I dodici Imam>Conoscere il Nahju-l-Balagah>L’eccezionale personalità del compilatore del Nahju-l-Balagah
Breve biografia
Sayyid Raziyy nacque nell’anno 359 (A.H.) nella città di Baghdad.
Si chiamava Muhammad, ma in seguito divenne celebre col nome di ‘Sharif
Raziyy’, ‘Zu-l-hasabayn’.
Suo padre, Abú Muhammad Husain Ibni Musà Ibni Muhammad Ibni Musà
Ibni Ibràhim Ibni Musà Ibni Ja´far (A), discendente del
settimo Imam, godeva di grandissima stima e rispetto presso i due governi ‘Abbàsiyy’
e ‘Ãli Buyah’, tanto che Abú Nasir Bahà’u-d-dín
lo soprannominò ‘At-tàhiru-l’awhad’. Abú
Ahmad fu cinque volte capo e guida dei Talibiyyin (i Sadàt, i discendenti
del Profeta), e lasciò questo mondo con la carica di ‘naqib’,
‘eminente’ dei discendenti del Profeta.
La madre di Sayyid Raziyy si chiamava Fatima ed era figlia di Husain Ibni Abi
Ahmad Al-utrush, discendente dell’imam Alí (A). Fatima era una
donna virtuosa, proba, generosa e timorata di Dio, e perciò riuscí
a educare figli come Sayyid Sharif Raziyy e Sayyid Sharif Murtazà. Certo,
il nobile Sayyid Razi ebbe simili genitori e crebbe, venne educato in una famiglia
pura e rispettabile.
Ibni Abi-l-hadid Al-mu´taziliyy, nel suo celebre commento al Nahju-l-balagah
(vol. I, pag. 41), narra l’interessante vicenda dei fratelli Razi e del
grande Shaykh Mufíd: “Una notte lo Shaykh Mufíd (Abú
Abdillàh Muhammad Ibni Nu´màn) sognò la nobile Fatimatu-z-Zahrà,
la figlia del sommo Messaggero di Allah, che portava i suoi due piccoli figli,
Hasan e Husain, nella Moschea di Karkh (in uno degli antichi quartieri di Baghdad)
e li affidava a lui, dicendogli: ‘Insegna loro il Fiqh [diritto islamico]’.
Il Mufid si svegliò sbalordito, e quando si fece giorno, come ogni dí,
si recò in quella moschea. Dopo alcuni istanti, vide Fatima, la pura
e timorata madre di Sayyid Raziyy e Sayyid Murtazà, entrare nella moschea,
avendo con sé i suoi due piccoli figli, Raziyy e Murtazà. Il Mufid,
appena li vide, si alzò e salutò Fatima, la quale si rivolse a
lui e gli disse: ‘O Shaykh, questi sono i miei figli, li ho portati da
te affinché tu insegni loro il Fiqh”. Sentendo queste parole, il
Mufid si ricordò del sogno che aveva fatto la sera precedente e iniziò
a piangere; raccontò dunque il suo sogno a Fatima e accettò, impegnandosi
seriamente nell’istruzione dei due bambini. Dio concesse loro la Sua grazia,
aprendo loro le porte della sapienza e donando loro moltissime virtú.
Essi lasciarono in eredità all’umanità preziose ed eterne
opere”
Il defunto Allàmah Aminí, nella sua grande opera Al-ghadír
(vol. IV, pag. 181), a proposito di Sayyid Raziyy, afferma: “Sayyid Razi
è uno dei vanti dell’immacolata famiglia del santo Profeta, è
la guida dei dotti nella scienza, negli hadith e in letteratura; egli è
un campione in campo religioso e scientifico”. L’Allamah Aminí
cita altresí il nome di piú di quaranta libri riguardanti la biografia
e la straordinaria personalità di Sayyid Raziyy.
Anche il defunto Muhaddithu Qumiyy, nell’opera ‘Tuhfatu-l’ahbàb’
(pag. 457, numero 606) ricorda, con infinito rispetto e ammirazione, le sue
impareggiabili virtú e la sua grande sapienza.
Morí nel sacro mese di muharram, nel 406 (e.l.), all’età
di quarantasette anni.
Le opere di Sayyid Razi
Il defunto Allàmah Aminí, nell’opera ‘Al-ghadir’,
cita il nome di diciannove opere di Sayyid Raziyy, le piú importanti
delle quali sono:
il celebre Nahju-l-balagah;
Khasà’isu-l’a’immah (ricordato dal Razi nell’introduzione
al Nahju-l-balagah);
Le sue epistole erudite (in tre volumi);
Majàzatu-l’athari-n-Nabawiyyah
Ma´àni-l-quràn
Haqà’iqu-ta’wil Fi Mutashàbihi-t-tanzíl…
Dopodiché l’Allàmah Aminí cita il nome di ottantuno
commenti e traduzioni del Nahju-l-balagah.
Il poeta Sayyid Raziyy
Sayyid Raziyy, quando non aveva ancora raggiunto l’età di dieci
anni, compose una sublime poesia nella quale espose la sua nobile discendenza.
Molti degli esperti lo considerano il maggiore poeta dei Quraish.
Khatib Baghdadiyy, nel ‘Tarikhu Baghdad’ (vol. II, pag. 246), afferma:
“Ho sentito Muhammad Ibni Abdillah Al-kàtib dire che, in presenza
di una persona eminente chiamata Abu-l-husain Ibni Mahfuz, disse: ‘Io
ho sentito un gruppo di letterati dire che Sayyid Raziyy è il piú
abile poeta dei Quraish’. Ibni Mahfuz rispose: ‘Sí, è
vero! I Quraish hanno avuto buoni poeti, i quali però hanno composto
poche poesie, eccetto Sayyid Raziyy, che ha composto un gran numero di bellissime
poesie’”
La ‘niqàbah’ di Sayyid Razi
La ‘niqàbah’ era una carica che, nella comunità sciita,
apparteneva al migliore membro della comunità, al piú amato, il
piú sapiente e timorato. La gente, in modo naturale, lo seguiva e accettava
la sua guida. I califfi e i sultani dell’epoca, per acquistare popolarità,
davano importanti incarichi a coloro che possedevano questa carica.
Sayyid Raziyy nell’anno 370 (e.l.), quando aveva appena ventun’anni
d’età, fu eletto dal califfo abbasside ‘At-tà’i´
Bi-l-lah’ alle seguenti cariche: capo dei ‘talibbiyyin’, guida
dei pellegrini (amiru-l-hãjj), capo della corte di giustizia. Il 16 muharram
dell’anno 403 (e.l.), fu poi eletto alla carica di guida assoluta dei
talibiyyin, ossia alla carica di ‘naqíbu-n-nuqabà’.
Sayyid Raziyy per la sue eccezionali capacità, all’epoca del califfo
abbasside ‘Al-qàdiru Bi-l-lah’, fu eletto alla carica di
guardiano dei due nobili Santuari della Mecca e di Medina. È bene sapere
che, siccome Sayyid Raziyy aveva una forte influenza sui Baní Hàshim,
sugli Alawiti e sui loro eminenti, i califfi dell’epoca erano costretti
a dargli questo tipo di cariche.
Sibt Ibni Jawziyy, nell’opera ‘Al-muntazam’, dice: “Il
Raziyy era il maggiore dei Talibiyyin a Baghdad. Egli imparò a memoria
il Corano, in poco tempo, quando aveva da poco superato i trent’anni.
Egli acquistò una profonda conoscenza del Fiqh. Era un insigne sapiente
e un abile poeta. Aveva una grandissima forza di volontà ed era assai
devoto…”