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Seyyed Ja°far Hosseini
Per comprendere meglio cosa s’intenda per “purificazione dell’anima”, è prima necessario spendere qualche parola sulla questione dell’arbitrio umano, dal quale dipende la crescita e il declino spirituale dell’essere umano.
L’uomo è l’unica creatura che possiede due diverse dimensioni: una animale e l’altra umana. D’altro canto, egli è l’unico essere al quale Allah (SwT)[1] ha dato libertà d’azione e diritto di scelta, mettendolo nelle condizioni di poter determinare liberamente il proprio destino. Nell’essere umano esiste commistione tra materia e spirito, corpo e anima, intelletto e passione e, in breve, tra umanità e animalità. Ognuna di queste componenti percorre, in modo naturale, la propria via, tende a impiegare la vita dell’uomo a proprio vantaggio e cerca di prevalere su ogni forza contraria.
L’intelletto e la coscienza, simboli dell’umanità e fattori fondamentali dello sviluppo spirituale, tendono sempre a trascinare l’essere umano verso la purezza e le virtù. La passione, simbolo dell’istintività, invece, cerca di disarmare l’intelletto e la coscienza, di sgombrare la strada alle passioni e alle brame, affinché l’uomo sia totalmente libero di soddisfare i propri istinti. Solo l’essere umano è quindi libero di scegliere se comportarsi da essere umano o da animale. A tal proposito, il nobile Corano dice:
ÅöäøÇ åóÏóíúäÇóåõ ÇáÓÈöíáó ÅöãøÇ ÔÇßöÑÇð æó ÅöãøÇ ßóÝõæÑÇ
“Noi gli abbiamo mostrato il {retto} sentiero, {è lui che deve decidere e scegliere la propria via: essere} riconoscente {e scegliere il sentiero che gli abbiamo indicato} o {deviare da esso, dimostrandosi così} ingrato.” (Santo Corano,76: 3)
Solo l’essere umano è libero di seguire le proprie passioni, rimanere nella dimensione animale, dimenticare la propria umanità, procedere sul sentiero che porta alla perdizione, e, allo stesso tempo, di vivere da essere umano, curare adeguatamente tutte le dimensioni della sua esistenza, trarre vantaggio da ognuna di esse e raggiungere un degno grado di perfezione. A tal proposito, l’Imam °Ali (as)[2]dice:
Úä Úáíø (Ú) ÞÇá: ÇáÏäíÇ ÏÇÑ ãóãóÑøò áÇ ÏÇÑ ãÞÑøò æ ÇáäøÇÓ ÝíåÇ ÑóÌõáÇä: ÑÌá ÈÇÚó ÝíåÇ äóÝÓóå ÝÃæúÈóÞóåÇ æ ÑÌá ÇÈÊÇÚ äÝÓå ÝÃÚÊÞåÇ.
Il mondo è una dimora temporanea, non definitiva; gli uomini in esso si dividono in due gruppi: un gruppo che, abbandonando la via della verità, seguendo il sentiero della perdizione, si vende rovinandosi, e un gruppo che, procedendo sulla retta via, acquista se stesso liberandosi.[3]
Sulla terra vivono un’infinità d’animali, i quali soddisfano, conformemente alle leggi della creazione, i propri istinti e continuano la loro naturale vita, senza perdere né guadagnare nulla: la perdita e il guadagno riguardano solo ed esclusivamente l’essere umano. In effetti, gli animali, come abbiamo detto in precedenza, possiedono una sola dimensione, quell’animale, e sono costretti a rimanere sempre in essa. Essi sono guidati, in ogni loro attività (procurarsi il cibo, costruirsi un riparo nel quale vivere, riprodursi, combattere i propri nemici…), dai loro innati istinti. L’animale è costretto a ubbidire a tali istinti, non può discostarsi di un solo passo dal sentiero indicatogli da essi, non ha alcun diritto di scelta e non è libero di agire come vuole. L’essere umano ha invece, come abbiamo già detto, due diverse dimensioni: da un lato, ha una serie di cose in comune con gli animali (desidera vivere e riprodursi, sente fame e sete, dorme, si ammala, invecchia, muore…), dall’altro possiede delle facoltà innate che gli animali non hanno, quali l’intelligenza, la conoscenza innata (di Allah (SwT)), la coscienza, la propensione per i sublimi valori spirituali, la libertà, il diritto di scelta, la creatività e la possibilità d’infinito perfezionamento spirituale.
