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Sparlare alle spalle dei fratelli di fede e calunniarli

Parlare male degli altri, biasimarli, se corrisponde a verità e avviene in loro assenza è “maldicenza”, in caso contrario è “calunnia”.
Dio (ad eccezione dei Profeti e degli Imam) non ha creato gli esseri umani infallibili; nessuno di noi, a causa dei difetti che ha, è al riparo dall’errore e dal peccato. Gli uomini vivono dietro il velo che Dio l’Eccelso, con la Sua infinita saggezza, ha dispiegato sulle loro azioni. Se solo per un istante questo divino velo venisse tolto da sopra i loro difetti, tutti si detesterebbero e si respingerebbero e le basi della vita sociale andrebbero in rovina.
Affinché gli uomini siano protetti gli uni dagli altri quando si volgono le spalle, affinché l’ambiente in cui vivono appaia bello (di modo che questa stessa bellezza esteriore possa gradualmente correggere la loro bruttezza e abiezione interiore), Dio ha proibito la maldicenza: “Non sparlatevi alle spalle, in quanto sparlare alle spalle del proprio fratello musulmano è come dilaniare il suo cadavere (che è inconsapevole) e cibarsi della sua carne”1.
La calunnia è un peccato assai piú grave della maldicenza e la ragione umana comprende perfettamente quanto sia grave. Dio l’Eccelso dice: “Coloro che calunniano non hanno fede”2.

1Corano XLIX: 12.

2Corano XVI: 105.