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Del molestare e del fare cattiverie

Le espressioni “molestare” e “fare una cattiveria” hanno un significato prossimo tra di loro: “molestare” significa infastidire, far soffrire gli altri con le parole o con gli atti, mentre “fare una cattiveria” vuol dire compiere un’azione che danneggia il prossimo.
Comunque sia, la molestia e la cattiveria impediscono all’uomo di realizzare il desiderio per il raggiungimento del quale ha costituito la società: condurre una vita serena e tranquilla.
È questo il motivo per cui la legge islamica vieta la molestia e la cattiveria. Dice Dio l’Eccelso: “Coloro che molestano ingiustamente i credenti e le credenti si addossano la responsabilità di una calunnia e di un peccato palese”1.
Il sommo Profeta disse: “Colui che molesta un Musulmano molesta me e molestare me significa molestare Dio. Una tale persona viene maledetta nella Torà, nel Vangelo e nel Corano”. Disse altresí: “Colui che getta uno sguardo torvo su di un Musulmano e lo spaventa, sarà intimorito dal suo Signore nel Giorno del Giudizio”.

1Corano XXXIII: 58.