L’uomo saggio non si fa dominare dagli istinti e riesce, grazie all’arbitrio donatogli da Allah (SwT), a vincerli, a seguire un sentiero diverso da quello indicatogli da essi. Questa libertà è uno dei preziosi doni che l’Onnipotente Creatore ha elargito esclusivamente all’essere umano affinché venga da lui sfruttato per vivificare la propria umanità, per acquisire le alte virtù, per elevarsi spiritualmente.
Per comprendere meglio quanto abbiamo ora detto, si presti attenzione ai seguenti esempi. L’istinto che induce l’essere umano ad amare se stesso e a desiderare di vivere, lo spinge, al pari degli animali, a difendersi e a proteggere la propria vita; al contrario, la fede in Allah (SwT) lo invita a combattere e sacrificare la propria vita per difendere la verità e la giustizia, per salvare l’umanità dal traviamento e dalla tirannia. La persona dotata di fede ignora i sopraccitati istinti, ama morire martire sul sentiero di Allah (SwT) e raggiunge, in tal modo, i più alti gradi di perfezione e beatitudine. L’istinto sessuale spinge l’essere umano alla depravazione e alla lussuria; la fede e il senso di devozione lo fanno invece diventare timorato e lo inducono a vincere le passioni, a non compiere atti indegni, a preferire il consenso divino alla soddisfazione dei desideri sessuali.
Riassumendo, possiamo affermare che l’essere umano e l’animale hanno in comune una serie di desideri istintivi, con la differenza che la bestia possiede una sola dimensione ed è completamente governato dagli istinti, mentre l’uomo saggio e libero possiede due diverse dimensioni: dove vede che la soddisfazione di un istinto è cosa irragionevole e lo danneggia, è in grado di opporre resistenza dinanzi ad esso e vincerlo. E’ grazie a questo potere di resistere dinanzi ai desideri istintivi, a tale libertà di scelta, che l’uomo può seguire gli ordini dell’intelletto e i richiami della coscienza, è in grado di liberare se stesso dal giogo delle passioni, diventando così un vero essere umano.
Purtroppo però (di solito) l’intelletto è debole, mentre gli istinti e le passioni sono forti. A tal proposito, l’Imam Sadeq (as) dice:
Çáåóæóì íÞÙÇäñ æ ÇáÚÞá äÇÆãñ
La passione è sveglia, {ma} l’intelletto dorme.[4]
Quando un istinto entra in attività e richiede d’essere soddisfatto, (di solito) l’intelletto s’offusca, perde il potere di discernere tra il bene e il male; è come se, in quel momento, l’uomo non si riconoscesse più, dimenticasse le virtù, la nobiltà dell’animo umano, la via della verità e del bene. Quando ciò si ripete e i vizi s’annidano saldamente nell’animo, poco alla volta, l’uomo assume i caratteri di un animale:
áåóõãú ÞõáõæÈñ áÇ íóÝúÞóåõæäó ÈåóÇ æó áåóõãú ÃóÚúíäñ áÇ íõÈúÕöÑõæäó ÈåóÇ æó áåóõãú ÁóÇÐóÇäñ áÇ íóÓãóÚõæäó ÈåóÇ ÃõæáóÆß ßÇáÃóäúÚÇãö Èóáú åõãú ÃóÖáø ÃõæáóÆß åõãõ ÇáúÛÇÝöáõæäó
“Loro hanno cuori con i quali non comprendono, occhi con i quali non vedono, orecchi con i quali non sentono: sono come le bestie, anzi ancora più traviati. Questi sono gli inconsapevoli.” (Santo Corano,7: 179)
Úä Úáíø (Ú) ÞÇá…ÝÇáÕøõæÑÉ ÕæÑÉ ÅäÓÇä æ ÇáÞáÈ ÞáÈ ÍíæÇä áÇ íÚÑÝ ÈÇÈ ÇáåõÏóì ÝóíóÊøÈÚóåõ æ áÇ ÈÇÈ ÇáÚóãóì ÝíóÕõÏø Úäå æ Ðáößó ãíøÊ ÇáÃÍíÇÁ.
