Articoli>Le sentenze dell'imam Alí
(estratte dall’An-Nahju-l-Balagah)
LE SENTENZE DELL’IMAM ALÍ (ESTRATTE DALL'AN-NAHJU-L-BALAGAH)
- Nel dissenso sii come il cammello giovane, [che non ha] né dorso
su cui salire né mammella da mungere.
- Umilia sé stesso chi, dentro di sé, è avido. Assente
alla [propria] abiezione chi svela le sue afflizioni e offende sé stesso
chi si fa dominare dalla propria lingua.
- L’avarizia è infamia. La codardia è un difetto. La povertà
impedisce alla persona perspicace di esporre le sue ragioni. Il povero è
straniero persino nella propria città.
- L’incapacità è sventura. La pazienza è coraggio.
Il disinteresse per le cose del mondo è ricchezza. Il timor di Dio
è uno scudo, e il miglior compagno è la soddisfazione.
- La sapienza è una preziosa eredità. Le buone maniere sono
un abito sontuoso, un fregio. Il pensiero è uno specchio nitido.
- Il petto del saggio è lo scrigno dei suoi segreti. L’ilarità
è la trappola per [catturare] l’affetto [altrui]. La sopportazione
[delle difficoltà] è la tomba dei difetti (si narra che l’imam
Alí, a tal proposito, ha detto anche: “Chiedere [per sapere]
è il mezzo per coprire i difetti”).
- Chi si compiace di se stesso, [deve sapere che] molte saranno le persone
che si adireranno con lui. La carità è una medicina efficace.
Le azioni che gli uomini compiono in questa vita, saranno sotto i loro occhi
in quella ultraterrena.
- Stupitevi di questo essere umano che vede con un pezzo di grasso, parla
con un pezzo di carne, sente mediante un osso e respira attraverso un’apertura!
- Quando il mondo viene incontro a qualcuno gli presta meriti non suoi, quando
invece gli volta le spalle lo priva dei suoi meriti.
- Comportatevi con gli uomini in modo tale che se morite piangano la vostra
morte e se rimanete in vita vi amino.
- Quando prevali sul tuo nemico, perdonalo in segno di gratitudine [a Dio]
per averlo battuto.
- La piú incapace delle persone è chi non è capace di
trovare amici. Piú incapace è chi invece non sa mantenere le
amicizie.
- Quando ricevete l’inizio di un dono, non allontanatene da voi la fine
ringraziando scarsamente [chi ve lo concede].
- A colui che è abbandonato da chi [gli] è vicino, sarà
destinato [l’aiuto di] chi [gli] è lontano.
- Non si possono biasimare tutte le persone che sono state ingannate [poiché
alcune di loro potrebbero non avere colpa].