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I diritti dei figli

Un atto che deve essere compiuto, se viene considerato in relazione a chi deve compierlo viene chiamato “dovere”, mentre se viene considerato in relazione a chi deve trarne vantaggio assume il nome di “diritto”.
Ad esempio, quando una persona compie un lavoro in cambio di un compenso, è dovere del datore di lavoro pagare tale compenso e diritto del lavoratore averlo.
Dal momento che l’uomo è stato creato in modo da non vivere in eterno in questo mondo, Dio al fine di salvare il genere umano dall’estinzione ha istituito la riproduzione, munendo l’uomo dei mezzi necessari per realizzarla, rivolgendo i suoi sentimenti e i suoi affetti a essa. È per questo che l’uomo è naturalmente portato a considerare i propri figli come parte di sé stesso, a vedere la loro sopravvivenza come la propria; per la loro tranquillità e il loro successo sarebbe pronto a compiere qualsiasi sforzo e a sopportare qualsiasi tribolazione. Egli considera infatti la distruzione della loro persona o della loro personalità come l’annientamento della propria persona o della propria personalità. Egli in realtà agisce conformemente alle leggi che governano il creato: esse esigono infatti la sopravvivenza del genere umano.
I genitori devono quindi eseguire, nei riguardi dei loro figli, i doveri assegnati loro sia dalla coscienza che dalla legge islamica. Essi devono crescerli e educarli bene affinché divengano delle persone degne. Devono volere per loro ciò che, dal punto di vista umano, vogliono per sé stessi.
Citiamo ora una parte dei doveri che incombono sui genitori:

  1. dal primo giorno in cui i figli sono in grado di comprendere il significato delle parole e dei gesti, i genitori devono inculcare in loro le basi dell’etica, astenersi dall’intimorirli con cose inesistenti e superstiziose, impedire loro di compiere atti turpi e immorali. In loro presenza debbono guardarsi dal mentire, dal far maldicenza, dall’ingiuriare e dal pronunciare parole indecenti; al contrario, dinanzi a loro debbono sempre mantenere una condotta esemplare affinché essi crescano casti e virtuosi. Il padre e la madre debbono inoltre dimostrarsi zelanti, altruisti ed equi affinché queste nobili virtú si trasmettano, in base alla legge di “trasferimento del carattere”, ai loro figli ed essi imparino cosí a tenersi lontano dall’iniquità, dall’indolenza e dall’egoismo.
  2. Occorre che i genitori sostentino i figli sino all’età della ragione e curino la loro igiene e la loro salute corporale, affinché acquisiscano un corpo sano, una mente sana, una robusta costituzione e siano pronti a essere educati e istruiti.
  3. Quando i figli sono pronti a essere istruiti (solitamente verso il settimo anno) i genitori devono prodigarsi al fine di scegliere un buon maestro per essi, affinché le lezioni che ricevono da esso abbiano un effetto positivo su di loro, ingentiliscano il loro spirito, purifichino la loro anima e correggano il loro carattere.
  4. Quando i figli raggiungono l’età adatta per partecipare alle riunioni pubbliche o alle visite ai parenti, i genitori debbono condurli con loro affinché essi apprendano gli usi e i costumi della società e imparino le buone maniere.