L’Imam °Ali (as) disse: «Il suo viso è umano, ma il suo cuore è quello di un animale. Non conosce né la retta guida, per giovarsene, né il traviamento, per evitare d’uscire dal retto sentiero. Egli è un morto tra i vivi»[5]
Al fine d’appoggiare l’intelletto e avvicinare l’individuo alla sua dimensione umana, Allah (SwT) ha inviato i Profeti (as), incaricandoli di svegliare, con salde argomentazioni, gli intelletti degli uomini, affinché possano governare i loro ribelli istinti, dominare le proprie passioni, diventare veri esseri umani, raggiungere alti gradi spirituali. A tal proposito, il nobile Imam °Ali (as)afferma:
ÝÈÚË Ýíåã ÑÓáå æ æÇÊÑ Åáíåã ÃäÈíÇÆå áíÓÊÃÏæåã ãíËÇÞ ÝØÑÊå æ íÐßøÑæåã ãäÓíøó äÚãÊå æ íÍÊÌøæÇ Úáíåã ÈÇáÊøÈáíÛ æ íËíÑæÇ áåã ÏÝÇÆä ÇáÚÞæá.
“Allah (SwT) ha suscitato i Suoi Messaggeri tra gli uomini e ha mandato loro, l’uno dopo l’altro, i Suoi Profeti, per chiedere loro di far fede al primordiale patto che strinsero con Lui, ricordare loro i dimenticati doni divini, argomentare contro di loro con la trasmissione {delle verità divine] ed estrarre gli intelletti sotterrati.”[6]
Avendo accettato l’invito dei Profeti (as), alcuni uomini sono riusciti a rinforzare i propri intelletti, a dominare e sfruttare gli istinti a favore della propria spiritualità; sono diventati sinceri seguaci della verità e della giustizia, si sono liberati dal giogo delle passioni, sono riusciti a diventare padroni di se stessi e a raggiungere alti gradi d’umanità. A proposito di questi autentici e beati esseri umani, il nobile Imam °Ali (as)disse:
ÞÏ ÃÎáÕ ááå ÝÇÓÊÎáÕå Ýåæ ãä ãÚÇÏä Ïíäåæ ÃæÊÇÏ ÃÑÖå ÞÏ ÃáÒã äÝÓå ÇáÚÏá ÝßÇä Ãæøá ÚÏáå äÝí Çáåæì Úä äÝÓå íÕÝ ÇáÍÞø æ íÚãá Èå.
“L’uomo retto e casto fa tutto, in assoluta devozione, per Allah, il Quale, a Sua volta, lo predilige. Egli è una delle fonti della religione di Allah, uno dei capisaldi della Sua terra. Egli si obbliga a essere equo e il primo grado della sua equità consiste nel rifiutarsi d’ubbidire alle passioni. Egli descrive il vero e lo pratica.”[7]
Alcuni invece, oltre a rifiutarsi d’accettare i consigli dei Profeti (as), adorando le cose del mondo e cadendo nella lascivia, hanno indebolito il loro naturale intelletto, lo hanno offuscato, rendendolo impotente di comprendere la verità e riconoscere le realtà della vita. Il santo °Ali (as),a proposito di questo genere di persone dice:
ÞÏ ÎÑÞÊ ÇáÔøåæÇÊ ÚÞáå æ ÃãÇÊÊ ÇáÏøäíÇ ÞáÈå æ æáåÊ ÚáíåÇ äÝÓå Ýåæ ÚÈÏñ áåÇ æ áãä Ýí íÏíå ÔíÆñ ãäåÇ.
