Indice Generale>L'Etica>Il lavoro>Dell’agricoltura e dei suoi profitti
L’agricoltura, che fornisce generi alimentari alla società, è,
per la sua importanza, una delle professioni umane piú amate. È per
questo motivo che l’Islam raccomanda calorosamente agli uomini di abbracciare
questa professione.
Il sesto Imam disse: “Nel Giorno del Giudizio il grado degli
agricoltori sarà il piú alto”. Il quinto Imam
affermò: “Nessun lavoro è meglio e di maggiore
utilità pubblica dell’agricoltura, poiché tutti, i buoni
e i cattivi, i ruminanti e gli uccelli, ne traggono profitto e tutti, nel cuore,
pregano per lui”.
Il sommo Profeta disse: “Il Musulmano che pianta un albero o
che fa verdeggiare una coltivazione affinché la gente, gli uccelli e
gli animali da pascolo si nutrano dei frutti di tale pianta o di tale coltivazione,
compie un atto la cui ricompensa è pari a quella dell’elemosina”.
In generale, i Musulmani hanno il dovere di sfruttare al massimo le risorse
naturali; a tal proposito, uno degli Imam giunge persino ad affermare: “Se
arriva l’ora della fine del mondo e dello sconvolgimento del sistema
solare e uno di voi, nel mentre, ha tra le mani un virgulto, qualora non rimanga
che il tempo strettamente necessario per piantarlo, deve piantarlo”1.
Questa tradizione vuole dire che questo atto è cosí nobile e
importante che nemmeno il pensiero della fine del mondo deve impedirci di eseguirlo.
L’imam Alí disse: “Che la maledizione di Dio sia
su colui che dispone di terra e acqua (vale a dire di risorse naturali) e non
impiega le proprie forze per sfruttarle, vivendo nell’indigenza e nella
mendicità”2.
1Almustadrak, vol. 2 pag. 501.
2Bihàrul’anwàr, vol. 23 pag.19.