Indice Generale>L'Etica>Il rapporto dell'uomo con i suoi simili>Della socievolezza
L’uomo che, volente o nolente, vive in società deve necessariamente
entrare in relazione con la gente. D’altra parte, non v’è dubbio
le relazioni sociali gli permettono di preservare la propria posizione sociale,
di avanzare ogni giorno, sia dal punto di vista materiale che da quello spirituale,
e di risolvere in modo migliore e piú semplice i problemi della sua
vita.
Occorre pertanto comportarsi con la gente in modo tale da essere amati, da
aumentare, giorno dopo giorno, il proprio prestigio e il numero dei propri
amici.
In effetti, se gli individui della società, avendo a che fare con una
persona, dovessero trovarla pesante e scontrosa, nei loro cuori nascerebbe
tristezza e risentimento; di conseguenza, finirebbero per evitarlo, odiarlo
e detestarlo ed essa sarebbe costretta a vivere tra la sua gente in istato
di emarginazione e passare i giorni della sua vita nella sua patria come un
perfetto straniero. Una tale condizione costituisce uno dei piú amari
e spiacevoli tipi di infelicità umana.
È per questo motivo che la sacra religione islamica ha raccomandato ai
suoi fedeli di essere socievoli e ha messo a loro disposizione le migliori norme
a tal proposito. Una di queste norme riguarda il saluto quando ci si incontra;
l’Islam considera superiore chi saluta per primo. Il sommo Profeta precedeva
tutti nel salutare. Egli salutava persino le donne e i bambini e se qualcuno
lo salutava rispondeva con un saluto migliore. Dice Dio l’Eccelso: “Quando
venite salutati rispondete con un saluto migliore o [per lo meno] rispondete
nello stesso modo”1.
La religione islamica ordina inoltre di assumere un atteggiamento umile e dimesso
con la gente e di rispettare ognuno in proporzione alla sua condizione sociale.
Il Corano afferma: “I degni servi del Misericordioso sono quelli
che si comportano con umiltà e modestia con la gente”2.
Bisogna però ricordare che umiltà non significa avvilirsi davanti
agli altri, ledendo cosí la propria dignità umana, significa
bensí non vantarsi davanti alla gente dei propri meriti e vanti, non
comportarsi da spacconi e non disprezzare e umiliare la gente. Allo stesso
modo, rispettare la gente non significa adularla, vuol dire bensí stimare
ciascuno in proporzione ai suoi meriti religiosi e sociali: le persone eminenti
devono essere rispettate in proporzione alla loro eminenza e le altre considerando
la loro umanità.
Aggiungiamo inoltre che rispettare e onorare la gente non significa tacere
dinanzi a ogni atto indegno che si vede; non significa ad esempio partecipare
a una festa in cui tutti si comportano in modo indecoroso o compiono azioni
proibite dalle norme islamiche solo per compiacere gli altri. Le persone si
rispettano infatti per la loro dignità umana, i loro meriti religiosi,
le loro virtú, non per la loro statura, per il loro aspetto esteriore.
Cosí quando qualcuno perde la propria dignità umana e non possiede
alcun merito religioso, non v’è piú alcun motivo per stimarlo
e rispettarlo. Il sommo Profeta disse: “Non si deve disubbidire
a Dio per ubbidire agli altri”.
1Corano IV: 86.
2Corano XXV: 63.