“La lascivia sfalda le trame del suo intelletto, il mondo fa morire il suo cuore e la sua anima riamane rapita da esso. Egli è schiavo del mondo e di chi possiede qualcosa di esso.”[8]
L’intelletto di una simile persona è prigioniero delle sue passioni, non potrà mai indurlo ad agire saggiamente, non avrà il potere di guidarlo sul sentiero della beatitudine e metterlo in guardia dalle minacce della corruzione e del peccato. L’Imam °Ali (as)dice:
Úä Úáíø (Ú( ÞÇá: ßã ãä ÚÞá ÃÓíÑ ÊÍÊ åæì ÃãíÑ
“Molti sono gli intelletti prigionieri delle dominatrici passioni.”[9]
æ Úäå (Ú) ÞÇá: ÍÑÇãñ Úáì ßáø ÚÞá ãÛáæá ÈÇáÔøåæÉ Ãä íäÊÝÚ ÈÇáÍßãÉ.
“E’ proibito ad ogni intelletto prigioniero delle passioni giovarsi della sapienza.”[10]
Tali persone, che per raggiungere i loro vili propositi sono pronti a tutto, rischiano costantemente di cadere in rovina e perdizione; è possibile che, per soddisfare i propri istinti animali, commettano crimini e iniquità d’ogni sorta, attentino alla vita e ai beni altrui e calpestino i diritti del prossimo; essi, alla fine, sono destinati a diventare dei perfetti animali.
Nell’uomo, la dimensione umana, oltre a renderlo superiore sotto l’aspetto spirituale, lo rende superiore anche sotto l’aspetto materiale, facendolo prevalere sulle restanti creature della terra. E’ per effetto delle sue facoltà umane che egli, nel corso dei secoli, è riuscito gradualmente a cambiare l’aspetto della terra, a estrarre da essa preziosi minerali, a sfruttarne le risorse e le nascoste potenzialità, migliorando la propria vita, manifestando le sue capacità. Gli animali, nelle diverse ere, hanno vissuto sulla terra e si sono sostentati con gli infiniti doni che Allah (SwT) ha concesso loro. Non hanno però mai avuto la forza (e mai l’avranno) di creare il minimo cambiamento in questo pianeta, non sono mai riusciti a migliorare la loro vita. Solo l’uomo può eseguire una tale opera: egli è la migliore creazione di Allah (SwT) ed è dotato delle preziose facoltà umane.
E’ per questo motivo che il Signore gli ha affidato questo importante incarico, chiedendogli, nel nobile Corano, di impiegare le proprie forze per rendere florida la terra:
åõæó ÃóäÔÃóßõã ãøöäó ÇáÃóÑúÖö æó ÇÓÊóÚúãóÑóßãú ÝöíåóÇ
“Allah vi ha creato dalla terra e vuole da voi che la rendiate florida” (Santo Corano, 11:61 )
L’indole degli animali, al pari della loro condotta, possiede una sola dimensione, e ha origine istintiva, primitiva. Ogni specie animale è costretta, per natura, a sottomettersi agli istinti ed eseguire, immediatamente e senza discutere, i loro comandi: questo stato di fatti è condizione necessaria della natura animale. Animali quali la formica e l’ape domestica, ad esempio, obbedendo al loro istinto naturale, vivono in comunità da migliaia di anni e lo stesso faranno in futuro. Al contrario, nonostante l’Onnipotente Creatore abbia dotato l’essere umano di diversi istinti, non lo ha costretto ad ubbidire ad essi, lo ha lasciato libero di scegliere tra indole umana e quella animale.
