Articoli>Teheran, 1 Febbraio 2002
Il Leader Supremo della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Alì
Khamenei, ha ammonito il presidente degli Stati Uniti George Bush, il quale
ha classificato l’Iran come parte dell’Asse del Male. L’Ayatollah
Khamenei ha affermato che è invece Washington stessa a fare parte del
più grande male: “Il presidente americano ha minacciato alcune
nazioni accusandole di terrorismo, mentre la maggior parte del terrore (opposizione
ai movimenti popolari, supporti ai regimi anti-popolari, vendita di armi mortali,
depredamento della ricchezza di altre nazioni) negli anni recenti è stato
creato dall'America”
“Le dichiarazioni del Governo americano sembrano venire da una persona
assettata di sangue umano”, ha continuato l’Ayatollah Seyyed Alì
Khamenei, aggiungendo che “la Repubblica Islamica dell’Iran è
fiera di essere sotto la rabbia e l’ira del Grande Satana”. Il Leader
Supremo ha anche dimostrato quanto falsa sia stata l’affermazione di Bush,
che poneva Seyyed Alì Khamenei come un ‘leader non eletto’.
Al contrario delle elezioni occidentali, i responsabili della Repubblica Islamica
dell’Iran sono stati eletti con la maggioranza dei voti e del consenso
pubblico. Il presidente statunitense ha rimarcato la sua rabbia nei confronti
dell’Intifada nelle terre Palestinesi contro il regime razzista sionista.
L’Ayatollah Khamenei ha continuato: “Oggi l’America ha rimosso
quel velo di ipocrisia dal proprio volto, e ha rivelato se stessa attraverso
il suo pieno appoggio alle atrocità sioniste contro l’innocente
popolo palestinese. È stato provato che Washington guarda ai principi
internazionali e alle convenzioni come uno strumento per raggiungere i propri
fini e interessi. Gli Stati Uniti e le potenze occidentali sono complici del
regime sionista nei suoi crimini e nelle sue atrocità”. Egli ha
detto che Israele e gli Stati Uniti non si accontenteranno di nulla se non di
soggiogare il popolo Palestinese, ma ha concluso che “la Palestina emergerà
vittoriosa con un futuro splendente”. Il Leader Supremo ha anche accusato
l’apparato di propaganda sionista per aver cercato di ridurre il morale
della resistenza palestinese. Egli ha aggiunto: “I media islamici hanno
una grande responsabilità contro questa propaganda sionista-occidentale.
Essi infatti devono portare alla luce la verità sulla questione palestinese,
aiutando la jihad dei nostri fratelli oppressi”