Indice Generale>Le norme>Le norme riguardanti i cibi e le bevande>Della dannosità delle bevande e dei cibi illeciti
Il rispetto dell’igiene è uno primi doveri dell’uomo; ogni
essere umano è in grado, in modo facile e naturale, di comprendere che è necessario
osservarla.
L’influenza che possono avere i vari tipi di alimenti sulla salute umana è altresí evidente
per l’uomo. Oltre a ciò, egli sa bene che gli alimenti influenzano
notevolmente i suoi stati d’animo, il suo carattere e le sue relazioni
sociali. Nessuno di noi infatti dubita che, ad esempio, la condizione dell’ebbro
differisca da quella dell’uomo lucido e che, a livello sociale, la vita
condotta dall’uno diverga da quella condotta dall’altro; ciascuno
di noi è ad esempio in grado di comprendere che quando qualcuno si abitua
a mangiare o bere cose ripugnanti, l’effetto di questa abitudine si rivela
insopportabile per le persone che vivono e che hanno a che fare con lui.
È cosí che l’uomo arriva a comprendere naturalmente che deve
regolare la propria alimentazione, che non deve mangiare ogni cosa o bere qualsiasi
bevanda.
Secondo quanto dichiara espressamente il Corano, il Signore Altissimo, che
ha creato tutto ciò che esiste sulla terra per l’uomo (che non
ha alcun bisogno né dell’uomo né delle cose cui egli necessita
per proseguire la propria esistenza e che conosce meglio di qualsiasi altro
essere ciò che è a vantaggio e ciò che è svantaggio
delle Sue creature) per il bene e la beatitudine dell’uomo ha consentito
alcuni alimenti e ne ha vietati altri.
A tal proposito, l’ottavo Imam dice: “Dio non ha dichiarato
lecito come cibo o bevanda se non ciò che è vantaggioso per l’uomo,
né ha vietato se non ciò che è causa di danno, morte e
corruzione”.
Alcuni dei motivi della proibizione di alcuni degli alimenti vietati sono chiari
ed evidenti per coloro che sono dotati di una retta comprensione. Inoltre le
ricerche scientifiche hanno messo in luce una parte delle ragioni della proibizione
di un certo numero di essi. Ora, riguardo agli altri non si può affermare
che non riusciremo a comprendere mai nulla delle ragioni della loro proibizione
e, ammesso e non concesso che ciò corrisponda a verità, non si
può dire che tali alimenti siano stati vietati senza un valido motivo.
Considerando infatti che le norme inerenti alla loro proibizione promanano
dal sacro dominio dell’infinita scienza divina, se ne deve dedurre che
esse sono sostenute dalle piú valide ragioni e possiedono i piú saldi
ed efficaci fondamenti. Siamo noi che, a causa dei nostri limiti e dell’imperfezione
dei nostri strumenti scientifici, siamo [tuttora] incapaci di comprendere tali
ragioni e di conoscere tali fondamenti.