I dodici Imam>Il sommo Profeta designa il suo successore

IL SOMMO PROFETA DESIGNA IL SUO SUCCESSORE

Riguardo al problema dell’imamato il sommo Profeta non si è limitato ad affermazioni evasive; al contrario, sin dai primi giorni della sua missione, egli lo ha chiaramente esposto (assieme alla questione dell’Unicità di Dio e a quella della Profezia) annunciando che dopo di lui sarà Alí a dirigere gli affari temporali e spirituali della società islamica.
Secondo una tradizione, narrata sia dalle fonti sunnite che da quelle sciite, il Profeta, nel giorno in cui, per ordine divino, iniziò in modo pubblico a invitare la gente all’Islam, invitò i suoi parenti a casa sua e tenne con loro una riunione, nel corso della quale indicò manifestamente il suo successore e vicario in Alí, il Principe dei Credenti.
Negli ultimi giorni della sua vita, nella località di Gadír Khum, dinanzi a centoventimila persone, il santo Profeta alzò la mano di Alí e disse: “Di chiunque son io il padrone, la guida, è Alí suo padrone e guida”.
Oltre a ciò il nobile Inviato di Dio ha menzionato espressamente il numero, i nomi e le altre caratteristiche degli imam che avrebbero dovuto succedergli nella guida della nazione islamica. In una celebre tradizione, narrata tanto dai Sunniti quanto dagli Sciiti, il Profeta dice: “Gli Imam sono in numero di dodici e appartengono tutti ai Quraish”.
In un’altra famosa tradizione, il Profeta dice a Jàbir Al’ansàri che gli Imam sono in numero di dodici, gli rivela uno a uno i loro nomi e gli dice: “Tu sarai ancora vivo all’epoca del quinto Imam; trasmettigli dunque il mio saluto”.
Il nobile Profeta designò inoltre in modo particolare il suo immediato successore, vale a dire Alí, Principe dei Credenti, il quale, a sua volta, presentò l’imam che sarebbe venuto dopo di lui e lo stesso fecero tutti gli altri Imam.