Indice Generale>L'Etica>Alcune importanti virtú e buone azioni>La carità e l’assistenza verso gli indigenti
In ogni società esistono persone povere e indigenti che hanno diritto
ad aiuto e assistenza; è dovere della gente benestante aiutare queste
persone e non calpestare questo loro sacrosanto diritto.
La sacra legge islamica raccomanda vivamente il rispetto di questo diritto,
obbligando gli abbienti ad assistere e aiutare i poveri.
Dio l’Eccelso nel Corano si presenta come Benefico, Clemente e Magnanimo
e incoraggia i Suoi servi ad acquisire queste buone qualità: “Dio è con
le persone benefiche” e anche: “Ciò che
voi erogate in beneficenza è a vostro stesso vantaggio”.
In un altro versetto afferma: “Ciò che erogate in beneficenza
ritornerà a voi e nulla perderete”. Lo studio delle condizioni
della società e dei vantaggi offerti dalla beneficenza può essere
d’aiuto a comprendere il significato di tali versetti coranici.
Le diverse forze della società operano a vantaggio di ogni suo individuo;
quindi se in una società un gruppo di persone vive in povertà e
a causa di tale condizione non riesce a lavorare e la produzione della ricchezza
diminuisce in proporzione. Gli indesiderati effetti di tale diminuzione si
ripercuotono allora su tutti gli individui di tale società e a volte
succede che i ricchi falliscano e diventino piú poveri di tutti.
Se però gli abbienti assistessero gli indigenti otterrebbero ottimi
risultati, trai quali:
Esistono innumerevoli versetti e tradizioni islamiche che stimolano e incoraggiano
la gente a fare della beneficenza sulla via di Dio e che espongono il merito
di questo nobile e umano atto.
La questione dell’assistenza verso i poveri ora affrontata è uno
dei numerosi casi particolari del piú generale problema dell’aiuto
reciproco che costituisce il fondamento della società umana. In effetti,
l’essenza della società consiste nella cooperazione dei suoi individui
che con l’aiuto reciproco che si forniscono risolvono i loro problemi
e si assicurano una vita tranquilla.
Per concludere ricordiamo che la sacra religione islamica non ha richiesto
la carità soltanto a livello economico, bensí essa (e del resto
anche la coscienza umana) vuole che si aiuti e si assista tutti i bisognosi,
anche quelli non affetti da necessità pecuniarie. Cosí, istruire
un analfabeta, aiutare un cieco, ricondurre sul retto sentiero un traviato,
sollevare un uomo caduto, sono tutte azioni che significano ed esprimono l’aiuto
reciproco (principio la cui validità fu accettata dagli uomini sin dagli
albori della formazione della società) e la carità. È evidente
che se l’essere umano si rifiuta di svolgere alcuni dei lavori di secondaria
importanza, non accetterà mai di svolgere quelli fondamentali; allo
stesso modo, se non si adempie ai doveri di minore importanza, non si accetterà ovviamente
di eseguire quelli piú importanti.