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forza attrattiva del Nahju-l-Balagah
L’ECCEZIONALE FORZA ATTRATTIVA DEL NAHJU-L-BALAGAH
Tutte le persone che studiano attentamente il Nahju-l-balagah, parlano dell’eccezionale
forza attrattiva di questa sublime opera e ammettono di essere stati fortemente
attratti da essa. Questa immensa forza attrattiva, facilmente percettibile in
tutti i sermoni, in tutte le lettere e le sentenze del Nahju-l-balagah, è
stata la principale causa che ha spinto alcuni dotti a commentare questo libro
o a scrivere libri e trattati sulla straordinaria personalità dell’imam
Alí (A). Ci proponiamo ora di mettere in luce questa magnifica forza
di attrazione e i suoi diversi aspetti.
- Le nozioni di gnosi ed etica contenute nel Nahju-l-balagah sono in grado
di saziare ogni individuo bramoso di sapienza e saggezza. L’imam Alí
(A), in molti sermoni (come, ad esempio, il primo e il novantunesimo), quando
parla di Dio e dei Suoi attributi, raggiunge tali vette di spiritualità
che il lettore ha la sensazione di essere sulle ali degli angeli e di ascendere
ai piú alti livelli del pensiero umano. Egli pensa di leggere le parole
di un grande filosofo, che per molti anni non ha fatto altro che meditare
su Dio e parlare di Lui. L’imam Alí (A), nel farci conoscere
Dio, usa parole cosí sublimi, che noi, leggendole e meditando su di
esse, possiamo percepire la presenza del Signore in ogni luogo, nei cieli,
sulla terra, dentro di noi.
Nel Nahju-l-balagah si parla, molto spesso, del prestare soccorso ai deboli
e agli oppressi, del combattere la tirannia e l’iniquità, del
diffondere la giustizia nella società, dell’eliminare ogni forma
di discriminazione, dello spartire equamente i beni pubblici e del non preferire
i propri parenti e i propri amici al resto della gente. A tal proposito, nel
224° sermone del Nahju-l-balagah, leggiamo che quando Aqíl, il
fratello di Alí (A), chiese all’Imam di dargli, dai soldi destinati
a essere spartiti equamente tra la popolazione, tre chili di grano in piú,
egli si rifiutò e lo riprese severamente. Alí (A), il Principe
dei Credenti, avverte che accanto alle grandi ricchezze accumulate della gente
benestante v’è sempre l’ingiustizia, l’iniquità
subita dagli indigenti: “Non ho mai visto una cospicua ricchezza, senza
che accanto a essa vi sia un diritto calpestato”1.
Il Nahju-l-balagah cerca sempre, in ogni occasione di liberare l’uomo
dal giogo delle passioni, che lo umiliano e lo rovinano, s’impegna di
salvarlo dalla tirannia e dalle ingiustizie delle classi benestanti e superbe.
Nel terzo sermone, ad esempio, ci ricorda che nel restaurare la libertà,
l’uguaglianza e la giustizia non bisogna mostrare la minima flessibilità.
Fu per questi sublimi propositi, per questi nobili scopi che Alí (A)
accettò di governare la nazione islamica e cadde martire sulla via
di Dio.
Il Nahju-l-balagah e, in generale, le parole di Alí (A), penetrano
nelle profondità dell’anima di chiunque sia sinceramente alla
ricerca della verità, lasciando su di essa un profondo segno. A tal
proposito, è bene ricordare la storia di quel pio e devoto uomo che
chiese ad Alí (A) di fargli conoscere gli attributi del vero credente.
L’Imam inizialmente si rifiutò, ma poi, quando l’uomo insistette,
pronunciò uno straordinario sermone nel quale citò piú
di cento attributi del credente. L’uomo, dopo avere ascoltato il sermone,
gridò e cadde a terra senza vita2. Dopodiché
il santo Alí (A) affermò: “Giuro su Dio che io temevo
che gli accadesse ciò! Questo è l’effetto dei chiari e
retti ammonimenti su coloro che ne sono degni?! ”
- Sayyid Raziyy, che era lui stesso uno dei piú grandi e celebri letterati
arabi, dopo aver citato alcuni sermoni, fa commenti che dimostrano quale straordinario
effetto abbiano avuto le parole del nobile Alí (A) su di lui. Ad esempio,
alla fine del 28° sermone, Raziyy dice: “Se esistono parole capaci
di indurre gli uomini a non amare le cose materiali e a pensare alla propria
vita ultraterrena, sono proprio quelle contenute in questo sermone! Esse sono
in grado di allontanare l’uomo dalle vane aspirazioni terrene, di svegliarne
la coscienza e di creare in lui un forte disgusto per il peccato e la trasgressione”
Ibni Abi-l-hadid, commentando il 109° sermone, afferma: “L’effetto
e l’attrattiva di questo sermone è tale che se fosse letto a
un ateo, deciso a negare con tutte le sue forze la resurrezione, non riuscirebbe
a resistere, il suo cuore rimarrebbe fortemente impressionato, la sua volontà
negativa s’indebolirebbe e le sue convinzioni vacillerebbero. Che Iddio
conceda la migliore ricompensa a colui che l’ha pronunciato, per il
grande servigio che ha reso all’Islam. Straordinari furono i servigi
che rese all’Islam: a volte con la spada, a volte con le parole e a
volte con il cuore e il pensiero. Certo, egli è il Signore degli Eroi,
il Migliore dei Predicatori, il Capo dei Dotti e dei Sapienti, la Guida dei
Giusti e dei Monoteisti”3
1Nahju-l-balagah, sermone 224, pag. 360 (Ed. Daru-th-thaqalain).
2Nahju-l-balagah, sermone 193 (il Sermone dei
Timorati di Dio), pag. 313 – 317 (Ed. Daruth-thagalain – Qum)
3Commento al Nahju-l-balagah di Ibni Abi-l-hadid,
vol. VII, pag.202.