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La giustizia

Nel Corano e nelle tradizioni risalenti al Profeta e agli Imam, la giustizia viene trattata sia sotto l’aspetto individuale che sotto quello sociale. L’Islam ha prestato la massima cura e attenzione a tutte e due queste forme di giustizia.
La giustizia individuale consiste nell’evitare di commettere i peccati maggiori (mentire, far maldicenza eccetera eccetera) e di non persistere nel commettere gli altri peccati. Colui che possiede tali qualità è chiamato “equo” e, secondo le norme islamiche, se possiede pure una determinata idoneità scientifica, può svolgere la funzione di giudice, di capo della comunità islamica, di autorità religiosa e le altre funzioni sociali. Al contrario, una persona non “equa”, quand’anche sia dotta, non può ricoprire tali cariche.
La giustizia sociale consiste invece nel considerare con equanimità, senza cadere negli eccessi, i diritti del prossimo, considerare tutte le persone come uguali dinanzi alla legge divina e non trasgredire la verità, non cadere sotto l’influsso degli affetti e dei sentimenti e non discostarsi mai dal retto sentiero nell’esecuzione delle norme religiose. Dice Dio l’Eccelso: “In verità Dio vi comanda la giustizia...”1.
In un altro versetto ordina invece ai giudici di giudicare secondo giustizia2. Innumerevoli versetti coranici e tradizioni ci ordinano poi di parlare e agire con giustizia. Il Signore, in diversi punti del Corano, ha esplicitamente maledetto gli iniqui.

1Corano XVI: 90.

2Corano IV: 58.