza dover ricorrere a scavi o estrazioni,
può utilizzare, sono a disposizione di tutti perché se ne possa
trarre profitto secondo le proprie necessità. Se però per utilizzarli
occorre effettuare degli scavi, delle estrazioni ed eseguire le altre operazioni
necessarie (come avviene ad esempio nel caso dell’estrazione dell’oro
e del rame), colui che inizia per primo i lavori d’estrazione ne diverrà il
proprietario.
Per concludere ricordiamo che i grandi corsi d’acqua, i fiumi, l’acqua
delle nevi e delle piogge che si riversano dalle montagne sono proprietà comune
dei Musulmani. Chiunque si trovi piú vicino a esse ha la priorità sugli
altri.
1Se piú persone decidono di acquistarne la proprietà, colui che agisce per primo ha la priorità sugli altri.