E’ per questo motivo che il Signore gli ha permesso sia di sottomettersi incondizionatamente ai propri desideri animali, sia di comportarsi umanamente e sfruttare adeguatamente i suoi naturali istinti. A tal proposito, si consideri la seguente tradizione:
Úä ÚÈÏ Çááå Èä ÓäÇä ÞÇá ÓÃáÊ ÃÈÇ ÚÈÏ Çááå ÝÞáÊ: ÇáãáÇÆßÉ ÃÝÖá Ãã Èäæ ÂÏã ÝÞÇá: ÞÇá ÃãíÑ ÇáãÄãäíä Úáíø Èä ÃÈí ØÇáÈ (Ú) Ãäø Çááå ÑßøÈ Ýí ÇáãáÇÆßÉ ÚÞáÇð ÈáÇ ÔåæÉ æ ÑßøÈ Ýí ÇáÈåÇÆã ÔåæÉ ÈáÇ ÚÞá æ ÑßøÈ Ýí Èäí ÂÏã ßáÊíåãÇ Ýãä ÛáÈ ÚÞáå ÔåæÊå Ýåæ ÎíÑñ ãä ÇáãáÇÆßÉ æ ãä ÛáÈ ÔåæÊå ÚÞáå Ýåæ ÔÑøñ ãä ÇáÈåÇÆã.
Abdullah Ibn Sanàn dice: «Chiesi all’Imam Sadeq (as): “Sono superiori gli angeli o gli uomini?”. Rispose: “Il Principe dei Credenti, °Ali Ibn Abu Talib, disse:‘In verità, Allah (SwT) ha creato gli angeli donando loro l’intelletto, senza però dotarli d’inclinazione al piacere dei sensi, e ha creato gli animali con tale inclinazione, senza però dotarli d’intelletto. Gli esseri umani sono invece stati dotati da Lui di sensualità e intelletto: l’uomo il cui intelletto vince i sensi, è superiore agli angeli, viceversa, colui la cui sensualità soggioga il suo intelletto, è peggio delle bestie.”[11]
Il Santo Corano, a proposito della purificazione spirituale, raccomanda alla gente di ubbidire agli ordini di Allah (SwT) e del Suo Messaggero (S)[12], d’accettare il loro invito, correggendosi e vivificando la propria umanità:
íóÃóíåóÇ ÇáøÐöíäó ÁóÇãóäõæÇ ÇÓÊóÌöíÈõæÇ ááøåö æó áöáÑøÓæáö ÅöÐóÇ ÏóÚóÇßõãú áöãóÇ íÍúíöíßãú
“O voi che avete prestato fede, accettate l’invito di Allah e del Messaggero, quando vi chiamano a ciò che vi dona vita.” (Santo Corano, 8: 24)
A questo punto è possibile che qualcuno si ponga la seguente domanda: Allah (SwT) ha chiesto direttamente agli uomini di rendere florida la terra e sfruttare le sue risorse naturali, mentre ha prescritto di ubbidire ai Suoi precetti per purificarsi spiritualmente e realizzare le potenziali capacità umane. Ora, che differenza esiste tra questi due tipi di vivificazione?
Nell’era in cui l’attività principale dell’uomo era l’agricoltura, rendere florida la terra consisteva nel far affiorare i corsi d’acqua sotterranei e raccogliere le acque in superficie per irrigare i campi, assicurare lo sviluppo dell’agricoltura, curare, accanto all’attività agricola, l’allevamento, costruire delle case nelle vicinanze dei campi e creare delle strade per collegare i villaggi di campagna alle città e agevolare così la vendita dei prodotti agricoli. Oggi, migliorare la terra, renderla florida e prospera, ha assunto un significato più ampio. Assieme all’agricoltura e all’allevamento s’è sviluppata anche l’industria, che ha rivoluzionato in breve tempo la vita degli abitanti della terra. L’essere umano, in questi ultimi tre secoli, per effetto dello sviluppo delle scienze naturali, è riuscito a scoprire una considerevole parte dei misteri dell’universo, creando in tal modo la civiltà industriale.
