I dodici Imam>L'esemplare condotta dei membri dell'Ahlulbait
I membri dell’Ahlulbait, sono i perfetti esempi dell’istruzione
e dell’educazione dispensate dal sommo Profeta. La loro condotta era in
tutto e per tutto simile a quella del nobile Messaggero di Dio.
Invero, nel corso di duecentocinquanta anni (dalla morte del Profeta, avvenuta
nell’anno undici dell’Egira, fino all’occultamento del dodicesimo
Imam, avvenuta nell’anno 260), durante i quali gli Imam vissero tra la
gente, essi si trovarono a fronteggiare circostanze assai disparate e tali cambiamenti
diedero alle loro vite forme diverse. Tuttavia perseguirono tutti, per quanto
poterono, gli obiettivi principali del sommo Profeta, vale a dire la preservazione
dei princípi e dei precetti dell’Islam e l’istruzione e la
formazione della gente.
Nel corso dei ventitré anni della sua missione, il sommo Profeta attraversò
tre fasi: durante i primi tre anni egli invitava segretamente la gente ad abbracciare
l’Islam; nei dieci anni successivi diffuse pubblicamente il messaggio
e assieme ai suoi seguaci fu costretto a sopportare i duri tormenti e le crudeli
torture dei miscredenti della Mecca. In tale periodo i Musulmani non potevano
fare nulla che potesse servire a riformare e correggere la società in
cui vivevano. Negli ultimi dieci anni (dopo l’Egira) l’Inviato di
Dio si trovò a vivere in una società che mirava a restaurare la
verità, nella quale il puro Islam aveva ogni giorno un notevole progresso,
nella quale le porte del sapere e della perfezione, una dopo l’altra,
venivano aperte dinanzi alla gente. Questi tre diversi ambienti ebbero le loro
diverse esigenze e in essi l’esemplare condotta del Profeta (che non aveva
altro obiettivo che restaurare la verità) si manifestò sotto differenti
forme.
I vari ambienti nei quali vissero gli Imam, furono in complesso simili a quelli
in cui visse il Profeta nel corso dei ventitré anni della sua sacra missione.
In certi periodi, al pari dei primi tre anni della missione del Profeta, non
era assolutamente possibile esprimere pubblicamente la verità e l’Imam
svolgeva la sua funzione con estrema cautela. Si possono citare ad esempio il
periodo in cui visse il quarto Imam e gli ultimi anni dell’imamato del
sesto Imam. In altri periodi, al pari della seconda fase della missione del
Profeta, l’Imam era impegnato a insegnare alla gente il sapere islamico,
a diffondere i precetti religiosi ed era costretto a subire le torture e i tormenti
dei potenti dell’epoca, che gli creavano ogni giorno un nuovo problema.
Il periodo della vita degli Imam che in certa misura assomigliava al terzo periodo
della missione, era invece l’epoca del califfato di Alí, Principe
dei Credenti e cosí pure un breve periodo della vita di Fatima, dell’imam
Hasan, dell’imam Husain e dei compagni di quest’ultimo. In tali
periodi la verità brillava di viva luce, rievocando lo splendore dell’ultimo
decennio della sacra missione del sommo Profeta.
Riassumendo, si può affermare che gli Imam, all’infuori dei casi
citati, non hanno avuto il potere di esercitare una consistente e aperta opposizione
nei confronti degli usurpatori sovrani della loro epoca; erano perciò
costretti a adottare, nel parlare e nell’agire, il metodo della taghíyyah
[dissimulazione] e a non fornire pretesti ai governi dell’epoca in cui
vivevano. Malgrado ciò, i loro nemici sfruttavano ogni occasione per
spegnere la loro luce e interrompere il loro influsso spirituale.