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Mentire

Le persone comunicano tra di loro attraverso la parola e questo comunicare costituisce la base sociale dell’umanità. La sincerità, che svela all’uomo le verità nascoste, è uno dei valori indispensabili per la società; essa permette di ottenere cose delle quali la società non può assolutamente fare a meno. Si possono riassumere come segue i vantaggi della sincerità:

  1. l’uomo sincero gode della fiducia dei suoi simili ed evita loro il disturbo di dovere verificare ogni volta l’esattezza delle sue parole;
  2. la persona sincera è a posto con la sua coscienza e non conosce affatto i tormenti e i crucci procurati dalla coscienza di aver mentito;
  3. l’uomo veritiero mantiene sempre le sue promesse e custodisce fedelmente ciò che gli è stato lasciato in deposito, poiché la fedeltà e l’onestà non sono separate dalla sincerità;
  4. con la sincerità è possibile risolvere la maggior parte dei contrasti e dei litigi; infatti, la discordia sorge, nella maggior parte dei casi, a causa del fatto che una delle parti, o entrambe, negano la verità;
  5. laddove regna la sincerità gran parte dei vizi e delle trasgressioni scompaiono spontaneamente; è infatti per nascondere misfatti e vili qualità che gli uomini si rifugiano nella menzogna.

L’imam Alí disse: “Il vero Musulmano è colui che preferisca la verità, quand’anche questa sia a suo sfavore, alla menzogna dalla quale può trarre profitto e tale scelta gli doni tranquillità interiore”.
Quanto è stato finora detto pone chiaramente in rilievo i danni della menzogna. Il bugiardo è il cattivo nemico della società umana; egli mentendo commette un grande crimine e rovina la società. La menzogna può infatti essere paragonata a una sostanza stupefacente che annienta le capacità intellettive e cela la verità o a una bevanda alcolica che inebria e impedisce all’intelletto di discernere il bene dal male.
È per questo motivo che l’Islam considera la menzogna come uno dei peccati maggiori e il bugiardo come privo di individualità religiosa. Il sommo Profeta disse: “Tre tipi di persone, quand’anche preghino e digiunino, sono ipocriti: coloro che mentono, coloro che non tengono fede alle promesse e coloro che tradiscono la fiducia di chi ha lasciato qualcosa in deposito presso di loro”. Alí, il Principe dei Credenti, disse: “L’uomo gusta il piacere della fede allorché smette di mentire e non dice bugie neanche per scherzo”.
Non è solo la legge religiosa a considerare la menzogna un peccato, una cattiva azione, tale giudizio è confermato anche dall’intelletto. La diffusione di questo grande peccato nella società distrugge, nel piú breve tempo, la fiducia, che costituisce l’unico legame sociale della gente; di conseguenza, gli individui diventano estremamente diffidenti, perdono la loro serenità e, in realtà, vivono in istato di isolamento, anche se all’apparenza sembrano vivere in società.
L’essere umano, durante la sua vita, è costantemente in rapporto con la materia esterna. Con le attività che svolge e le trasformazioni che esegue sulla materia si mantiene in vita e realizza i suoi desideri. Questo essere, che svolge le sue attività servendosi dell’intelletto e della volontà, ha fondato la sua complessa vita sulla conoscenza: egli, con il pensiero, elabora direttamente e ordina costantemente le cognizioni che possiede e, in base a esse, compie le proprie attività esterne.
È dunque indispensabile che l’uomo disponga di informazioni corrette. Se il flusso di informazioni esatte che egli riceve dall’esterno dovesse interrompersi la sua vita cadrebbe in scompiglio. Ciò chiarisce che la menzogna è un grande pericolo per la vita sociale e che il bugiardo è una persona vile, priva di personalità e nemica della società. La sua parola non gode di alcun credito presso la gente ed egli è maledetto da Dio.