Egli, costruendo gigantesche navi, grandi aeroplani, velocissimi treni e avanzate automobili, ha soggiogato il mare, il cielo e la terra, ha cambiato l’aspetto di questo straordinario pianeta. Sviluppando le tecnologie informatiche, ha collegato tutto il mondo con la rete Internet, trasformando la gente del mondo in un’unica famiglia. Con l’ausilio di avanzati satelliti, è riuscito a raccogliere interessanti informazioni sugli altri corpi celesti. Se Allah (SwT) ha affidato all’uomo il compito di rendere florida e prospera la terra, è perché egli è degno di ricevere un simile incarico: la terra e tutte le creature che vivono in essa, sono esseri materiali e l’uomo saggio, ragionevole, con la sua scienza e sapienza, esaminando e studiando tali esseri materiali, può, in ogni epoca, conoscere le loro caratteristiche e i loro effetti, e, di conseguenza, sfruttarli e adoperarli per migliorare le condizioni di vita su questo pianeta.
Il progresso spirituale dell’essere umano però non può essere paragonato a quello materiale, quest’ultimo non può da solo, basandosi solamente sul proprio intelletto, sulle sue conoscenze ed esperienze, portare correttamente a termine una simile opera. In effetti, la condizione fondamentale per riuscire ad eseguire con successo questa fondamentale opera, è avere una perfetta conoscenza dell’essere umano. L’uomo moderno, con tutte le conquiste che ha fatto in campo scientifico e tecnologico, non è ancora riuscito a conoscere se stesso, ad esplorare le profondità del suo essere. Tale conoscenza è così importante che il santo Profeta dell’Islam (S) dice:
ÞÇáÇáäøÈíø (Õ): ãäÚóÑóÝóäÝÓåÝóÞóÏúÚóÑóÝóÑÈøå
“Chi conosce se stesso ha conosciuto il proprio Signore.”[13]
Se l’essere umano fosse stato conosciuto, i dotti, ieri e oggi, non avrebbero avuto così tante divergenze riguardo ad esso. L’uomo che non conosce se stesso, non è in grado di comprendere che cosa sia l’umanità, non ha conoscenza di tutte le dimensioni del suo essere. Come può dunque, da solo, diventare un vero essere umano e acquistare vera vita?
Si faccia bene attenzione che quando affermiamo che l’uomo non ha conosciuto se stesso, non intendiamo che egli non ha conosciuto la sua sfera materiale, animale. In effetti, egli conosce relativamente bene questa dimensione e ciò è testimoniato dal fatto che, ad esempio, riesce a curare con successo molte delle malattie che affliggono il suo corpo e la sua psiche. Egli, dopo secoli di studio e progresso, ha raccolto considerevoli informazioni sulla struttura, sul funzionamento e sulla funzione del rene, del fegato, del cuore, delle arterie, delle vene, del cervello, dei nervi, dell’intestino e degli altri organi e apparati del corpo umano. Ciò che invece è rimasto sconosciuto all’essere umano, che ha fatto discutere e divergere i dotti di tutte le epoche, è la sua dimensione spirituale. Le più frequenti domande riguardo a tale questione sono:
1) l’uomo è un essere totalmente materiale, oppure ha una componente materiale e una spirituale?
2) Il pensiero, che distingue l’essere umano dalle altre creature di Allah (SwT) e lo rende superiore ad esse, è un fenomeno puramente materiale (la cui relazione con l’intelletto può essere paragonata - come hanno affermato alcuni studiosi materialisti - alla relazione che esiste tra la bile e il fegato) oppure riguarda fondamentalmente il mondo spirituale, e l’intelletto è solo un mezzo per collegarlo al mondo materiale?
3) La coscienza è una facoltà indipendente, a sé stante, creata nell’animo umano per saggio provvedimento divino, per guidarlo alle virtù, oppure è un insieme d’ordini e divieti che i genitori e gli educatori inculcano nell’individuo fin dall’infanzia, ammassandosi nel suo animo?
4) La propensione per la vita eterna, che esiste in modo naturale nell’intimo di ogni essere umano, è un desiderio vano e infondato oppure denuncia il fatto che l’uomo, per volere divino, è stato creato per vivere in eterno?
5) Con la morte, l’uomo s’annienta totalmente oppure essa pone fine alla vita materiale e corporale dell’uomo e il suo spirito, che costituisce la sua dimensione spirituale e determina la sua personalità, continua la sua esistenza in un altro mondo?
Esistono altre domande simili a queste a proposito dell’essere umano, le quali ci fanno ben comprendere che noi non conosciamo l’uomo, non comprendiamo la sua essenza. Non possiamo dunque da soli diventare veri esseri umani e vivificare la nostra umanità. Per elevarsi spiritualmente e raggiungere gli eccelsi obiettivi umani, bisogna mettere in pratica gli insegnamenti divini, i precetti che sono stati comunicati dagli infallibili Messaggeri Divini (as), i quali avevano l’incarico di fare degli individui dei veri esseri umani, realizzare le loro potenziali capacità umane, insegnare loro le elevate virtù, aiutarli a controllare, con la forza della fede, le loro passioni, a equilibrare i loro istinti e metterli in guardia dai pericoli derivanti dai piaceri materiali. Purtroppo, poche persone prestarono fede ai Profeti (as) e seguirono il sentiero da loro indicato. La maggior parte degli uomini non diede peso alle loro parole e condusse una vita totalmente materiale.
Nel civilizzato mondo odierno, con tutte le scoperte e i progressi che l’uomo ha fatto, la maggior parte della gente non conduce una vita umana. Oggi molte persone non sono nemmeno in grado di comprendere cosa voglia dire vivere umanamente. Citeremo ora, a titolo d’esempio, una delle differenze tra vita umana e quella animale. Nel mondo animale, nella foresta, vige la “legge della giungla”; tra gli animali feroci solo gli artigli e i denti appuntiti sono in grado di risolvere le discordie. Al contrario, nel sacro mondo umano, deve governare l’intelletto e la coscienza e le discordie devono essere risolte attraverso la legge e la giustizia. Purtroppo però vediamo che attualmente tutto ciò è stato dimenticato, è come se fosse impossibile da realizzare.
Così, le superpotenze, per conservare la “pace nel mondo”, invece di usare la fede, l’intelletto e la coscienza, invece di ricorrere alla verità, all’onestà, alla virtù e alla nobiltà umana, ricorrono alla corsa agli armamenti e usano ogni loro forza per ottenere la più micidiale delle armi, al fine di sopraffare i propri rivali, e, come se non bastasse, si vantano di queste loro vili armi e con esse si sentono superiori agli altri. Il declino morale e i disumani metodi applicati hanno fatto si che le superpotenze si minaccino, al pari di feroci animali, di uccidersi e sterminarsi e mostrino, al posto di denti e artigli, missili intercontinentali a testata nucleare.
Non bisogna dimenticare che il fatto che oggi la maggior parte della gente ha abbandonato il sentiero della verità e dell’umanità, diventando succube delle proprie passioni, non dispensa la minoranza credente e devota dal dovere di comportarsi umanamente e ubbidire ai comandamenti divini. I credenti devono sforzarsi, infatti, di raggiungere i più alti gradi d’umanità, usare la preziosa vita di questo mondo per correggersi, elevarsi spiritualmente, ed acquistare le eccelse virtù umane e agire in modo da raggiungere l’eterna beatitudine. A tal proposito, il Sacro Corano dice:
íóÃóíåóÇ ÇáøÐöíäó ÁóÇãóäõæÇ Úóáóíúßõãú ÃóäÝõÓßõãú áÇ íóÖÑøßõã ãøä Öáø ÅöÐóÇ ÇåúÊóÏóíúÊõãú Åöáì Çááøåö ãóÑúÌöÚõßõãú ÌóãöíÚÇð ÝóíõäóÈøöÆõßõã ÈöãóÇ ßõäÊõãú ÊóÚúãóáõæäó
“O voi che avete prestato fede, preoccupatevi di voi stessi! Non vi arrecheranno alcun danno quelli che errano, se sarete ben guidati. Voi tutti ritornerete ad Allah, Egli v’informerà dunque di ciò che facevate.” (Santo Corano, 5: 105)
Chi vuol diventare un vero essere umano deve usare la più preziosa cosa che ha dentro di sé: l’intelletto. Deve farsi guidare da esso, obbedendo ai suoi ordini e rispettando i suoi divieti. Del resto, tutto ciò è stato raccomandato anche dai Profeti (as) e dagli Imam (as). Consideriamo a tal proposito le seguenti tradizioni:
Úä ÇáäøÈíø (Õ) ÞÇá: ÇÓÊÑÔ쾂 ÇáÚÞá ÊÑÔ쾂 æ áÇ ÊÚÕæå ÝÊäÏãæÇ
Il Santo Profeta (S) disse: «Fatevi guidare dall’intelletto e troverete la retta via; non disubbidite invece a esso, poiché vi pentireste»[14]
Úä Úáíø ÞÇá: ßÝÇß ãä ÚÞáß ãÇ ÃæÖÍ áß ÓõÈõáó Ûíøß ãä ÑÔÏß
L’Imam °Ali (as) disse: «Ti basti {sapere} del tuo intelletto che esso ti chiarisce le vie del tuo traviamento da quelle della tua crescita {spirituale}»[15]
Seguire l’intelletto fa acquisire coscienza di sé, la quale, a sua volta, dona perspicacia e saggezza. Chi riesce a vedere la sua natura primitiva, acquista coscienza di tutti gli aspetti del suo essere, interni ed esterni, materiali e spirituali, animali e umani, li sfrutta adeguatamente, facendoli giungere al loro degno grado di perfezione. Chi segue questa via, risveglia le sue facoltà intellettive, viene a conoscenza delle preziose risorse nascoste nelle profondità del proprio essere e delle infinite capacità che Allah (SwT) gli ha donato; rimane attonito dinanzi alla maestà divina, vede se stesso dinanzi a decine e centinaia d’interrogativi e, talvolta, manifesta la sua meraviglia interna con splendide parole e profonde poesie.
Meditando e riflettendo sulla creazione, vede tutti gli aspetti e le dimensioni dell’essere umano, seguendo i celesti insegnamenti della religione islamica, cura con adeguato equilibrio ambedue le componenti del suo essere (quella materiale e quella spirituale) e chiede continuamente a Allah (SwT) la beatitudine e la felicità di questo mondo e dell’Aldilà:
ÑóÈøäóÇ ÁóÇÊöäóÇ Ýì ÇáÏøäúíóÇ ÍóÓäóÉð æó Ýì ÇáÇóÎöÑóÉö ÍóÓäóÉð æó ÞöäóÇ ÚóÐóÇÈ ÇáäøÇÑö
“Nostro signore! Donaci il bene in questo mondo e nell’Aldilà e preservaci dal castigo del Fuoco.”(Santo Corano, 2: 201)
I probi, da una parte si danno da fare per dirigere la loro vita terrena e soddisfare i propri bisogni materiali, e, dall’altra si sforzano di elevarsi spiritualmente e di raggiungere l’eterna beatitudine. Essi però danno maggiore importanza alle loro attività spirituali e, di conseguenza, riescono a sopportare le difficoltà materiali e l’indigenza; mai però sono disposti a vivere in una condizione di povertà spirituale. A tal proposito, il settimo Imam (as) dice:
Úä ãæÓì Èä ÌÚÝÑ (Ú) ÞÇá: íÇ åÔÇã Ãäø ÇáÚÇÞá ÑóÖöìó ÈÇáÏøæä ãä ÇáÏøäíÇ ãÚ ÇáÍßãÉ æ áóãú íÑÖ ÈÇáÏøæä ãä ÇáÍßãÉ ãÚ ÇáÏøäíÇ ÝáÐáß ÑÈÍÊ ÊÌÇÑÊåã.
O Hishàm, in verità, la persona saggia s’accontenta di possedere poco di questo mondo e molta saggezza, mentre non è contento di possedere poca saggezza e molte cose del mondo. E’ per questo motivo che egli trae sempre vantaggio dal proprio “commercio”.[16]
(1)
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